SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Ascoli Piceno) – «Ancora una volta il cronista scomodo viene epurato. Alla faccia della sbandierata autonomia di stampa che alla pratica viene ogni volta smentita da chi quell’autonomia non gradisce. Dispiace che una società storica come la Samb abbia deciso di revocare l’accredito stampa ad un collaboratore del Corriere Adriatico perché, a suo dire, avrebbe realizzato una serie di articoli “destabilizzanti”, in particolare un’intervista ad un ex allenatore». Il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, Franco Elisei, e il segretario del Sigim, Pier Giorgio Severini, contestano così la revoca dell’accredito a Luca Bassotti del “Corriere Adriatico” disposta dalla Sambenedettese Calcio, società della quale, tra l’altro, lo stesso giornalista è stato addetto stampa alla fine degli anni Novanta. Decisione della società rossoblù che arriva contestualmente alla decisione di tenere a porte chiuse le sedute di allenamento che precedono l’incontro casalingo con la Virtus Verona.
«Ma è ancor più grave – denunciano Odg e Sigim – che la società sportiva, nel prendere questo inammissibile provvedimento, ammetta di averlo adottato motivandolo proprio con un giudizio del patron, che sembra basarsi proprio sul gradimento o meno del servizio e non su basi giuridiche o deontologiche».
«La società – spiegano Elisei e Severini – fa sapere, infatti, che al patron “è sembrata una intervista fuori luogo e destabilizzante. Non c’era bisogno di sentirlo”. Come dire che è la società sportiva ad arrogarsi il diritto di dare la linea editoriale del giornale, decidendo cosa va scritto, ma soprattutto chi sentire. Chi intervistare».
«Evidente – incalzano Odg e Assostampa – che tutto ciò è inaccettabile. Non solo, la Samb si dichiara pronta a concedere un nuovo accredito stampa ad altro giornalista, ma non al soggetto che ha realizzato quell’intervista, suggerendo una soluzione più morbida e gradita. Dispiace soprattutto che la Samb scambi ciò che è scomodo con ciò che non andrebbe scritto, perché in violazione a norme e regole deontologiche».
Se la società ravvisa un comportamento scorretto, a dispetto delle regole, può infatti segnalarlo all’Ordine dei giornalisti delle Marche, che provvederà immediatamente a valutarlo. Ha tutti gli strumenti per far tutelare la sua posizione. «Altrimenti – tagliano corto Odg Marche e Sigim –  non può pensare di eliminare il giornalista sgradito solo cercando di bloccarlo ai cancelli dello stadio. Non si fermano così i principali dei capisaldi della nostra professione: l’autonomia e l’approccio critico». (giornalistitalia.it)

 

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