
Pavel Malyzhenkov (direttore scientifico di SPU), Salvatore La Porta (presidente IsCaPI) e Carlo Parisi (direttore di Giornalisti Italia e direttore scientifico della comunicazione SPU)
BELVEDERE MARITTIMO (Cosenza) – Dalla Calabria all’Egitto, la Summer Peace University attraversa il Mediterraneo e inaugura una nuova fase del proprio percorso internazionale. Sarà l’Egitto a ospitare nel 2027 la quarta edizione della SPU, il programma di alta formazione promosso dall’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali (IsCaPI), presieduto da Salvatore La Porta, con il patrocinio del nostro quotidiano Giornalisti Italia, che affida alla conoscenza, alla cooperazione accademica e alle nuove generazioni un ruolo centrale nella promozione di una cultura della pace.
L’annuncio è arrivato a Belvedere Marittimo, cittadina della costa tirrenica calabrese che ha fatto da teatro alle prime tre edizioni, in occasione della cerimonia conclusiva della terza edizione, accompagnato dalla presentazione della nuova identità visiva di SPU27 Egypt. Una scelta che rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione del progetto, riconoscendo il valore delle relazioni costruite negli anni con il mondo universitario egiziano e dando continuità a un’esperienza che ha fatto dell’incontro tra differenti culture un metodo educativo e un terreno concreto di collaborazione internazionale.
La nuova veste grafica, che intreccia i colori della Summer Peace University con due simboli millenari della civiltà egizia, l’Occhio di Horus e le piramidi, anticipa il significato di questa nuova tappa: il dialogo tra una delle più antiche tradizioni culturali del Mediterraneo e le grandi questioni della contemporaneità.
Un richiamo a un patrimonio storico e simbolico che continua a esercitare la propria influenza sulla formazione delle identità e sulle relazioni tra i popoli.
L’approdo in Egitto rappresenta soprattutto il consolidamento di un partenariato accademico che ha progressivamente assunto una dimensione strategica. Le università egiziane hanno svolto un ruolo rilevante nel percorso della Summer Peace University, attraverso la partecipazione di docenti, ricercatori e studenti, contribuendo ad alimentare uno scambio scientifico e culturale che supera i confini delle singole istituzioni.
Dalla Galala University alla Heliopolis University, dalla May University in Cairo all’Arab Open University Egypt, la rete di collaborazioni ha favorito la circolazione di competenze, l’incontro tra esperienze formative differenti e la costruzione di rapporti destinati a proseguire oltre la durata dei programmi. Dall’Egitto è arrivata, inoltre, una parte significativa dei partecipanti all’edizione 2026, confermando la centralità del Paese in questo percorso.

Taha Mattar, coordinatore della cooperazione con l’Italia, Galala University, già addetto culturale e scientifico dell’Ambasciata d’Egitto in Italia
La SPU27 porterà sul territorio egiziano il modello Learning by Living, fondamento metodologico dell’iniziativa, che supera la concezione tradizionale della formazione universitaria per integrare apprendimento, esperienza e responsabilità individuale.
Le lezioni accademiche saranno affiancate dai Peace Talk, momenti di confronto diretto con i docenti, dai Peace Lab, laboratori originali di simulazione diplomatica, e dai Forum pubblici, attraverso i quali le riflessioni degli studenti entreranno nel dibattito con rappresentanti del mondo scientifico, diplomatico e istituzionale.
Un metodo che attribuisce ai giovani un ruolo attivo nell’interpretazione delle grandi trasformazioni internazionali, chiamandoli a misurarsi con la complessità delle decisioni, la gestione dei conflitti e la necessità di individuare soluzioni condivise.
L’edizione egiziana avrà anche un significato particolarmente importante sul piano dei risultati. Sarà, infatti, l’occasione per verificare gli esiti dei 25 Local Peace Projects elaborati dagli studenti durante la SPU26 di Belvedere Marittimo e destinati a essere realizzati, nell’arco di dodici mesi, nelle rispettive comunità di provenienza.

Carlo Parisi, Rania Mohamed A. Mageed (direttore per l’Istruzione Internazionale e le partnership globali tra UE ed Egitto) e Pavel Malzhenkov
Dall’Egitto alla Polonia, fino all’Argentina, queste iniziative porteranno le competenze maturate durante il percorso formativo a confrontarsi con esigenze concrete, attraverso interventi progettati secondo criteri di programmazione, attuazione e valutazione. Le università partner accompagneranno gli studenti in questa fase, assicurando continuità al rapporto tra formazione accademica e impegno nelle comunità.
Nel 2027, gli stessi partecipanti saranno chiamati a presentare i risultati raggiunti, condividendo con la nuova comunità internazionale della SPU le esperienze maturate nei rispettivi Paesi. Il passaggio dalla Calabria all’Egitto diventerà, così, anche il momento in cui misurare la capacità della formazione di produrre effetti concreti, restituendo alla cooperazione internazionale una dimensione verificabile attraverso le iniziative realizzate. In questa prospettiva, la Summer Peace University rafforza la propria vocazione di progetto educativo capace di svilupparsi attraverso una rete di relazioni accademiche e culturali, nella quale ogni nuova edizione raccoglie e approfondisce il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturato nelle precedenti.

Salvatore La Porta, presidente dell’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali (IsCaPI) e ideatore e motore della Summer Peace University
La scelta dell’Egitto conferisce, inoltre, particolare rilievo alla dimensione mediterranea dell’iniziativa, valorizzando le possibilità di collaborazione tra le università delle due sponde e riconoscendo nell’educazione uno degli strumenti più importanti per affrontare le sfide della convivenza internazionale.
Da Belvedere Marittimo all’Egitto, la SPU prosegue, dunque, il proprio cammino con un’ambizione che va oltre la successione delle edizioni: costruire una continuità tra conoscenza, responsabilità e azione, affinché ciò che nasce dall’incontro tra giovani di culture differenti possa trovare espressione nelle comunità alle quali appartengono. La quarta edizione sarà il luogo di questo nuovo confronto ma anche della verifica di un impegno già assunto. Perché la portata di un’esperienza formativa internazionale si riconosce soprattutto nella sua capacità di lasciare un’eredità che continui a vivere, trasformarsi e generare nuove opportunità anche quando le attività si sono concluse. (giornalistitalia.it)
Fabrizia Arcuri







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