Papa Francesco e la babele delle fake news: l’antidoto è il giornalismo di qualità

Quel cronista di razza di Jorge Mario Bergoglio

Papa Francesco

ROMA – A Papa Francesco vengono riconosciute unanimemente eccezionali doti di comunicatore. Come il poverello di Assisi, di cui porta il nome, ha operato una radicale rivoluzione nell’annuncio del Vangelo, dalle

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Giornalista per vocazione, prima a Paese Sera, poi al Tgr Rai del Lazio. Aveva 87 anni

Addio a Giuliano Prasca, ha raccontato Roma

Giuliano Prasca (foto da Youtube)

ROMA – È scomparso Giuliano Prasca, cronista storico di Paese Sera, amministratore cittadino di primo livello, promotore di sport popolare. Aveva 87 anni. I funerali laici domani, sabato 2 marzo, alle ore 12, nel Tempietto Egizio del cimitero Verano, a Roma.
Nato e cresciuto nella periferia pasoliniana di una volta, il Quadraro, Prasca è stato esponente del Pci e assessore al patrimonio nella Giunta Argan degli anni ’70. A lui si debbono

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Appello del Consiglio d’Europa: “Garantire un’informazione libera e di qualità”

Pronto soccorso al giornalismo in crisi

Romano Bartoloni

ROMA – Grido d’allarme del Consiglio d’Europa sullo stato di dissesto finanziario del giornalismo di qualità, con il lancio di un appello di pronto soccorso ai suoi 47 Stati membri. In una dichiarazione approvata il 13 febbraio 2019 dal Comitato dei ministri del CdE, si sollecita i governi a “garantire la sostenibilità finanziaria del giornalismo di qualità”, un bene pubblico vitale per la democrazia e che “svolge un ruolo essenziale nel consentire alle persone di formarsi e poter esprimere la propria opinione”. E, pertanto, “gli Stati sono tenuti – si sostiene nel documento – a garantire l’indipendenza dei media e ad adottare misure che permettano l’effettivo esercizio della libertà di stampa, garantito dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con azioni positive come regimi fiscali vantaggiosi, programmi di sostegno finanziario,

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Morto a Roma a 88 anni. Il suo Gr2 diede per primo la notizia del rapimento Moro

Addio al giornalista Guido Farolfi

Guido Farolfi al Quirinale con l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

ROMA – Dopo una lunga malattia è morto, al Policlinico Gemelli di Roma, il giornalista Guido Farolfi. Nato a Firenze il 16 aprile 1931, era iscritto nell’elenco professionisti dell’Ordine del Lazio dal 1° ottobre 1957. Aveva

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“Attenzione all’insidia delle insidie: la sistematica violazione delle norme costituzionali”

Non c’è libertà senza dignità e busta paga

Romano Bartoloni, presidente del Sindacato cronisti romani

ROMA – Con moniti e appelli il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sostenuto a spada tratta la causa dell’art. 21 della Costituzione sulla libertà di espressione, e la Fnsi, reagendo ad attacchi in serie anche da parte del governo, ne ha riprodotto e rilanciato una frase emblematica: «L’incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo».
Ma l’insidia delle insidie era e resta la sistematica violazione delle norme costituzionali, comunitarie, legislative e contrattuali a tutela della dignità del lavoro giornalistico, della qualità professionale, delle garanzie dell’autonomia, norme lese da inadeguate retribuzioni e calpestate da forme di precariato diffuse a stragrande maggioranza nelle redazioni dei mass

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Cronista doc e sindacalista di razza, è stato strenuo difensore della libertà di stampa

Addio Guido Columba, una vita per la cronaca

Romano Bartoloni e Guido Columba, protagonisti delle battaglie a difesa dei cronisti e della libertà di stampa

ROMA – Giornalismo in lutto per la scomparsa di Guido Columba. Aveva 72 anni. È morto la notte scorsa, al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato a causa della lunga e brutta malattia contro la quale ha

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5000 romani fanno causa al Comune e il Sole 24 Ore mette la capitale al 24° posto

