NEW YORK (Usa) – Dopo quello del presidente della Camera dei deputati, Luciano Fontana, messaggi di saluto alla Comunità italiana di New York e ai partecipanti alla venticinquesima edizione del Premio Internazionale dedicato ai Bronzi di Riace, in programma stasera al Community Center di Brooklyn, sono giunti dal Sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, dal Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, e dall’europarlamentare reggina Giusi Princi al presidente del Premio Giuseppe Tripodi ideatore e anima dell’evento americano con il noto imprenditore di Brooklyn, Farnk Naccarato, veterano del Vietnam e figura di spicco della comunità italiana a New York, da oltre quarant’anni impegnato nella Federation of Italian American Organizations of Brooklyn (Fiao).
«Sincere congratulazioni per la XXV edizione del Premio internazionale dedicato ai Bronzi di Riace», vengono espresse dal sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, per la «prestigiosa iniziativa che celebra la nostra storia, la nostra identità e le nostre eccellenze». Cannizzaro ha fatto, quindi, giungere ai premiati e a tutti presenti il suo «più caloroso saluto e il più sincero apprezzamento per questa importante iniziativa, con l’augurio di un grande successo e di sempre nuovi traguardi».
«Cari amici, mi dispiace non poter essere oggi con voi a New York, ma – scrive, dal canto suo, Salvatore Cirillo – desidero essere idealmente al vostro fianco salutando e ringraziando la Pro Loco Città di Reggio Calabria, il presidente Pino Tripodi, gli organizzatori, le autorità, i premiati e tutta la comunità italiana presente. Celebrare i Bronzi di Riace significa rendere omaggio a due capolavori conosciuti in tutto il mondo, ma anche raccontare la storia, la bellezza e l’identità della nostra terra».
«Mi piace immaginare – evidenzia il Presidente del Consiglio regionale della Calabria – che la forza dei due guerrieri rinvenuti 54 anni fa poco distante dal luogo in cui risiedo e sono nato, riviva idealmente nelle personalità premiate questa sera: donne e uomini che, con competenza, professionalità e impegno, hanno contribuito alla crescita del nostro Paese e della nostra Regione, portando alto, in Italia e nel mondo, il nome della Calabria.
Farlo a New York assume un significato ancora più profondo. Questa città rappresenta un luogo simbolo dell’emigrazione italiana e del legame che tanti nostri connazionali continuano a custodire con la Calabria. Il mio augurio è che questa venticinquesima edizione del Premio possa rafforzare ancora di più il ponte tra la Calabria e le nostre comunità nel mondo».
Alla Comunità italiana di New York e agli organizzatori del Premio internazionale dedicato ai Bronzi di Riace, l’europarlamentare reggina Giusi Princi ha inviato da Bruxelles un videomessaggio per sottolineare l’importanza di questo «appuntamento di valorizzazione della storia, della cultura e del patrimonio della Magna Graecia e dei Bronzi di Riace che appartiene alla Calabria, ma parla al mondo. Perché la magnificenza dei Bronzi di Riace continua a restituire, a oltre mezzo secolo dal loro ritrovamento, la grandezza di una civiltà che ha lasciato nella terra di Calabria una traccia profonda, quella della Magna Graecia, la cui inestimabile eredità ancora oggi vive nei nostri luoghi e nelle nostre radici».
«Una straordinaria testimonianza archeologica – ricorda Princi – parte di un patrimonio culturale di grandissimo valore internazionale, capace di raccontare attraverso la Calabria una pagina fondamentale della storia del Mediterraneo e del percorso che ha contribuito a formare l’identità culturale europea. È proprio questa la forza della cultura: custodire ciò che abbiamo ricevuto, ma anche saperlo consegnare al futuro trasformando le peculiarità di un territorio e conoscenza, in attrattive e nuove opportunità. È una prospettiva, questa, che porto avanti quotidianamente anche nel mio impegno al Parlamento europeo. E penso in particolare al lavoro sul dossier dedicato al rafforzamento della connettività, alla tutela del patrimonio culturale e alla valorizzazione delle eccellenze locali nel turismo europeo, in commissione cultura e istruzione». 
«Un lavoro – evidenzia l’europarlamentare – che muove dalla consapevolezza che la ricchezza dell’Europa risiede anche nella straordinaria varietà delle sue identità territoriali e che proprio queste identità, quando vengono conosciute e adeguatamente valorizzate possono diventare una leva concreta di crescita e sviluppo. È questo, a mio avviso, uno dei compiti più importanti delle politiche culturali europee. Non riformare territori, ma mettere in relazione le loro specificità facendo della diversità culturale una forza e della ricchezza delle nostre radici una risorsa condivisa. La grande eredità della Magna Graecia, che in Calabria trova testimonianze di straordinario valore, rappresenta pienamente questa prospettiva. E in questa direzione si muove anche la nuova bussola culturale per l’Europa che riconosce nella cultura e nel patrimonio culturale una componente essenziale della nostra identità comune e al tempo stesso una risposta per la coesione, la competitività e la crescita».
«Oggi da New York – aggiunge Giusi Princi – questo messaggio assume un valore ancora più forte perché la comunità italiana nel mondo rappresenta un ponte fondamentale tra le nostre radici e le nuove generazioni, tra i territori di origine e le realtà internazionali nelle quali tanti italiani hanno costruito il proprio percorso. Un ponte attraverso il quale anche la ricchezza culturale della nostra terra può continuare ad essere conosciuta, valorizzata e trasmessa.
Mi congratulo, quindi, in particolare con le personalità premiate questa sera con l’auspicio che i vostri percorsi e i vostri esempi possano rappresentare un riferimento e un incoraggiamento per i tanti giovani presenti».
Infine, Giusi Princi augura ai ragazzi di «continuare a coltivare il talento e le ambizioni con lo sguardo rivolto al futuro e al tempo stesso con la consapevolezza del valore delle nostre radici. Perché è proprio alle nuove generazioni che affidiamo il compito più importante, quello di raccogliere l’eredità che abbiamo ricevuto, custodirla e reinterpretarla con lo sguardo del proprio tempo affinché la nostra storia continui a generare cultura e nuove occasioni di crescita». (giornalistitalia.it)
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