Ugo Sbisà (Cdr), Raffaele Lorusso (Fnsi), Bepi Martellotta (Assostampa) e Fabrizio Nitti (Cdr) alla conferenza stampa

BARI – “Ci troviamo in una situazione paradossale. Era chiaro dal primo momento che una azienda editoriale non si può gestire con i tempi necessari della giustizia. Non vorrei che intorno alla vicenda di questa testata, con 130 anni di storia, si stiano giocando altre partite di natura societaria sulla testa dei lavoratori”. Lo ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, commentando l’evoluzione della vertenza della Gazzetta del Mezzogiorno, con la proclamazione dello sciopero ad oltranza da parte dell’assemblea della redazione dopo le mancate risposte sul pagamento degli stipendi degli ultimi quattro mesi. All’incontro hanno preso parte Giuseppe Martellotta, segretario dell’Assostampa di Puglia, e i componenti del Cdr della Gazzetta del Mezzogiorno.
“C’è una aggravante – ha aggiunto Lorusso – ed è costituita dal fatto che chi è stato investito della amministrazione giudiziaria continua a non dare le risposte che si è impegnato a dare. Già dal 18 febbraio scorso, in un incontro a Catania con gli organi della procedura, abbiamo chiesto ai giudici  chiarezza sui tempi dei pagamenti delle retribuzioni, la nomina di un Cda, risposte su un piano temporaneo di contenimento dei costi del lavoro. Siamo al 2 di marzo e gli unici contatti che ho con gli amministratori giudiziari sono immediatamente successivi ad atti compiuti dal sottoscritto o dalla redazione”.
“Ho fatto rilevare che si continua a girare a vuoto. Ci sono due manifestazioni di interesse non vincolanti, una proposta vincolante di acquisto depositata. Cari commissari volete dare almeno risposte agli imprenditori interessati?”. Lorusso ha anche fatto sapere che c’è la disponibilità ad un confronto con la Fieg, e al riguardo ha specificato che sarà disponibile se avverrà “con i vertici e non con figure di secondo piano”. (ansa)

Odg Puglia: Non rassegniamoci ad un futuro senza Gazzetta”

“Non possiamo rassegnarci in Puglia a un futuro senza la Gazzetta del Mezzogiorno, serve una mobilitazione di tutti, a cominciare dalle istituzioni”. Così il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, Piero Ricci, all’indomani della decisione del Cdr e dei colleghi di sospendere la pubblicazione della storica testata giornalistica pugliese, fondata 131 anni fa.
“Quello dell’Ordine dei giornalisti è un appello forte perché tutti, a cominciare dalle istituzioni, si impegnino per rimettere la Gazzetta in edicola, al servizio dei territori in cui è una radicata tradizione culturale e civile”.
“A nome dell’intero consiglio – afferma il presidente Ricci – esprimo profonda amarezza per l’involversi di questa assurda vicenda. La grave e pericolosa incertezza sulle sorti della testata e di tutti i suoi giornalisti e poligrafici, e delle loro famiglie, senza stipendio da tempo, pur in presenza di un’offerta vincolante sull’acquisto, crea una serie di conseguenze difficili da affrontare. La Gazzetta è un’istituzione culturale che non deve essere cancellata per colpa degli errori di altri”. (giornalistitalia.it)

Michele Emiliano: “Vendita del quotidiano è impantanata”

Michele Emiliano

BARI – “L’evoluzione della vertenza Gazzetta è estremamente preoccupante”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nel corso dell’incontro di questa mattina nella sede dell’Assostampa Puglia con il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, il segretario dell’Assostampa Puglia, Giuseppe Martellotta, e il Cdr del quotidiano pugliese. Tra i presenti anche il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci, Antonio Decaro, il deputato Francesco Paolo Sisto (Fi) e il consigliere comunale Filippo Melchiorre (Fdi).
“Non abbiamo di fronte dei privati – ha aggiunto Emiliano – ma una vicenda complicata dal punto di vista giudiziario, frutto di una novità contenuta nel codice antimafia. La Gazzetta si trova in questo contesto per un incidente”. “E perplessità – ha aggiunto – sorgono perché la vicenda della vendita del quotidiano è impantanata. In più dobbiamo andare a spigare al Tribunale di Catania che la risposta dei commissari ‘non ci sono soldi’ non è soddisfacente”.
“Non è una buona amministrazione far fallire la Gazzetta – ha rilevato Emiliano – visto che ci sono anche degli acquirenti. Non vorrei che altri fossero indotti da qualcuno a comprare l’asset senza personale, perché più conveniente di acquistarlo con i lavoratori”.
“Il capitale umano dei lavoratori della Gazzetta – ha concluso – deve seguire la testata nella sua evoluzione”. (ansa)

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