Inpgi: il Governo allunga i tempi per riequilibrio dei conti e regolarizzazione dei contributi

Martella: “Sostegno al reddito dei giornalisti”

Andrea Martella, sottosegretario all’Editoria

ROMA – «Valuteremo con le altre amministrazioni interessate, Lavoro e Mef, l’opportunità di differire il termine per il completamento della procedura di riequilibrio dell’Inpgi, oggi fissato al 30 giugno 2020». Lo ha detto in commissione Cultura alla Camera il sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella.
«A causa dell’emergenza, infatti, il tavolo tecnico istituito a tal fine nel febbraio scorso, anche su nostro impulso, – ha spiegato Martella – ha potuto riunirsi solo una volta e deve ritenersi ormai insufficiente il tempo residuo a disposizione. Né, d’altra parte, potrà completarsi prima del prossimo giugno il processo di insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione dello stesso Istituto di previdenza dei giornalisti».
«Sul fronte della tutela del reddito, ci siamo battuti – ha aggiunto il sottosegretario all’Editoria – affinché fosse riconosciuta l’indennità da 600 euro anche ai giornalisti più esposti agli effetti della crisi, cioè ai giornalisti precari e autonomi a basso reddito iscritti all’Inpgi e lavoriamo affinché anche nel prossimo provvedimento siano confermate forme di sostegno al reddito ai lavoratori precari dell’informazione».
«Sul fronte ordinamentale – ha concluso Martella – riteniamo necessario garantire, pur a fronte delle difficoltà amministrative legate all’emergenza, l’ordinato pagamento del primo rateo dei contributi diretti in favore delle imprese editoriali, la cui erogazione è prevista entro il 31 maggio. A questo fine proporremo con l’amministrazione fiscale la possibilità di differimento della verifica della regolarità previdenziale e fiscale delle imprese beneficiarie». (ansa)

Lorusso: “Bene Martella. Fnsi pronta al confronto”

Raffaele Lorusso

«È apprezzabile la volontà del governo, manifestata dal sottosegretario con delega all’Editoria Andrea Martella nell’audizione in commissione Cultura alla Camera, di sostenere l’intera filiera dell’informazione. Nella difficile situazione che vive il Paese, il mondo dei media continua a svolgere il proprio ruolo essenziale e insostituibile per la formazione di un’opinione pubblica consapevole, ma avverte il peso della contrazione dei ricavi dovuta in massima parte alla riduzione massiccia di investimenti pubblicitari. Per questo sono condivisibili le misure di sostegno annunciate dal sottosegretario Martella, che ha recepito anche le istanze avanzate dalla Federazione nazionale della Stampa italiana nel corso delle numerose interlocuzioni e videoconferenze di queste settimane». Lo afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.
«I provvedimenti che saranno inseriti nel decreto annunciato dal governo – aggiunge – sono necessari per affrontare la fase legata all’emergenza Covid-19, alleviando le difficoltà di tutti gli organi di informazione, dalla carta stampata alle agenzie di stampa, dai siti web alle emittenti locali. Allo stesso tempo, la Fnsi condivide la volontà del sottosegretario all’Editoria di riprendere in modo organico e strutturale il confronto sulla nuova legge dell’editoria 5.0, partendo dalla definizione dell’equo compenso per i lavoratori autonomi e di misure di contrasto del lavoro precario per assicurare a tutti i giornalisti il giusto contratto».
La Fnsi accoglie, inoltre, con favore la dichiarazione di guerra alla pirateria digitale e la volontà di recepire in tempi brevi la direttiva europea sul diritto d’autore. «Su questo fronte – osserva Lorusso – il sindacato dei giornalisti italiani ribadisce il proprio impegno, iniziato in sede europea e portato avanti a livello nazionale. Riconoscere la giusta remunerazione a chi investe e produce informazione, ossia editori e giornalisti, non vuol dire mettere in discussione la libertà della rete, ma affermare il principio costituzionale secondo cui chi utilizza il lavoro altrui deve adeguatamente remunerarlo».
Purtroppo, conclude il segretario Fnsi, «l’informazione professionale viene quotidianamente saccheggiata dai giganti della rete, che realizzano profitti ingenti con il traffico dei dati e con la raccolta pubblicitaria. È tempo che una parte di quei profitti, che peraltro godono di una sostanziale assenza di tassazione, ritorni a chi investe per produrre informazione. Non sono in gioco soltanto la sopravvivenza di numerose aziende editoriali e migliaia di posti di lavoro, ma anche e soprattutto la tenuta e la sopravvivenza delle stesse istituzioni democratiche. Su questo tema, che chiama in causa il rapporto delicato fra democrazia e diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, così come su quelli citati dal sottosegretario Andrea Martella, la Fnsi è pronta a proseguire e intensificare il confronto». (giornalistitalia.it)

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