Roma: anche la pazienza è finita nelle buche

Una delle immagini tragicomiche che circolano in Rete sulle buche a Roma

ROMA – I romani sembrano armati di tanta, troppa santa pazienza. Al confronto Giobbe era un intollerante;  il “quousque tandem abutere patientia nostra” di Cicerone nei confronti di Catilina era in giochetto delle parti. Ormai da anni sopportano l’insopportabile dei disagi, della invisibilità quotidiana, del declino urbano, dei tanti mali che affliggono una città precipitata agli ultimi posti delle classifiche internazionali del degrado.
La causa di ogni guaio non sta solo nelle responsabilità politiche dell’amministratore di turno e nella sua incapacità di stare al passo con i bisogni dei cittadini. Non da

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“La vita più lunga, benedizione o iattura? Bene la nuova legge, ma se ci fregano?”

Anziani, al posto delle cure arriva il biotestamento

Romano Bartoloni

Romano Bartoloni

ROMA – Assieme ai giapponesi siamo e restiamo i più longevi al mondo. Ma loro hanno anche le badanti robot, noi no! A leggere i recenti dati Istat, tuttavia, pur in misura dello zero virgola, sono in calo, dopo decenni, gli indici dell’’aspettativa di vita e in risalita i tassi di mortalità.
Anche se la epocale conquista della lunga vita, grazie ai progressi della scienza e della medicina, non suscita entusiasmi, gioia e felicità fra le ultime generazioni, come immaginavano i mortali fin dalla notte dei tempi, l’’Istat, che ci promette raggiungibile la ragguardevole meta degli 80,6 anni per gli uomini e dell’’84,9% per le donne, rivela che i centenari sono in aumento, e che gli italiani over 65 sono il 22,6 % della popolazione. Allora, cosa succede? Perché l’inaspettata controtendenza per la vecchiaia prolungata?

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Ritorno al forte interventismo dello Stato sotto le mentite spoglie previdenziali dell’Inps

Le pensioni e il mare magnum dei sussidi pubblici

Romano Bartoloni

Romano Bartoloni

ROMA – Il mare magnum dei sussidi pubblici di vario titolo e di ogni immaginazione scopre gli altarini del ritorno a un forte interventismo dello Stato sotto le mentite spoglie previdenziali dell’Inps, finito giocoforza nell’occhio del ciclone delle fake news sulle pensioni (addirittura con paginoni sui giornali). Un mare che si ingrossa ogni anno di nuovi aiuti a fondo perduto con il contorno delle promesse elettorali miliardarie di questi giorni.
Ormai il crocevia dell’assistenzialismo svia immense risorse che dovrebbero far capo alla discrezionalità della fiscalità generale, e che, invece, i furbetti ragionieri dell’amministrazione pubblica bypassano per l’Inps probabilmente per confondere le acque ai nostri partner/interlocutori europei. Che, indossati i paraocchi, crocifiggono i nostri pensionati e criticano il sistema

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È il più grande memoriale per non dimenticare i nomi delle vittime della follia nazista

Shoah: i “sanpietrini” di ottone lastricano il mondo

Il sanpietrino dedicato alla memoria di “nonno Fritz”

ROMA – La memoria collettiva dell’olocausto è stata ritrovata fuori tempo massimo per le generazioni che hanno vissuto e patito le atrocità del nazismo e gli orrori dei campi di sterminio. Soltanto 60 anni più tardi, nel 2005, l’Onu ha istituito, per il 27 gennaio di ogni anno, anniversario della liberazione dal lager di Auschwitz, la Giornata della Memoria. Fino ad allora si era sottaciuto, parlato sottovoce dell’eliminazione pianificata di milioni di innocenti.
Oggi si vuole punire il cosiddetto negazionismo di quella tragedia, quando per decenni oblio e silenzio avvolsero le atrocità naziste. Perché tanta indifferenza, perché in così vergognoso ritardo si è deciso di aprire gli occhi alla stragrande maggioranza nata e cresciuta in epoche successive?
Viltà e ipocrisia hanno accecato volutamente l’umanità e nascosto i sopravvissuti nelle retrovie della società e

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