Luca Lotti

Luca Lotti

ROMA – La Commissione governativa per la valutazione dell’Equo compenso nel lavoro giornalistico, istituita ai sensi dell’art. 2 comma 1 della legge n. 233/2012 ha raggiunto, stasera, l’accordo sull’ambito di applicazione ed il trattamento economico.
Nella riunione, presieduta dal sottosegretario all’Editoria, Luca Lotti, 6 i voti a favore (Governo, Ministero del lavoro, Ministero dello Sviluppo economico, Fnsi, Inpgi e Fieg), 1 contrario (l’Ordine dei giornalisti, che la legge non riconosce come parte sociale).
Presenti, tra gli altri, il presidente della Fnsi, Giovanni Rossi, il direttore generale della Fieg, Fabrizio Carotti, il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, il presidente dell’Odg Enzo Iacopino.
“La disciplina dell’accordo – è scritto – si applica ai giornalisti iscritti all’albo professionale, siano essi professionisti o pubblicisti, i quali forniscono alle aziende editoriali contenuti informativi sotto forma di testi e/o servizi chiusi, anche corredati da foto e/o video, che svolgano prestazioni professionali…e titolari di un rapporto di lavoro non subordinato aventi le caratteristiche individuate dalla legge, dalla delibera della commissione del 29 gennaio 2014 e dagli accordi negoziali di settore”.
L’accordo stabilisce le tariffe minime per il lavoro giornalistico, in caso di collaborazione coordinata e continuativa: che vanno, per fare qualche esempio, dai 250 euro a pezzo dei mensili ai 67 dei periodici; ai 20,83 euro per i quotidiani; ai 6,25 euro delle agenzie e web per una segnalazione, che aumenta del 30% se corredata da foto e del 50% con un video.
Per le emittenti radio-televisive locali il compenso (per un minimo di 6 servizi al mese) sarà di 41,66 euro l’uno; per i periodici Uspi di 45,80 euro; per i piccoli periodici locali di 14 euro a pezzo. Dopo l’accordo di oggi, domani prosegue il confronto della Fnsi con la Fieg sul tema del rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, mentre nei prossimi giorni avranno luogo gli incontri con Aeranti-Corallo e Uspi.

Parametri per la determinazione dell’equo compenso

 Quotidiani (minimo 144 articoli l’anno, pari a 12 articoli pubblicati in media per mese in ragione d’anno di almeno 1600 battute) con trattamento annuo € 3000 (250 € al mese a 20,83 € ciascuno).
– Periodici settimanali (minimo 45 articoli l’anno di almeno 1800 battute) € 3000 (250 € al mese ad € 67 ciascuno).
– Periodici mensili (un articolo per numero di almeno 7000 battute) con trattamento annuo di € 3000 (250 € al mese, quindi ad articolo).
Nelle ipotesi di produzione di contributi informativi in misura superiore a quanto individuato (ovvero da 145 a 288 articoli) non meno del 60% del trattamento economico minimo stabilito per i primi 144 articoli (+1800 euro l’anno). Per produzioni superiori, le parti potranno concordare, secondo equità, un compenso forfettario mensile. Il costo dei mezzi organizzati resta a carico del collaboratore. Sono rimborsate le spese preventivamente autorizzate dal committente.
– Periodici editi dalle imprese firmatarie del contratto Uspi. E’ previsto, per le prestazioni lavorative rese dai collaboratori coordinati e continuativi, un trattamento annuo minimo di 2200 euro per almeno 4 articoli al mese (a 45,80 € ciascuno). Per prestazioni lavorative superiori a tale livello minimo, il compenso dovrà essere proporzionalmente concordato tra collaboratore ed azienda e costituirà ulteriore indicazione essenziale del contratto individuale. Le prestazioni giornalistiche da 1800 battute saranno, invece, pagate € 14 ad articolo e per prestazioni superiori per estensione, complessità e ricerca giornalistica, il maggiore compenso sarà liberamente concordato tra collaboratore ed azienda.
– Agenzie di stampa e web. Il minimo è stato individuato in 40 segnalazioni/informazioni, pubblicate in media per mese in ragione d’anno, con un trattamento annuo di € 3000. Se le segnalazioni/informazioni sono corredate da foto, il compenso base è maggiorato del 30%, se corredate con video non montati, è maggiorato del 50%.
– Emittenti radio-televisive locali. Infine, nelle emittenti radio-televisive locali, il trattamento annuo di € 3000 è relativo ad almeno 6 prestazioni al mese (a 41,66 € ciascuna). (giornalistitalia.it)

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