Accusato di “molestie sessuali” il pornoattore invita i suoi fans a smettere di insultarla

La giornalista Alisa Toaff denuncia Rocco Siffredi

Alisa Toaff e Rocco Siffredi

ROMA – Rinunciando all’anonimato previsto per le vittime del reato, il 20 marzo scorso la giornalista Alisa Toaff, ha presentato denuncia per molestie sessuali nei confronti dell’attore Rocco Siffredi. Lo ha reso noto la stessa giornalista dell’Adnkronos che ha affidato alla sua legale Laura Sgrò il mandato di consegnare agli agenti del Commissariato Prati di Roma le frasi che l’attore ha rivolto alla giornalista, in diversi messaggi sul cellulare, in merito ad un’intervista che le aveva rilasciato sulla serie “Supersex” ispirata alla vita del pornoattore.
Tutta l’Adnkronos si è stretta attorno alla collega. Il Comitato di redazione e i fiduciari dell’Adnkronos hanno espresso «piena e convinta solidarietà nei confronti della collega, che in questi giorni è divenuta vittima di attacchi e insulti sessisti e a sfondo razziale sulle piattaforme social, in seguito alla vicenda legale che la coinvolge e sulla quale saranno le autorità competenti a fare chiarezza».
Il direttore dell’Adnkronos, Davide Desario, ha espresso la sua «solidarietà nei confronti della collega, che in questi giorni ha subito attacchi e insulti sessisti e a sfondo razziale sulle piattaforme social, in seguito alla vicenda legale che la coinvolge e sulla quale saranno le autorità competenti, nei confronti delle quali si ripone la massima fiducia, a fare la dovuta chiarezza».
«Piena solidarietà ad Alisa Toaff e vicinanza ai colleghi dell’Adnkronos» è stata espressa anche da UniRai Figec Cisal che, «unendosi all’appello di fare subito chiarezza sul caso», evidenzia quanto sia «urgente e importante affrontare seriamente il problema dei social per impedire i frequenti abusi che, spesso, finiscono per creare pericolosi bersagli».
Sulla vicenda, Rocco Siffredi è intervenuto sul suo profilo Instagram con un appello nel quale, scrive, tra l’altro: «Smettetela di insultare la giornalista con la quale ho questa problematica, chiamiamola incomprensione. Vi chiedo di non insultarla, di non minacciarla e soprattutto di rispettare la sua natura, la sua persona». (giornalistitalia.it)

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