Giovanni Rossi e Franco Siddi

Giovanni Rossi e Franco Siddi

informazioneCIVITA (Cosenza) – “Non c’è libertà senza lavoro. In una delle stagioni più drammatiche per il Paese, caratterizzata dal protrarsi della crisi economica, dalla mancanza di lavoro e dall’insostenibile pressione fiscale, che non fanno altro che alimentare lo stato di forte difficoltà, precarietà e instabilità delle famiglie italiane, i giornalisti sono chiamati ad essere protagonisti e non testimoni passivi del collasso imprenditoriale e con esso del sistema informazione”.
Carlo Parisi, vicesegretario nazionale Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, introduce così i temi alla base della manifestazione del 1° Maggio (e della Giornata mondiale della libertà di stampa, che ricorre il 3 maggio) che, quest’anno, vedrà in Calabria i vertici della Federazione Nazionale della Stampa, con in testa il segretario generale Franco Siddi e il presidente Giovanni Rossi, e una delegazione di giornalisti italiani e stranieri.
Alle ore 16, nella sala dell’Ecomuseo di Civita, in provincia di Cosenza, nell’ambito della VII Giornata dell’Informazione in Calabria, organizzata dal Circolo della Stampa “Pollino-Sibaritide”, inserita nel calendario delle celebrazioni per il 40° anniversario della costituzione del Sindacato Giornalisti della Calabria, la “Festa del Lavoro” sarà occasione per ricordare che “l’editoria per salvarsi non ha certo bisogno di mannaie, ma di seri investimenti finalizzati ad un’informazione di qualità che può essere garantita soltanto con il rispetto della dignità umana e professionale dei giornalisti”.
L’iniziativa è organizzata dal Circolo della Stampa “Pollino-Sibaritide”, dall’Ordine e dal Sindacato Giornalisti della Calabria, in collaborazione del quotidiano on line “Giornalistitalia.it”, ed è aperta a quanti credono ancora nella professione giornalistica, elemento insostituibile per la qualità dell’informazione.
Oltre ai temi centrali su lavoro e libertà di stampa per l’autonomia dei giornalisti, è previsto un dibattito su “Il giornalismo e il giornalista nell’era del web” con la partecipazione di Cosimo Bruno (presidente del Circolo della Stampa “Pollino-Sibaritide”), Carlo Parisi (vicesegretario Fnsi e segretario Sindacato Giornalisti della Calabria), Giovanni Rossi (presidente Fnsi), Giuseppe Soluri (presidente Ordine dei giornalisti della Calabria), Franco Siddi (segretario generale Fnsi).
Seguirà la presentazione del libro “L’Italia bugiarda” di Lorenzo Del Boca (presidente nazionale emerito della Fnsi e dell’Ordine dei giornalisti), con la partecipazione di Giuseppe Ruga e Angelo Moia. Alle ore 20, all’Agorà di piazza Municipio, la giornata si concluderà con il tradizionale “Meeting del Circolo della Stampa Pollino-Sibaritide” giunto alla XXVI edizione.
Una presenza, quella della Fnsi il Primo Maggio in Calabria, fortemente voluta dal Sindacato Giornalisti della Calabria per la grave crisi che coinvolge le testate regionali, quasi tutte costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali o vittime di inquietanti vicende come quella che coinvolge il quotidiano “l’Ora della Calabria” con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo di tutti i 66 lavoratori che, esasperati, hanno occupato le redazioni del giornale.
Nei giorni scorsi, come riportato da “Giornalistitalia.it”, il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha ricordato che “molti giornali sono al collasso per una crisi economica che dura da molti anni (50% di ricavi nominali in meno solo negli ultimi 10 anni) e per gravi insufficienze progettuali e gestionali; l’occupazione è crollata (quasi 1.000 posti in meno solo nel 2013); l’Inpgi sta pagando costi altissimi per assicurare reddito a chi è in difficoltà (Cigs, contratti di solidarietà, disoccupazione, propensione spinta all’esodo anticipato, ancor più dei prepensionamenti)”.
Realtà sconvolgenti, mai viste prima, con numeri che parlano da soli: nel comparto Fieg, tra il 2009 e il 2013, sono usciti dal settore 1.662 giornalisti, 887 da quotidiani e 638 dai periodici.
“Ciò nonostante, il nostro sistema regge ancora, ma – sottolinea Siddi – ha urgente necessità di sostegno. 
Il contratto è uno dei pilastri da preservare assolutamente e da far avanzare e, per quanto possibile, in un’ottica inclusiva, di attenzione ai punti deboli e critici, di creazione di opportunità innovative e per il rilancio. 
Nel mondo imprenditoriale (e anche in settori della politica) emergono forti spinte a considerare finiti i contratto collettivi. Fare il nuovo contratto in questa condizione è una prova durissima, che dobbiamo superare, se non si vuole assecondarne la fine, garantendo (ma fino a quando?) assetti contrattuali essenziali solo a chi è dentro il sistema da tempo e ha la fortuna di lavorare in aziende ancora minimamente solide e gestite con criterio e minime relazioni industriali democratiche. Insomma, dalla crisi dell’editoria si esce se i giornalisti sono protagonisti”.
Insomma, l’elemento umano professionale è centrale su quello organizzativo industriale, come dimostra l’evidenza di tutte le indagini specialistiche e di ogni studio sull’impatto delle azioni di ristrutturazione sin qui seguite.

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