Edificare la Gioia: non un libro da commentare, ma un varco da attraversare

Il Francesco d’Assisi di Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni

ROMA – “Edificare la Gioia. Francesco d’Assisi” (Pellegrini Editore, 268 pagine, 18 euro) è il saggio di Pierfranco Bruni che costruisce una soglia: non un libro da commentare, ma un varco da attraversare. Al centro non c’è l’icona di San Francesco, ma l’uomo in cammino. Un giovane che scopre che la vita non si trattiene nelle forme rassicuranti e avverte una chiamata che non è ordine, è sussurro. Una voce che invita a lasciare ciò che è caduco per entrare in un’altra misura dell’esistere.

San Francesco con il lupo di Gubbio

È qui il cuore del testo: l’itinerarium mentis in Deum. Non ascesa intellettuale, ma spoliazione. Non conquista, ma liberazione. Francesco non sale verso Dio. Si lascia condurre da una luce che cresce dentro. E in questo movimento Bruni legge la vera rivoluzione francescana: la semplicità evangelica. Guardare i gigli del campo come chi non vuole possedere il mondo, ma abitarlo da creatura.
La forza del saggio sta proprio in questo. Bruni non spiega Francesco. Lo avvicina. E avvicinando lui, avvicina anche noi a una vita fatta di ascolto, stupore, gratitudine. Bruni mostra come questo processo non sia un gesto eroico, ma un atto di fiducia. Francesco abbandona ciò che era stato, non per disprezzo, ma perché sente che la vita gli chiede un passo ulteriore. È un abbandono che non ha il sapore della rinuncia, ma quello della nascita. E in questa nascita si rivela una scoperta che il saggio illumina con delicatezza: la semplicità evangelica, quella che Gesù indica quando invita a guardare i gigli del campo, più splendenti del saggio Salomone pur senza alcuna fatica.

Papa Benedetto XVI e Papa Francesco (Foto Vatican News)

Francesco riconosce in quei gigli un modo nuovo di stare nel mondo: non come padroni, ma come creature; non come costruttori di grandezze, ma come testimoni di una bellezza che non ha bisogno di ornamenti.

Papa Leone XIV

La scrittura apre poi un dialogo lungo i secoli. Non erudizione, ma incontro di voci. Con i papi del suo tempo, che dovettero misurarsi con una radicalità disarmante. Con Tonino Bello, che di Francesco respirava la libertà: parlare agli ultimi senza paternalismo, denunciare senza durezza. Con Benedetto XVI, Papa Francesco, Leone XIV: tre modi diversi di riconoscere che la santità non è un altrove, è forma di vita quotidiana. Con Francesco di Paola, Antonio di Padova, Bartolo Longo: austerità, parola, redenzione. Tre vie, una sola grazia. Con María Zambrano e Francesco Grisi: la ragione che torna luminosa e la vita che si fa canto.
Nelle pagine più poetiche, Pierfranco Bruni lascia parlare i simboli. Il Cavaliere errante a cui Francesco non chiede di spezzare la spada, ma di orientarla: la vera forza è custodire la pace.

Pierfranco Bruni

Il lupo di Gubbio a cui non si spara: si parla. Perché anche la paura ha un linguaggio, e il male si scioglie nell’incontro, non nella violenza. Il dialogo tra Tommaso da Celano e Bonaventura: il granello del quotidiano e la lampada della teologia. Insieme restituiscono un Francesco intero: mistico e uomo del popolo.
Tre fili tengono insieme la trama finale.  La Perfetta Letizia: non emozione, ma postura. Gioia che resta anche nell’essere fraintesi e respinti, perché non dipende dagli esiti. Sorella Provvidenza: presenza discreta, pane condiviso, riparo improvviso. Ricorda che la vita è custodita anche quando sembra esposta al vento. Il Cantico della luce: sguardo che riconosce in ogni creatura un riflesso del mistero. Bellezza non come ornamento, ma come rivelazione.

Marilena Cavallo, che ha curato la prefazione del libro di Pierfranco Bruni, con i giornalisti Laura Magli (inviata Mediaset) e Carlo Parisi (direttore di Giornalisti Italia)

Bruni non chiude con risposte. Apre con possibilità. La sua scrittura suggerisce, accarezza, fa spazio. E ci consegna un Francesco che non appartiene al passato: appartiene a chiunque oggi senta una chiamata senza nome.
Più che un saggio è un racconto lungo non solo sulle tracce di Francesco. Ma è il Francesco lungo le vie di Pierfranco Bruni. Un testo fondamentale che lascia già dalla seconda edizione un segno indelebile. Un libro imponente. “Edificare la Gioia” è dunque invito. A lasciare ciò che pesa. A riconoscere la bellezza nei gigli silenziosi lungo le strade del mondo. A guardare la vita con occhi nuovi, come se ogni giorno fosse un inizio.
Un’occasione per rientrare in quel cammino fatto di senso mistico e grazia. Un cammino singolare compiuto da un laico credente che pone al centro il Cristo di Francesco come dimensione di una profondità spirituale ontologica. (giornalistitalia.it)

Marilena Cavallo

CHI È PIERFRANCO BRUNI

Nato in Calabria, laureato in Lettere e in Pedagogia, scrittore, poeta, italianista, critico letterario, giornalista, direttore archeologo del Ministero Beni Culturali, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa.

Pierfranco Bruni

Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
Archeologo direttore coordinatore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Mibac, oggi MiC), già componente della Commissione Unesco per la diffusione della cultura italiana all’estero, 
è stato responsabile dell’Area Patrimonio Demoetnoantropologico e direttore responsabile unico della Biblioteca della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto (Sabap – Le).
È stato inoltre Responsabile del Progetto Nazionale “Minoranze etno-linguistiche in Italia” del Ministero dei Beni Culturali.

Pierfranco Bruni

È stato anche presidente della Commissione per la “Capitale italiana del Libro 2024” del Ministero della Cultura, presidente del Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro; segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse. È, inoltre, presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Pierfranco Bruni

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.
È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori italiani e presidente del Comitato scientifico del Premio Troccoli Magna Graecia.
Giornalista pubblicista dal 9 marzo 1982, è direttore responsabile del periodico Nuovo Domani Sud e socio della Figec, il sindacato unitario dell’informazione, della comunicazione, dell’arte e della cultura. (giornalistitalia.it)

 

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