
Incoronata Boccia, Carlo Parisi e Roberta Spinelli sul palco del Teatro comunale “Carmine Concistrè” di Cassano Ionio in occasione del 40° Premio Nazionale Troccoli Magna Graecia (Foto Giornalisti Italia)
CASSANO IONIO (Cosenza) – Quale messaggio può dare alle nuove generazioni chi, partendo da realtà difficili, è riuscito ad affermarsi con merito a livello nazionale e internazionale facendo prevalere il proprio valore su pregiudizi culturali e discriminazioni sociali?
Il 40° Premio Nazionale Troccoli Magna Graecia, organizzato del Centro di Ricerche e Studi Economici e Sociali per il Mezzogiorno con la collaborazione di Giornalisti Italia, ha celebrato il suo prestigioso traguardo affidando ai vincitori delle varie sezioni il compito di guardare negli occhi i numerosi studenti che hanno affollato il Teatro comunale “Carmine Concistrè” di Cassano Ionio e parlare al loro cuore.
«Ne è venuto fuori – afferma Carlo Parisi, direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec – uno straordinario mosaico di storie di vita e di successo che testimoniano come i sogni per trasformarsi in realtà hanno bisogno di coraggio, passione, impegno, dedizione, determinazione e, soprattutto, perseveranza. Perché è dove tutti falliscono che si cela la chiave del successo.

Da sinistra: Mariateresa Fragomeni, Alba Di Leone, Incoronata Boccia, Roberta Spinelli, Paola La Salvia, Carlo Parisi, Giuseppe Massaro, Paride Leporace, Mauro Alvisi e Alba Di Leone
Ma attenzione: il successo, per essere tale, non può e non deve mai derogare a quattro virtù fondamentali: dignità, sincerità, umiltà e rispetto. Concetti – spiega Parisi – apparentemente scontati perché definiscono valori universali; in realtà è solo attraverso il vissuto personale di “chi ce l’ha fatta” che si riesce a comprendere che, nella vita, le facili scorciatoie possono magari arricchirti, regalarti qualche successo di tappa, ma non riusciranno mai a trasformare un brocco in campione».
«Ebbene – sottolinea Carlo Parisi – il 40° Premio Nazionale Troccoli Magna Graecia, coinciso con il 125° anniversario della nascita di Giuseppe Troccoli e il 45° della costituzione del Centro di Ricerche e Studi Economici e Sociali per il Mezzogiorno, presieduto da Martino Zuccaro, anche quest’anno grazie alle personalità selezionate dalla giuria presieduta da Pierfranco Bruni, presidente del Comitato Scientifico, è riuscito a superare ogni più rosea aspettativa trasmettendo, soprattutto ai numerosi giovani presenti, il messaggio di speranza più importante: tutti ce la possono fare e, in una Calabria profondamente cambiata, è possibile rimanere o tornarci dopo aver fatto esperienza altrove. Del resto, non dimentichiamo che questa è stata la culla del sapere e della civiltà». E non solo.
Tra i premiati c’è, infatti, il prof. Mauro Alvisi, tra i più apprezzati socio-economisti, esperto della reputazione, accademico pontificio, presidente della Commissione Interparlamentare sul dialogo interreligioso. Un veneto che ha eletto la Calabria a sua seconda “terra madre” e da anni la studia in termini scientifici sottolineando che «la regione possiede un potenziale turistico ed economico enorme ma inespresso perché penalizzato da una storica “reputazione negativa”. A lui la “Targa Francesco Toscano” per “Scongiurare l’abisso. Breviario della concuranza” (Mediabooks). «Nulla è paragonabile – afferma Alvisi – a quello che io devo a questa terra. Questa terra mi ha insegnato tutto quello che non pensavo mai di dover e poter imparare. La studio da nove anni anni, con qualificati scienziati delle università di tutto il mondo, e posso dire con assoluta certezza che questa terra ha una vibrazione unica.
Qui c’è tutta la forza straordinaria della Magna Graecia, del pensiero occidentale, della nascita dei grandi che hanno connotato questa terra che ha dei marcatori identitari, della capacità, ancora da scoprire, che possono consentire un improvviso cambiamento di stato. In Calabria, insomma, ci sono tutte le condizioni per il cambiamento di stato che le consentirà di ripartire. E la cultura è il collante più importante».
Il Premio Troccoli Magna Graecia, organizzato grazie agli sforzi economici della famiglia Zuccaro e allo straordinario geniale impegno di Pierfranco Bruni, gode del patrocinio del Ministero della Cultura, del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, del sindacato dei giornalisti Figec, del Comune di Cassano Ionio, della Regione Calabria, di Calabria Straordinaria, della Provincia di Cosenza, dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, del Sindacato Giornalisti della Calabria, del Sindacato Libero Scrittori Italiani, del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide, del Gal Sibaritide, dei Laghi di Sibari, del Centro Studi Francesco Grisi e dell’Istituto di Storia Etno Antropologia e Letteratura “Virgilio Italo Bruni”.

