ROMA – La notizia ha già fatto il giro del mondo, ma i particolari sono contenuti nell’allegato del “Portafoglio Immobiliare” che Giornalisti Italia pubblica in fondo a questo articolo.
Nell’ambito del Piano Immobiliare, approvato dal Consiglio di Amministrazione, la Rai intende procedere alla dismissione di un portafoglio immobiliare, mediante una procedura di selezione competitiva articolata in più fasi. Per la realizzazione dell’operazione si avvale del supporto di Kpmg Advisory Spa, Kroll Advisory Spa e Bonelli Erede.
Ma quali sono i cespiti che la Rai vorrebbe vendere? Il Portafoglio è composto da 15 asset localizzati nelle principali città italiane, per 151.464 mq di superficie lorda complessiva. Il perimetro immobiliare include uffici, centri di produzione ed edifici di pregio storico-artistico e istituzionale, tutti con significativa potenzialità in ottica di cambio di destinazione d’uso. Milano e Roma rappresentano le quote maggiori della superficie lorda complessiva (rispettivamente 36% e 20%), seguite da Firenze (16%) e Torino (14%).
Per una parte degli immobili è prevista la permanenza temporanea della Rai tramite sale & leaseback, con durata compresa tra 1/3/5 anni, a supporto della transizione operativa verso le nuove sedi. Nel dettaglio: Milano, Corso Sempione 27; Firenze, Via Bernabei 1 Roma, Saxa Rubra 2; Torino, Corso Giambone 68; Genova, Corso Europa 125; Venezia, Palazzo Labia, Torino, Via Verdi 31; Roma, Teatro delle Vittorie; Roma, Via Goiran 16; Roma, Via Col di Lana 8; Torino, Via Montebello 7; Cagliari, Via Barone Rossi 29; Sestu (CA), Ex Centro OM; Venezia, Via Torino 129, Mestre; Roma, Via Cadlolo 90.
I soggetti interessati dovranno presentare la propria manifestazione di interesse preliminare, indicativa e non vincolante, per l’acquisto del Portafoglio entro le ore 12 del 22 maggio 2026.
A giudizio della Rai, «il Piano Immobiliare consente di evolvere verso un modello organizzativo più moderno, favorendo integrazione, collaborazione e maggiore efficienza operativa, in linea con le sfide del settore e con la missione di Servizio Pubblico».
«Il Piano Immobiliare – spiega la Rai – rappresenta un passaggio centrale nel processo di trasformazione dell’Azienda, con l’obiettivo di rendere il patrimonio più efficiente, funzionale e coerente con l’evoluzione del Servizio Pubblico».
Insomma, per l’azienda del Servizio Pubblico «si tratta di un intervento organico e pluriennale sull’intero territorio nazionale, su un patrimonio eccezionalmente ampio e caratterizzato in larga parte da edifici datati. Il Piano combina ristrutturazioni, ammodernamenti, rifunzionalizzazioni e dismissioni, con l’obiettivo di superare frammentazioni logistiche, ridurre superfici non più adeguate e ottimizzare i costi di gestione».
In questo quadro si inseriscono anche le operazioni di valorizzazione e dismissione di immobili non più rispondenti alle esigenze operative, già previste dal Piano. Analoghi interventi di valorizzazione riguardano le principali sedi produttive: a Milano con il nuovo Centro di Produzione MiCo Nord, a Napoli con la riqualificazione degli spazi produttivi, e a Torino con il rafforzamento del Polo Tecnologico e la razionalizzazione degli immobili.
Il Piano coinvolge anche le sedi regionali, introducendo un modello più flessibile e dimensionato alle reali esigenze produttive, migliorando l’utilizzo degli spazi e la qualità degli ambienti di lavoro. Per quanto riguarda Roma. gli interventi mirano a «razionalizzare la presenza immobiliare e a concentrare le attività in poli più moderni ed efficienti».
È stata avviata la riqualificazione della sede di Viale Mazzini (attesa da decenni) affiancata dall’utilizzo della sede di Via Alessandro Severo durante i lavori, mentre prosegue il potenziamento del polo di Saxa Rubra e il completamento degli interventi a Via Teulada. Parallelamente, è prevista la dismissione di sedi non più strategiche e non sostenibili.
In merito, invece, alle notizie relative alla dismissione del Teatro Delle Vittorie, la Rai riconosce che «il Teatro è stato un pezzo importantissimo della storia Rai, ma i suoi costi di gestione sono diventati insostenibili, vista anche l’obsolescenza della struttura, le problematiche di carattere tecnico e impiantistico, i vincoli e le limitazioni imposti dal fatto che si trovi all’interno di un condominio, i problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati».
«L’obiettivo – precisa la Rai – non è, dunque, quello di cancellare la nostra storia, ma di declinarla al futuro, razionalizzando al meglio le strutture, investendo in profondi cambiamenti, come sta accadendo con il potenziamento tecnologico e d’avanguardia di Saxa Rubra, la riqualificazione di Viale Mazzini con il concomitante utilizzo della sede di via Alessandro Severo – già concepita con criteri d’avanguardia – e il completamento degli interventi in via Teulada.
Il tutto per introdurre un modello immobiliare più flessibile e adattato alle reali esigenze produttive, migliorando l’utilizzo degli spazi e la qualità degli ambienti di lavoro».
Intanto, come avviene sempre nel nostro Paese, divampa la polemica e cresce il vento della protesta alimentata da chi è contrario alle dismissioni. Polemiche, senza dubbio, per molti di carattere sentimentale, ma per altri strumentali a battaglie che si giocano anche fuori dalla Rai. (giornalistitalia.it)
Pino Nano
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Il Piano di dismissione degli immobili
Prima Lettera di Procedura
Manifestazione d’interesse
Accordo di Riservatezza
Informativa Privacy
Modulo conflitto di interesse
Modulo antiriciclaggio
Modulo di accettazione del codice etico
Modulo di autodichiarazione requisiti







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