Editore puro della Gazzetta del Sud ha gestito i conti senza calpestare i valori umani 

Addio Gianni Morgante, signore dell’editoria

Giovanni Morgante

MESSINA – È morto a Messina, all’età di 89 anni, il giornalista Giovanni Morgante, presidente della Società Editrice Sud spa, proprietaria del quotidiano Gazzetta del Sud, della Radio Televisione Peloritana, di Antenna dello Stretto, dei centri stampa di Messina e Rende e, dal 2017, del Giornale di Sicilia, di Telegiornale di Sicilia e Radio Giornale di Sicilia.

Lo stabilimento della Ses a Messina

Nato a Messina il 9 aprile 1930, era giornalista professionista iscritto all’Ordine di Sicilia dal 1 agosto 1960. È stato anche collaboratore del Corriere della Sera, ma la sua vita è stata interamente dedicata alla Gazzetta del Sud, il quotidiano fondato dall’imprenditore ligure Uberto Bonino, figlio di un ammiraglio della Marina Militare, che lo aveva assunto come stenografo il 12 aprile 1952, ovvero il giorno della fondazione del quotidiano messinese che aveva assunto anche suo padre Pasquale come proto. Il destino di Giovanni, però, era un altro e, nel volgere, di poco tempo cominciò la scalata che, negli anni, lo portò al vertice del giornale.
Grande appassionato e praticante di sport, soprattutto pesistica e atletica leggera, Giovanni cominciò a scrivere proprio sulle pagine di cronaca sportiva, prima di diventare il cronista di punta della giudiziaria. Caposervizio dal 1968, segretario di redazione, caporedattore, fin quando, appunto, Bonino, approdato in riva allo Stretto agli inizi degli anni Cinquanta per realizzare un “quotidiano ponte tra Sicilia e Calabria”, decise di farlo entrare nella stanza dei bottoni per prepararlo alla successione.
“Per oltre trent’anni – ricorda il suo giornale – è stato il presidente ideale, idee chiare, il primo ad andarsene e l’ultimo a uscire, l’uomo che stringeva la mano a tutti e a tutti dava una pacca sulla spalla, incoraggiando, spronando, facendo sentire il calore di una famiglia, più che di un’azienda”.

Uberto Bonino

Consigliere della fondazione dal 30 marzo 1985 e della Ses (allora Società Editrice Siciliana) dal 13 aprile, è stato nominato amministratore delegato il 9 luglio 1988, alla morte del fondatore Uberto Bonino, e presidente nel 1991. È stato anche consigliere dell’agenzia di stampa Ansa e presidente dell’Associazione Industriali di Messina. Apprezzato dai colleghi anche il suo impegno per la categoria dei giornalisti: è stato, infatti, segretario dell’Ordine di Sicilia. Da giornalista era in pensione dal 1° luglio 1995.
Con Nino Calarco alla direzione, Gianni Morgante, che teneva a definirsi un “editore puro”, ha fatto vivere alla Gazzetta del Sud una lunga stagione di successi che, negli anni, ha consentito al quotidiano di superare gli storici concorrenti nell’isola – La Sicilia di Mario Ciancio Sanfilippo e il Giornale di Sicilia della famiglia Ardizzone – sia in termini di diffusione che di solidità economica.
«Una saggia e oculata gestione, quella di Giovanni Morgante», ricorda il segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, esprimendo profondo cordoglio alla famiglia, ai colleghi e alla Ses. «Sempre attento e lungimirante nella conduzione editoriale dell’impresa, ma – sottolinea Parisi – altrettanto umano nel gestire i rapporti con i dipendenti, dal primo all’ultimo. Non a caso, Gianni Morgante non ha mai voluto licenziare nessuno. Un signore d’altri tempi, un galantuomo, sempre fedele alla parola data. Un uomo che ha sempre trovato la soluzione per far quadrare i conti e non lasciare nel dramma chi, purtroppo, non ha avuto la fortuna di vivere la sua brillante carriera».
Dal canto suo, il vice presidente vicario dell’Inpgi, Giuseppe Gulletta, nel suo messaggio di cordoglio evidenzia «la sua correttezza nella puntuale regolarizzazione contrattuale di tutti i giornalisti e nei rapporti con l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani». Gulletta, anche nella sua qualità di segretario dell’Assostampa Messina, sottolinea «l’assoluta limpidezza di Gianni nelle relazioni sindacali con il sindacato, che in lui ha sempre avuto una controparte editoriale attenta, corretta e comprensiva e, in virtù del suo essere giornalista, un fedele alleato nelle battaglie per l’affermazione del giornalismo professionale di qualità».
Cordoglio anche dall’Ordine dei giornalisti della Calabria. Il presidente Giuseppe Soluri ricorda «un grande ed indimenticabile protagonista dell’editoria e del giornalismo in Calabria e in Sicilia” ed esprime «sentite condoglianze a tutta la “famiglia” della Gazzetta, per la quale Gianni Morgante è stato un autentico padre e un vero nume tutelare grazie alla sua esperienza, alla sua intelligenza, alla sua capacità e al suo equilibrio».

Gianni Morgante (a sinistra) e Nino Calarco (a destra)

Anche per il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, «se n’è andato un galantuomo, una persona perbene, un pioniere dell’editoria nel Mezzogiorno, dotato di visione e progettualità grazie alle quali ha realizzato un grande giornale italiano e un gruppo editoriale di altissimo livello».
«Il suo nome – sottolinea Irto – sarà indelebile nella storia del giornalismo e dell’editoria pura nel Mezzogiorno e nel Paese. Il presidente Morgante, un uomo d’altri tempi di poche, chiare e solide parole, amava profondamente la Sicilia e la Calabria e non è un caso che Gazzetta del Sud sia riuscita a divenire in breve tempo il punto di riferimento per l’informazione in entrambe le regioni, costruendo un ponte di legami giornalistici ma soprattutto culturali, in un’area dello Stretto che grazie alla Gazzetta è divenuta prima un sogno e una prospettiva, poi una grande realtà socio-economica, culturale, politica e universitaria».
E se per il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, «con Giovanni Morgante scompare un editore illuminato che, per decenni, ha tenuto le redini della Gazzetta del Sud, riuscendo a superare anche i periodi più cupi per il settore», per il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto «ci sono personalità che con il loro coraggio visionario riescono a segnare un’epoca». «Il ricordo di Giovanni Morgante – sottolinea Occhiuto – rimarrà indelebile tra quegli uomini che attraverso la sfida dell’informazione hanno contribuito a far crescere la Calabria. Un merito raro».
Giovanni Morgante lascia la moglie Maria Barrile e i figli Lino, Katya e Maurizio. La camera ardente sarà allestita domani, domenica 18 agosto, alle 10.30 a Messina, nella sede della Gazzetta del Sud, in via Uberto Bonino 15/C. I funerali  saranno celebrati lunedì 19 agosto, alle ore 16, nel Duomo di Messina(giornalistitalia.it)

 

I commenti sono chiusi.