Andrea De Iacovo, i piccoli Martino e Francesca Zuccaro, Incoronata Boccia e Carlo Parisi sul palco del Teatro Comunale di Cassano per la consegna del 40° Premio Troccoli Magna Graecia al Direttore dell’Ufficio Stampa Rai
Come annunciato nei giorni scorsi da Giornalisti Italia, il Premio alla Carriera Giornalistica è andato a Incoronata Boccia, direttore dell’Ufficio Stampa della Rai, già vice direttore del Tg1 e caporedattore della Tgr Sardegna.

Carlo Parisi consegna a Incoronata Boccia il 40° Premio Troccoli Magna Graecia alla Carriera Giornalistica (Foto Giornalisti Italia)
Nel consegnarle il premio, Carlo Parisi, ha sottolineato che «Incoronata Boccia è la rappresentazione plastica di chi, credendo sin da bambina nel proprio sogno e contando sulle proprie capacità, da un paesino della Sardegna ha studiato e lavorato senza sosta fino a spiccare meritatamente il volo. Oggi è la voce ufficiale della Rai, ma soprattutto è la perfetta sintesi del giornalismo professionale di qualità che ha sposato la cultura con classe, eleganza e professionalità».
«Bisogna gioire dei Premi che suggellano la realizzazione di un percorso che sembrava un sogno impossibile, una strada lunga e felice, ma anche faticosa e conquistata passo dopo passo», dichiara Incoronata Boccia a Giornalisti Italia sottolineando che «ricevere il Premio Troccoli alla carriera, in occasione della 40ª edizione del Premio Magna Graecia, è un riconoscimento che accolgo con orgoglio e sincera gratitudine.

Carlo Parisi, Incoronata Boccia e Roberta Spinelli al Teatro Comunale “Carmine Concistrè” di Cassano Ionio (Foto Giornalisti Italia)
La figura di Giuseppe Troccoli richiama valori preziosi come la cultura, la conoscenza e il senso di responsabilità verso la comunità: principi essenziali per un giornalista».
«In un tempo in cui tutto corre veloce e la qualità dell’informazione è continuamente messa alla prova, è più importante che mai – ricorda il direttore dell’Ufficio Stampa Rai – custodire l’autonomia di giudizio, il rigore nella verifica dei fatti, la credibilità che esige la fiducia di chi ci legge o ascolta.
Dedico questo premio alle giovani generazioni affinché continuino a svolgere questo mestiere con passione, curiosità, onestà, servitori del diritto dei cittadini a essere informati».
Oltre a Incoronata Boccia, premiati altri tre giornalisti: per la sezione “Ricerca” Paride Leporace per “Cosenza nel ‘900” (Pellegrini) e per la sezione “Saggistica” Roberta Spinelli per “L’Aquila ante litteram” (Lupo) e Antonio Scoppettuolo, caporedattore del Gr Radio Rai, per “Le dimensioni della cura. Vita morale e soggettività in Stan van Hooft” (Orthotes), assente per gravi motivi familiari.

