ROMA – Con il via libera definitivo del Senato, che ha approvato all’unanimità il disegno di legge per il quale, sempre all’unanimità, la Camera dei deputati aveva dato il via libera nel luglio 2025, è stata istituiva la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. Si svolgerà il 3 maggio in concomitanza con la Giornata mondiale della libertà di stampa voluta dall’Unesco.
Il Ddl 1592 ha come primo firmatario Paolo Emilio Russo (Fi-Ppe) e cofirmatari Marta Schifone (Fdi), Federico Fornaro (Pd-Idp), Igor Giancarlo Iezzi (Lega), Alfonso Colucci (M5S), Maria Rosaria Carfagna (A-Iv-Re), Filiberto Zaratti (Avs), Pino Bicchielli (Nm), Roberto Giachetti (A-Iv-Re), Andrea Mascaretti (Fdi), Elena Maccanti (Lega), Ilaria Cavo (Nm), Simonetta Matone (Lega), Alessandro Amorese (Fai), Nicole Matteoni (Fdi), Valentina Grippo (Az-Per-Re), Francesco Battistoni (Fi-Ppe).
«Il Governo – ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che è giornalista professionista – accoglie con grande soddisfazione l’approvazione unanime in Senato della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Un riconoscimento dovuto e atteso da molti anni».
«Da oggi in poi, ogni 3 maggio, l’Italia – sottolinea Meloni – renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la propria vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, facendo arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati, in Italia come all’estero».
«Penso – ha aggiunto il Presidente del Consiglio – a figure come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz. Uomini e donne che hanno messo la propria passione e la propria professionalità al servizio di tutti noi, e che tutti noi abbiamo il dovere di onorare».
«È un omaggio a chi ha sacrificato la vita per difendere il diritto dei cittadini a essere informati», il commento del deputato Paolo Emilio Russo (Forza Italia), giornalista professionista, che nel 2025 alla Camera ha proposto il disegno di legge.
«L’approvazione finale all’unanimità da parte del Senato, dopo il voto unanime della Camera, a pochi giorni dal giorno prescelto, è particolarmente significativa: un segnale – sottolinea Russo – importante di attenzione a una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia e a un settore, quello del giornalismo e dell’editoria, attraversato da una vera e propria rivoluzione».
Paolo Emilio Russo evidenzia che «la legge prevede che lo Stato, le Regioni e gli enti locali promuovano iniziative di sensibilizzazione coinvolgendo scuole, università, associazioni di settore e l’Ordine professionale per ricordare e onorare un’altra categoria di “vittime del dovere”, quella dei giornalisti, che fino a oggi non aveva avuto il giusto riconoscimento».
La legge guarda anche al futuro, prevedendo iniziative e campagne per rafforzare la lotta al linguaggio d’odio e alle minacce, con particolare attenzione alle donne giornaliste. Il testo stabilisce, inoltre, che la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo dedichi spazi per raccontare le storie dei giornalisti caduti e che il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio pubblichi i loro nomi sul sito istituzionale.
A tal proposito, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, giornalista professionista, ha dichiarato: «Siamo e saremo sempre dalla parte dell’informazione, pilastro della nostra democrazia. Riconoscenti a tutti i giornalisti che hanno perso la vita alla ricerca della verità e per consentire alle nostre fondamenta democratiche di essere solide.
Ringraziamo anche Paolo Emilio Russo, primo firmatario della legge. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria è onorato di pubblicare i nomi dei giornalisti caduti sul proprio sito istituzionale».
Il presidente della Commissione Esteri e Difesa, sen. Maurizio Gasparri, intervenendo in Aula, ha evidenziato che «Forza Italia sostiene con convinzione la legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. Tra i promotori più antichi di questa legge c’è stato l’onorevole Paolo Emilio Russo alla Camera. Anche io sono giornalista professionista da tempo e quindi, con convinzione, voglio esprimere l’adesione di Forza Italia a questo provvedimento, che ha una forte valenza simbolica».
«Spesso – ha ricordato Gasparri – questo tema si collega alla lotta al terrorismo, che è stato contrastato non solo dalla magistratura o dalle forze di polizia, ma anche da giornalisti liberi e coraggiosi, che hanno visto anche nel nostro Paese cadere vittime per aver denunciato. Prima è stato citato Walter Tobagi, un giornalista ucciso dal terrorismo. Abbiamo avuto poi tanti inviati di guerra, esposti a rischi elevati, e anche oggi, in un momento segnato da conflitti, sono decine e decine i giornalisti morti durante le guerre».
«Ricordiamo – ha detto ancora Gasparri – tanti protagonisti di questo giornalismo coraggioso nell’esperienza italiana, anche operatori e tecnici dell’informazione.
Nell’elenco dei nomi voglio ricordare Almerigo Grilz, un carissimo amico e giornalista coraggioso che cadde a Mozambico mentre documentava la guerra civile in corso nel paese e che, per molto tempo, è stato vittima di un ostracismo post-guerra perché non era allineato al presunto pensiero dominante e ha faticato ad essere riconosciuto come vittima del giornalismo di guerra. Molti inviati sono morti con la telecamera in mano e hanno lasciato un’estrema testimonianza del loro coraggio e di un giornalismo vissuto in prima linea: l’immagine stessa della loro morte ci dà il senso della pericolosità di questo mestiere».
«Una giornata di ricordo – ha sottolineato Maurizio Gasparri – non risolverà sicuramente i problemi e le difficoltà del giornalismo: dai contratti ai riconoscimenti economici, fino al tema delle fake news. Oggi, sulla rete, vediamo immagini false che sembrano vere e l’intelligenza artificiale può costruire di tutto. Il giornalista deve essere protetto e supportato, anche con riconoscimenti economici e contrattuali adeguati. Viviamo poi una fase di contrasto tra editori e giornalisti, ma gli editori stessi sono vittime del saccheggio digitale, che sottrae materiale e lo divulga gratuitamente. Ma siamo molto orgogliosi di portare all’approvazione questo testo perché, sullo sfondo di tutto questo, c’è l’eroismo di un giornalista che fisicamente va in una parte del mondo senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale, ma armato del proprio coraggio e di una telecamera, e può anche morire».
«Quindi, dietro questa giornata che viene istituita, – ha concluso Gasparri – c’è il riconoscimento di un’informazione libera e coraggiosa che va tutelata. Forza Italia, per tutte queste motivazioni, approva con grande determinazione questa legge, che finalmente arriva al traguardo in Parlamento».
«Un atto dovuto nei confronti di quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà di stampa, la ricerca della verità e la denuncia del malaffare, al servizio esclusivo dei cittadini, soprattutto i più deboli e indifesi» è, infine, il commento dal segretario generale e dal presidente della Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, Carlo Parisi e Lorenzo Del Boca, che già lo scorso anno, in occasione del vostro unanime della Camera dei deputati, avevano espresso grande soddisfazione per l’istituzione della Giornata in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione».
«Un impegno – ricordano e sottolineano Parisi e Del Boca – che non può certo limitarsi alle celebrazioni, alle pacche sulle spalle e alle dichiarazioni di circostanza, ma un obbligo civile senza eccezioni di sorta. Non a caso, il nuovo sindacato dei giornalisti Figec aderente alla Cisal, sin dalla sua costituzione, avvenuta il 28 luglio 2022, è stato sempre impegnato sui temi della legalità e della memoria: per non dimenticare il sacrificio dei tanti giornalisti uccisi nell’adempimento del loro dovere di garantire al nostro Paese un’informazione libera, trasparente e pluralista» (giornalistitalia.it)














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