La città brinda alla straordinaria avventura dell’emittente fondata da Ugo Ponzio

Novara in festa per i 50 anni di Radio Azzurra

Ugo Ponzio festeggiato al Teatro Coccia di Novara per i 50 anni di Radio Azzurra

NOVARA – A Novara, la “Radio Azzurra” taglia il traguardo dei 50 anni di vita. La città festeggia con i giornalisti e gli editori dell’emittente con una festa – definita “straordinaria” – al teatro Coccia.
Il sindaco Alessandro Canelli consegna una pergamena di ricordo con le congratulazioni per il traguardo raggiunto. Una targa viene dall’assessore regionale Matteo Marnati (pure novarese) che si è unito alle voci di plauso per un’attività che ha raggiunto il mezzo secolo di vita.
La festa di compleanno si va dipanando in una serie di manifestazioni. La settimana scorsa il team di “Radio Azzurra” è stato a Torino, ospite del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. E nei prossimi mesi sono programmate una serie di manifestazioni dedicate al calcio, alla musica, all’intrattenimento, al pubblico femminile e a quello dei bambini.

Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, premia Ugo Ponzio

A guardare indietro sembra di rivivere una straordinaria avventura. La storia dell’emittente cominciò con una sfida alle regole legislative in vigore negli anni Settanta che assegnavano allo Stato il monopolio per le trasmissioni radio e televisive. Disposizioni anacronistiche e, tuttavia, in vigore.

Radio Azzurra: correva l’anno 1976

A operare per una forzatura del sistema in modo da ottenere una revisione delle regole di trust furono un gruppo di “radio libere”. Ce n’era una a Biella e, in provincia di Novara, a Borgomenero (la RTB di Silvano Nanni) e a Oleggio (Radio Antonella di Mario Bonafede.
“Radio Azzurra” nacque per iniziativa di Ugo Ponzio che vestì i panni dell’editore e di Mario Giordano che assunse il ruolo di direttore responsabile. Giordano è stato una firma della Gazzetta del Popolo (prima) e di Famiglia Cristiana (poi).
Il figlio – Massimo – è stato sindaco di Novara. Le trasmissioni vennero lanciate da due stanze ottenute gratuitamente) in via Formaggio 7. Fra i protagonisti di quelle edizioni “da pionieri”: Sandro Berruti e Gigi Santoro. Era il 7 novembre 1975 e l’esperienza durò una dozzina di giorni. Applicando le disposizioni di legge l’emittente fu ridotta al silenzio e i responsabili mandati a processo.

Radio Azzurra alla ripresa delle trasmissioni nell’aprile 1976

Ci volle qualche mese perché il pretore Baglivo pronunciasse una sentenza di assoluzione provocando, di fatto, una revisione “liberalizzazione” del mondo dell’etere. “Radio Azzurra” riprese le trasmissioni in aprile (1976) cominciando, a questo punto, una storia che tocca i 50 anni.

Ugo Ponzio con Matteo Marnati, assessore all’Ambiente, Intelligenza Artificiale, Energia, Innovazione, Ricerca, Servizi digitali per cittadini e imprese della Regione Piemonte

«Ricordi? – riflette l’editore Ugo Ponzio – I cartoni delle uova sulle pereti per attutire i rumori, il ripetitore sul Mottarone che occorreva riparare di continuo, la fatica di programmare interventi che occupassero l’intera giornata. Però anche l’entusiasmo di chi vedeva nella radio un’occasione di crescita, il consenso degli ascoltatori, l’apprezzamento delle istituzioni che si sono succedute per decenni».
All’inizio, la forza dell’emittente, stava nell’offrire cronache e resoconti sportivi. A cominciare dalla squadra di calcio del Novara e quella di volley. Il team dei giornalisti (Federico Pavesi, Lorenzo La Capria e Bunny Celasco) seguì i campioni di casa in ogni trasferta. Documentarono la vittoria dei calciatori in C e in B fino al traguardo in serie A per una stagione soltanto). Le comunicazioni erano precarie con mezzi tecnologici che si potrebbero definire “primitivi”.

L’editorialista Gianmaria Balboni autore di un selfie con la redazione di Radio Azzurra

I cronisti – in tribuna stampa – utilizzavano un walkie talkie che un tecnico ingegnoso (Elso Ferrara) riusciva a collegare con il telefono di una cabina vicina allo stadio. Ci voleva mezzo chilometro di filo ma il risultato non era disprezzabile.
Più facile con l’arrivo dei cellulari. Nel 2019, “Radio Azzurra” arrivò a Berlino per raccontare la vittoria delle ragazze della pallavolo che conquistarono il titolo di campionesse europee.
L’emittente è riconosciuta come una voce della comunità. Linguaggio diretto, senza fronzoli, utile per far comprendere gli argomenti ma senza la pretesa di montare in cattedra. Atteggiamento equilibrato, attenzione ai problemi della città, resoconti fra tifosi, cittadini, supporter.
“Radio Azzurra” (consolidandosi) si è trasferita prima in corso Italia, poi in piazza delle Erbe e, attualmente, sta al numero 19 di Baluardo Lamarmora.

Carlotta Ponzio

Per Novara utilizza la frequenza 92.100. Per la provincia e nelle zone limitrofe di Varese, Pavia e Milano, la trasmissione corre sulla lunghezza d’onda 100.500.
Il patron resta Ugo Ponzio. La figlia Carlotta ha l’incarico di direttore responsabile. Lo sport continua a catalizzare gli interessi maggiori con le voci di Massimo Barbero, Fabio Contribunale, Paolo Molina e Denny Faranna. Hanno successo le rubriche musicali di Fabrizio Poli e Flavio Pavia; il magazine di Moira Lavè; gli editoriali di Gianmaria Balboni. (giornalistitalia.it)

Daniele Baglione

Editori e giornalisti di Radio Azzurra con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio

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