Paride Leporace sul palco del Teatro Comunale “Carmine Concistrè” di Cassano Ionio riceve il 40° Premio Troccoli Magna Graecia per la Ricerca storica (Foto Giornalisti Italia)
«Sono molto grato al Comitato scientifico e alla giuria per avermi insignito del Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia nella sezione “ricerca” in occasione della quarantesima edizione per il mio saggio “Cosenza nel ‘900. Storie e personaggi”», il commento di Paride Leporace a Giornalisti Italia.
«Mi sento – aggiunge – in sintonia, come calabrese “di fuori”, con Giuseppe Troccoli che dai circoli letterari nazionali che frequentava mai dimenticava nelle corrispondenze e negli scritti la sua Cassano, Lauropoli, la Calabria».
«Con gli altri autorevoli premiati – conclude Leporace – sento che la Calabria sta cambiando. Se ne avvertono segnali e tendenze. Continuare a ricercare con antichi strumenti e nuove tecnologie è la via maestra da condividere con le nuove generazioni».
«Un’altra donna che ce l’ha fatta – annuncia Carlo Parisi nel consegnarle il premio – è Roberta Spinelli, inviata di “Storie italiane”, “Storie di sera” e “XXI secolo”, autrice dell’inchiesta dell’anno sui Gemelli di Cutro che ha squarciato il velo su quarant’anni di silenzio facendo riaprire l’inchiesta su uno dei casi più inquietanti del Paese: i figli rubati ingannando le mamme. In questa occasione riceve il premio per il libro sul terremoto dell’Aquila che, a distanza di 17 anni rappresenta ancora una ferita aperta».
«Per me è un grande onore – commenta Roberta Spinelli – ricevere un premio dedicato a Giuseppe Troccoli, uomo di pensiero e di radici, che ha saputo raccontare il suo tempo senza mai smarrire il legame con la propria terra. Da giornalista ho sempre creduto che raccontare significhi assumersi una responsabilità: quella della memoria.
Ed è proprio la memoria il filo che attraversa il mio libro, “L’Aquila ante litteram”. Un lavoro nato dal desiderio di dare voce ai fatti, alle persone, alle ferite e alle rinascite che spesso la storia rischia di lasciare ai margini e il tempo di cancellare».
«Essere premiata nella sezione giornalismo-saggistica – spiega Spinelli – ha per me un significato speciale, perché unisce le due dimensioni che più amo: la ricerca della verità giornalistica e la scrittura come strumento di testimonianza. Dedico questo riconoscimento a chi continua a credere che la cultura non sia un lusso, ma una forma di resistenza civile e umana e l’informazione uno strumento essenziale di libertà. Manifestazioni come il Premio Troccoli Magna Graecia hanno il merito di unire le generazioni e farle incontrare: ai giovani consiglio di ascoltare e provare ad entrare empaticamente in rapporto con l’altro ma soprattutto con i genitori».
«Ai genitori – conclude Roberta Spinelli – consiglio di trovare il tempo per ascoltare i propri figli e sostenerli nel percorso di crescita personale e professionale. Io ho avuto la fortuna di avere due genitori, che ringrazio, che mi hanno sostenuta, hanno creduto in me anche quando io stessa non l’ho fatto, dandomi la libertà di inseguire un sogno che, con fatica ma anche con soddisfazione come lo è arrivare anche su questo palco, sta diventando realtà!».
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Cassano Ionio, Gianpaolo Iacobini, giornalista e già conduttore del premio, dell’assessore regionale alla Cultura, Gianluca Gallo, del presidente della VI Commissione Impegno, territorio, ascolto del Consiglio regionale della Calabria, Elisabetta Santonianni, e della Provincia di Cosenza rappresentata dal consigliere Luigi Garofalo, tante, interessanti e significative storie di vita e di successo hanno caratterizzato questa straordinaria edizione del Premio Nazionale Letterario Troccoli Magna Graecia, condotta da Andrea De Iacovo, che, per la prima volta in quarant’anni, ha registrato la forzata assenza della sua “anima”, Pierfranco Bruni, al quale il Teatro comunale “Carmine Concistrè” ha tributato un lungo e scrosciante applauso.
