Dopo i 2 davanti alla sede Rai di Udine, oggi altri 3 sul sedile della sua auto.

Proiettili al giornalista Giovanni Taormina

Giovanni Taormina

TRIESTE – “Aprendo l’auto, questa mattina, e trovando i tre proiettili sul sedile posteriore, ho pensato che questa volta sono arrivati a casa”. È stato lo stesso Giovanni Taormina, 55 anni, nativo di Trapani, giornalista della Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia, a raccontare ai microfoni del suo telegiornale l’ennesimo episodio di intimidazione di cui è rimasto vittima. Un episodio reso ancor più inquietante dal fatto che l’auto era regolarmente chiusa.
“In questi giorni, prima di andare in ferie, mi stavo occupando di rifiuti e – ha spiegato – stavo cercando di capire se alcune fonti fossero attendibili o meno. Ora siamo ai rifiuti”.

Alessandro Casarin

L’11 aprile scorso il giornalista aveva rinvenuto sul muro di recinzione della sede Rai di Udine una busta a lui indirizzata contenente due proiettili calibro 6,35 ed una sua foto con il volto cerchiato e coperto da una croce.
“Qualcosa – sottolinea Taormina – in zona era cambiato. Gente che non avevo mai visto prima, gente che entrava nella traversa vicino casa e che appena ti avvicinavi al cancello scappava in retromarcia. Alcune volte un Bmw nero mi ha seguito. Insomma, avevo già notato qualcosa di strano”.
Immediata la reazione dei vertici della Rai, Il direttore della Tgr, Alessandro Casarin, dopo aver parlato con il giornalista non usa mezzi termini: “chi pensava di colpire e intimidire Giovanni Taormina deve sapere che tutta la Tgr è a fianco del bravo collega che continuerà a fare il suo lavoro di cronista in prima linea sul fronte dei temi che ha sempre seguito con particolare cura e precisione”. “Naturalmente – ammonisce il direttore della Tgr – gli vanno assicurati tutti gli strumenti, a salvaguardia della sua incolumità, per potere proseguire con sicurezza la sua preziosa attività giornalistica”.

Marcello Foa

Sulla stessa linea il presidente e l’amministratore delegato della Rai, Marcello Foa e Fabrizio Salini: “Di fronte al nuovo tentativo di intimidazione ai danni del giornalista Giovanni Taormina i vertici dell’azienda ribadiscono totale solidarietà e condannano le inaccettabili manovre atte a fermare o rallentare il suo lavoro di cronista. Le inchieste che porta avanti sono il migliore esempio dello spirito e della missione che anima il Servizio Pubblico sempre schierato a tutela di un giornalismo libero”.
Piena solidarietà al giornalista anche da  Fnsi, Usigrai, Associazione Stampa del Friuli Venezia Giulia, Comitato di redazione della Rai Friuli Venezia Giulia, Cdr del Giornale Radio Rai e Ordine dei giornalisti, i quali, augurandosi che “presto vengano individuati i responsabili di queste minacce” chiedono alle autorità di fare tutto il necessario per garantire l’incolumità di Giovanni Taormina e per consentirgli di continuare a svolgere liberamente il suo lavoro”.
Unanime solidarietà anche dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Dai consiglieri di Lega, M5S e Pd e dal presidente Piero Mauro Zanin, per il quale “oggi si è registrato ancora un attacco alla libertà di cronaca nella nostra regione. A lui, a nome dell’intero Consiglio regionale, va tutta la mia solidarietà assieme all’augurio che le Forze dell’ordine individuino quanto prima i responsabili in nome di un giornalismo di inchiesta libero”.

Fabrizio Salini

“Si tratta – aggiunge Zanin – di episodi gravi, che confermano che purtroppo la nostra regione non è più quell’isola felice che si credeva un tempo. Le mafie e la criminalità organizzata impongono anche alle istituzioni – e dunque a noi politici che ne siamo l’espressione – di tenere alta la guardia in difesa dei propri cittadini. A Taormina tengo a far sapere che non è solo, il Consiglio regionale è con lui e confido che questi atti non fermino le sue indagini né quelle di tutti quei giornalisti che hanno il coraggio di far emergere ciò che non va nel nostro Paese”, conclude il presidente del Consiglio regionale.
Anche il presidente della Giunta regionale, Massimiliano Fedriga, ritiene che “chi si è reso colpevole di tale gesto va ricercato, identificato e punito affinché in Friuli Venezia Giulia non si verifichino più episodi che creano
sconcerto e allarme nella nostra comunità”. Ed a nome dell’Amministrazione regionale esprime “solidarietà al diretto interessato così come a tutta la redazione Rai del Friuli Venezia Giulia, ricordando che l’impegno di tutti noi è quello di garantire la massima collaborazione alle Forze dell’Ordine affinché venga fatta chiarezza e si possa costruire insieme una democrazia dell’informazione che non può e non deve prescindere dal rispetto per la verità, per la professionalità e per la persona”. (giornalistitalia.it)

 

 

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