Piero Angela negli studi del suo SuperQuark

TORINO – «Occorre investire nel mondo dell’istruzione. È necessaria una scuola più seria e con contenuti spendibili nella professione». Intervistato da Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, lo dice Piero Angela, il più autorevole fra i divulgatori scientifici.
Il colloquio è avvenuto a Fregene, nella casa dell’inventore di SuperQuark e l’articolo che ne dà conto è pubblicato, a piena pagina, nel settore della Cultura sulla Stampa di Torino.
Piero Angela discute di insegnanti precari che, «purtroppo e troppo spesso, sono preparati in modo superficiale». Del resto, gli istituti che ospitano gli studenti sono edifici talvolta fatiscenti, che cadono a pezzi. Se le aule non sono un luogo di studio – riflette il giornalista – diventano il parco giochi dei bulli che si divertono a tormentare i deboli con la presunzione di riprendere quelle loro malefatte per pubblicarle su Facebook.
I programmi scolastici dovrebbero essere rinnovati, ma occorre farlo in fretta per non perdere il contatto con il mondo. Mondo che sta galoppando e ci sta sorpassando anche nei campi dove eravamo maestri.
Un esempio? L’Asia ospita le migliori scuole del mondo per la formazione di ingegneri e di matematici di alto livello. Significa che le tecnologie stanno nelle loro mani.
Dunque, a parere di Piero Angela, «occorre un riscatto culturale che non significa soltanto occuparsi di letteratura, musica e arte, ma stare al passo con i tempi. Il progresso è un divenire continuo. A volte, quello che pensiamo sia il futuro è, in realtà, il passato».

Alberto Sinigaglia

Il colloquio fra Alberto Sinigaglia e Piero Angela si dipana fra passato, presente e futuro. Quando comincia il cambiamento? Domanda l’intervistatore.
«Tra l’800 e il ’900 – è la risposta di Angela –, quando le ruote hanno cominciato a girare nei campi e nelle officine grazie all’energia trasportabile. La popolazione agricola in Italia rappresentava il 70 per cento. Oggi meno del quattro. In America non arriva all’uno».
Riflette ancora Piero Angela: «Nelle fabbriche, l’efficienza produttiva rende cibo e oggetti sempre più accessibili, diffonde il benessere e permette la scolarizzazione per cui dall’analfabetismo di massa si passa all’università  di massa».
Però è necessario che le università formino davvero gli studenti. Altrimenti si riducono a un parcheggio di disadattati.
Ci deve pensare la politica? «I partiti pensano alle elezioni. Parlano di casa-lavoro-sanità-pensioni. Promettono di distribuire ricchezze secondo meriti e bisogni. Ma per distribuire ricchezza, occorre prima crearla».
L’analisi di Piero Angela sembrerebbe orientata al pessimismo. Ma solo apparentemente. «Ci sono i margini per tornare leader culturali. Ma non si può più perdere tempo. C’è da concentrarsi su uno sforzo educativo che dia strumenti di navigazione nella modernità». (giornalistitalia.it)

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