Ovviamente, non solo giornalismo. Nella Sezione Saggistica Paola La Salvia, tenente colonnello della Guardia di Finanza, già in servizio nella Direzione Investigativa Antimafia, viene premiata per il volume “I Malacarni. Come la mafia è diventata globale” (Gambini), nel quale racconta come l’emigrazione e la globalizzazione hanno trasformato le organizzazioni mafiose da fenomeno locale ad attore globale. Oggi la mafia non colpisce più frontalmente lo Stato: lo aggira, si insinua, si mimetizza. È un’impresa che usa la tecnologia, i suoi ingenti capitali e le reti internazionali per tramutarsi in holding criminale, capace di muoversi nei circuiti dell’economia capitalistica globale. La ’Ndrangheta ne è il volto più potente: radicata nel territorio d’origine, domina il narcotraffico internazionale e investe ovunque trovi opportunità di profitto.
«Le innovazioni digitali – spiega il colonnello La Salvia – hanno moltiplicato la forza della mafia: comunicazioni criptate, piattaforme online e web sono diventati strumenti essenziali per coordinare affari, riciclare denaro e infiltrarsi nei mercati più redditizi. La mafia non conosce confini; attecchisce ove la società mostri debolezze e indifferenza, influenzando la politica, l’economia e le comunità. Per contrastarla non bastano repressione o indignazione a giorni alterni: serve una società che rifiuti le scorciatoie, che non si presti, che non volti lo sguardo».
Nella stessa sezione premiato il prof. Antonino Spadaro, docente di Diritto costituzionale nell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, intervistato da Francesco Kostner in “Conversazione sulla Costituzione della Repubblica Italiana” (Pellegrini).
Nella sezione Personalità di Istituzione Culturale riconoscimento alla Rettrice dell’Università del Salento (Lecce) Maria Antonietta Aiello, prima donna alla guida di un’università pugliese. Orgogliosamente calabrese, racconta alla platea le mille battaglie affrontate in un settore che all’epoca era off limits per le donne. Laureata in Ingegneria Civile all’Università della Calabria, ha vinto una Borsa di Studio all’Università di Guildford e il Dottorato di Ricerca in “Materiali Compositi per le Costruzioni Civili” all’Università di Lecce, l’ateneo nel quale insegna i Tecnica delle Costruzioni da oltre trent’anni.
«Sono nata e cresciuta – ricorda Aiello – in un piccolo paese della Calabria in provincia di Cosenza, Marzi, dove ho imparato il valore del lavoro, della semplicità e della resilienza, ed ho compreso da subito quanto l’istruzione possa essere un potente strumento di emancipazione.
Negli anni del Liceo ho maturato la passione per la scienza e la tecnologia, ma scegliere ingegneria è stata una vera e propria sfida, in un contesto e in un’epoca segnati da pregiudizi e stereotipi di genere piuttosto limitanti. Tuttavia, proprio quelle difficoltà hanno temprato la mia resilienza, alimentato la determinazione e nutrito l’entusiasmo che hanno poi accompagnato il percorso di studi all’Università della Calabria, dove mi sono Laureata in Ingegneria Civile».
A Mariateresa Fragomeni, sindaco di Siderno e simbolo del Sud che non abbassa la tesa, il “Premio Eccellenza del territorio”. Proiettili, auto bruciate, ma nessun passo indietro per il sindaco calabrese che la Direzione Investigativa Antimafia ha voluto nel calendario 2026 dedicato alle donne che, con coraggio e determinazione, combattono la ’ndrangheta e la cultura mafiosa mettendo al centro di ogni decisione la legalità.

