I giornalisti di Radio Radicale al presidio organizzato dalla Fnsi in piazza Montecitorio (adnkronos)

ROMA – I bavagli bianchi con la scritta Radio Radicale in nero a coprire la bocca, gli striscioni per “urlare” la necessità di tutelare la libertà di stampa, e poi tanti volti noti di politici che da destra e da sinistra hanno voluto affermare il proprio impegno per combattere insieme una battaglia per la democrazia: è stata un’unica voce di protesta quella che, oggi pomeriggio, si è levata a Piazza Montecitorio durante il sit-in organizzato dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana a sostegno di Radio Radicale, emittente a rischio chiusura dopo il mancato rinnovo della convenzione con il Mise.
“No tagli no bavagli”, “il silenzio è mafia”, “chiudere radio e giornali è CRIMInale” erano alcune delle scritte che campeggiavano nel presidio, mentre uno dopo l’altro arrivavano gli esponenti delle forze di governo e di opposizione, da Laura Boldrini a Maurizio Gasparri, da Renato Brunetta a Roberto Giachetti, da Giuseppe Basini ad Andrea Marcucci, e poi Stefano Fassina, Rita Bernardini, Beatrice Lorenzin, Marianna Madia.
Al centro di ogni intervento la protesta contro la decisione del Movimento 5 Stelle di impedire la discussione e il voto sulla proroga della convenzione con Radio Radicale: al fianco della storica emittente (ma anche del Manifesto, dell’Avvenire, delle cooperative di giornalisti e delle voci delle minoranze la cui esistenza è minacciata), il sindacato dei giornalisti e tutti i politici hanno ribadito la necessità di tradurre la mobilitazione in atti parlamentari, affinché gli emendamenti vengano messi in votazione e la situazione in stallo possa essere risolta direttamente in Aula. (ansa)

 

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