Arresti e attacchi ai giornalisti “colpevoli” di raccontare le proteste per l’omicidio Floyd

Usa: la violenza della polizia contro la stampa

Linda Tirado

ROMA – Da Minneapolis a Washington DC, da Louisville a Las Vegas, i giornalisti americani vengono aggrediti, minacciati e arrestati mentre cercano di raccontare le proteste contro la morte di George Floyd.
Sono una decina i casi segnalati, riporta la Cnn in una lunga ricostruzione. Il primo è stato proprio l’arresto eclatante di una troupe della Cnn a Minneapolis, l’ultimo, finora, il fermo di due fotografi a Las Vegas.

Omar Jimenez portato via dalla polizia ammanettato in diretta tv sulla Cnn

In diretta tv la polizia ha, infatti, ammanettato il reporter afroamericano Omar Jimenez e i colleghi Bill Kirkos e Leonel Mendez scatenando persino l’ira del governatore del Minnesota, Tim Walz.
Un altro episodio sconcertante si è verificato sabato, quando Ian Smith, fotoreporter per la Kdka Tv di Pittsburgh, ha raccontato di essere stato “attaccato” dai manifestanti in centro.

Ian Smith sull’ambulanza

«Mi hanno calpestato e preso a calci», ha scritto in un tweet dal retro di un’ambulanza. «Sono pieno di lividi e sanguinante, ma sono vivo. La mia macchina fotografica è stata distrutta. Un altro gruppo di manifestanti mi ha tirato fuori e mi ha salvato la vita. Grazie!», ha aggiunto.
I giornalisti in generale vogliono che l’attenzione sia focalizzata sulle comunità che raccontano, non sui loro problemi di sicurezza. Insomma, un giornalista non vuole mai essere la notizia. Tuttavia, gli incidenti hanno suscitato preoccupazione per diversi gruppi di difesa della categoria.
«I giornalisti hanno il chiaro diritto del Primo emendamento di coprire eventi pubblici», ha affermato il direttore della Freedom of the Press Foundation, Parker Higgins.

Il poliziotto punta l’arma contro la telecamera e spara contro la giornalista Kaitlin Rust

A Louisville, nel Kentucky, dove si manifestava per chiedere giustizia per una donna afroamericana uccisa dalla polizia a marzo, un agente ha sparato un proiettile al peperoncino contro una reporter di Wave 3 News, una stazione televisiva locale. Il tutto è stato trasmesso in diretta. «A chi stanno puntando quello?» ha chiesto l’anchorman. «A noi», ha risposto la cronista.

Julie Dolan

La giornalista, Kaitlin Rust, e il suo cameraman stavano «coraggiosamente e lecitamente» coprendo la notizia quando sono stati presi di mira, ha denunciato l’emittente in una nota. «Semplicemente non vi è alcuna giustificazione per la polizia di Louisville ad aprire in modo sfrenato il fuoco, anche con i proiettili al peperoncino, sui giornalisti in qualsiasi circostanza».
Jessie Halladay, consigliere speciale della polizia di Louisville, si è scusata con Rust. Ha dichiarato di aver esaminato il video e che l’incidente non sarebbe accaduto se Rust fosse stata individuata come giornalista.
I reporter di un’altra stazione televisiva di Louisville, la Wlky, sono stati presi di mira dai manifestanti venerdì sera. Un furgone dell’emittente è stato distrutto e un video reporter «è stato attaccato con tale violenza che si è dovuto recare al pronto soccorso», ha denunciato l’anchor Julie Dolan su Twitter.

Leland Vittert e Christian Galdabini in fuga

Ora molte reti televisive si stanno rivolgendo a guardie di sicurezza private per proteggere i loro giornalisti. Le guardie sono già state decisive quando una troupe di Fox News è stata molestata e cacciata da Lafayette Park, a un isolato dalla Casa Bianca. Il corrispondente Leland Vittert, il cameraman Christian Galdabini e due guardie di sicurezza hanno dovuto lasciare il parco mentre la folla cresceva e diventava sempre più ostile nei loro confronti.
Secondo Fox, «Vittert e la troupe sono stati inseguiti e colpiti mentre fuggivano, e una telecamera si è rotta quando uno dei manifestanti ha cercato di afferrarla». Anche l’anchor della Cnn, Jake Tapper, l’ha definito un «inaccettabile assalto alla libertà di stampa».

Linda Tirado colpita dalla polizia

I giornalisti di diverse città hanno dichiarato, inoltre, di essere stati esposti ai gas lacrimogeni e ad altri materiali usati per disperdere la folla. A Minneapolis, la fotografa e autrice Linda Tirado ha raccontato su Twitter di aver l’occhio sinistro accecato. «Credo di essere stata raggiunta da proiettile di gomma in faccia», ha scritto. «Ha fatto esplodere il mio bulbo oculare, che ora è stato rattoppato ma chissà se avrà bisogno di più interventi chirurgici. La mia vista è andata».
A Denver, un equipaggio della Kmgh Tv ha riferito di essere stato colpito da proiettili di gomma e gas lacrimogeni. A Phoenix, la reporter Briana Whitney è stata avvicinata da un manifestante mentre era in diretta. «Mi sento violata e questo è stato terrificante», ha raccontato. Venerdì sera, due fotoreporter incaricati di coprire le proteste sono stati presi in custodia dalla polizia.

Bridget Bennett

La fotografa Bridget Bennett ha dichiarato alla Cnn Business di essere stata trattenuta insieme a un altro fotoreporter nella località di protesta. «Sono un fotoreporter freelance e stavo lavorando su un incarico per Afp. Sono stata rilasciata la mattina dopo», ha spiegato Bennett.
Anche Ellen Schmidt, fotoreporter del Las Vegas Review-Journal, è stata arrestata. Glenn Cook, direttore esecutivo della testata, ha scritto in una mail che «è spaventoso che gli agenti di polizia di Las Vegas, che non hanno nulla a che fare con ciò che è accaduto in Minnesota, abbiano preso con tanta forza due persone che evidentemente lavoravano come fotoreporter e non hanno posto minaccia alle forze dell’ordine o alla sicurezza pubblica. Non avrebbero mai dovuto essere toccati, figuriamoci arrestati e poi messi in prigione».

la fotoreporter Ellen Schmidt arrestata dalla polizia a Las Vegas

Anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, è sceso in campo in difesa dei giornalisti. «Quando i giornalisti vengono attaccati, le società vengono attaccate», ha twittato. «Nessuna democrazia può funzionare senza la libertà di stampa e nessuna società può essere giusta senza i giornalisti che indagano su comportamenti illeciti e dicono la verità sul potere», ha aggiunto. (agi)
Agli episodi denunciati dalla Cnn si aggiunge anche quello che ha visto protagonista il giornalista dell’Huffington Post, Chris Mathias. È stato arrestato dalla polizia, condotto al distretto di polizia di Brooklyn e rilasciato verso l’1 di stanotte. Seguiva le proteste contro il razzismo a New York City.

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