Giuseppe Massaro (Ricerca storica locale), Mariella Chiappetta (Narrativa) e Giuseppino Santoianni (Eccellenza del territorio)
Premiati anche: Giuseppe Massaro nella sezione Storia Locale per “Francavilla Marittima diadema della Sibaritide” (Prometeo), Mariella Chiappetta (Narrativa) per “A forma di stella” (Pellegrini), Francesco Saverio Paternostro (Fotografia), Giuseppino Santoianni (Eccellenze dei territori) per la sua attività di presidente dell’Aic e direttore della rivista Avvenire agricolo e gli studenti vincitori del concorso riservato alle scuole.

Gli studenti premiati al 40° Premio Troccoli Magna Graecia, a sinistra: Gabriele Gallo; a destra: Francesco Benedetto, Vincenzo Algeri e Vittoria Alfano
Premiati Francesco Benedetto, Vincenzo Algieri e Vittoria Alfano per l’impegno e la qualità degli elaborati presentati; Francesco Pio Cimino per l’elaborato scritto; Alessia Mastrota, Chiara Malomo e Martina Bellizzi per la fotografia; il team “Robo 26” (Robert Sfait, Luigi Gagliardi, Gabriele Gallo e Kevin Garofalo) e il gruppo “Marvel” (Gabriel Ciliberti, Antonio Romano, Battista Garofalo e Daniele Zaccaro).
Premio Speciale per le Eccellenze Internazionali ad Alba Di Leone, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Senologica del Dipartimento Scienze della salute della donna e del bambino del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e presidente di Komen Italia.
Un’autentica eccellenza simbolo di professionalità, sensibilità e umanità, che non smette mai di ricordare l’importanza della prevenzione: «adottare uno stile di vita sano può ridurre di un terzo il numero di casi di tumore del seno».
Traendo spunto dalla riflessione del prof. Alvisi sul “Fattore Calabria”, Alba Di Leone ha confessato che per lei questa è «una sensazione fortissima. Giuseppe Troccoli – ha ricordato – parlava di calabresi contorti dalla necessità di dover andare lontano. Una sensazione che ho provato e continuo a provare. Però è vero che questo è un momento di cambiamento di stato perché ci sono le condizioni per cambiare davvero le cose».
«Quando torno in Calabria e ho la possibilità di proporre delle iniziative che possono cambiare i giochi – ha spiegato Di Leone – trovo degli interlocutori, persone preparate, amministratori sapienti, coraggiosi. Il tempo è cambiato, quindi adesso c’è la possibilità di non essere contorti in questa sensazione di dover andare lontano, ma la possibilità di scegliere di restare. E credo sia un dovere della mia generazione, che è dovuta andar via, quello di trovare il modo di restituire qualcosa».

Alba Di Leone, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Senologica del Dipartimento Scienze della salute della donna e del bambino del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e presidente di Komen Italia (Foto Giornalisti Italia)
«Con Komen Italia – ha aggiunto Alba Di Leone – per me è stato possibile iniziare dei progetti molto belli sulla prevenzione del tumore al seno lavorando con istituzioni locali, con persone di buona volontà che si sono messe al servizio affinché si creassero delle condizioni di equità. La salute è un bene di tutti, come la cultura fa bene condividere l’accesso alla salute».

Premio Troccoli Magna Graecia 2026, da sinistra: Mariateresa Fragomeni, Alba Di Leone, Incoronata Boccia, Roberta Spinelli, Paola La Salvia, Erminia Zuccaro, Carlo Parisi, Giuseppe Massaro, Paride Leporace, Mauro Alvisi e Maria Antonietta Aiello sul palco del Teatro Comunale di Cassano Ionio (Foto Giornalisti Italia)
«La mia – ha concluso Di Leone – oggi è la testimonianza di questo dovere di restituire qualcosa a questa terra che ci ha forgiato, che ci rende unici. Nei miei incontri in giro per il mondo, incontrare un calabrese che ti racconta la sua storia e vedere queste tantissime storie di successo, di cose belle realizzate, è sempre riaccendere questa sensazione di appartenenza». (giornalistitalia.it)
Ilda Tripodi





















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