Lo specchio dell’anima di una donna del Sud che non si rassegna alla fuga del tempo

La facitrice di Ilda Tripodi al Salone del Libro

Ilda Tripodi e la copertina del libro

REGGIO CALABRIA – «La pioggia cade tutta in un giorno in questo verso. Ma il Sud non è una direzione, ma un momento di sole, una bizzarria di mondo preso e non compreso. Un periodo di nudo. Un amante che per godere torna quando gli pare. Il Sud è una parola che ti può offendere e difendere. Mirto, cisto, alloro. Alloro. Il Sud è un trapianto di memoria non riuscito. Uno status quo. Rapace leggero, ventilante. Ventilante come il vento di oggi, stanco, sconsolato, che chiede i petali e poi urla datemi un’altra notte affinché io possa non finire mai di sentirmi chiamare sospiro».

È questo il Sud di Ilda Tripodi, insegnante, poeta, giornalista, ma soprattutto anima nobile, gentile e pura di un tempo e uno spazio distanti anni luce dallo squallore e dalla miseria umana di un quotidiano caratterizzato dall’inesorabile clessidra che scandisce l’attesa del nulla in una terra madre di cultura e figlia di rassegnazione.
Una laurea in lettere e un amore infinito per la poesia vissuta come ragione di vita: Ilda Tripodi, calabrese di Reggio, ha scritto un libro che non è una mera raccolta di poesie scritte tra l’estetista e il parrucchiere e pubblicate per darsi il tono dell’intellettuale in una città distratta, autolesionista e masochista. “La facitrice” (Rubbettino Editore, 110 pagine, 12 euro) è lo specchio dell’anima di una donna che non riesce a rassegnarsi alla sciatteria, alla superficialità e all’inedia che spengono i sogni e la speranza di un popolo che non riesce ad amare e valorizzare quella che è stata la culla della Magna Graecia.

Il fenomeno della Fata Morgana sullo Stretto di Messina e Reggio in una stampa del 1774

“La facitrice” è un tuffo rigenerante nelle turbolente acque dello Stretto, che scuote e risveglia le coscienze e l’amore per una terra che delude i cuori semplici e le menti gentili. Un libro che rispecchia in pieno la tempesta interiore dell’autrice che trasforma in poesia i sentimenti in una realtà che sa essere, al contempo, dolce e amara e del suo popolo, nobile e identitario, ma maledettamente ancorato al crudele destino di chi nasce e muore nella speranza, costantemente tradita, di una rinascita e di un riscatto.

Ilda Tripodi

Ottantanove poesie che graffiano il viso e accarezzano il cuore perché scritte con i tempestosi sentimenti di una donna innamorata dell’amore, della bellezza, della poesia e di una terra nei confronti della quale riversa gli incondizionati sentimenti di una figlia, ma riceve i perfidi trattamenti di una matrigna dispettosa.
«Bacerò tutti quei piedi che per venirmi incontro
 hanno camminato tanto.
 Li avvolgerò nelle prime pagine anche se il sudore non fa notizia» narra, con la sensibilità del poeta e il piglio del giornalista, Ilda Tripodi nella sua lirica “In absentia”. Ed è proprio l’«assenza», che Ilda Tripodi nella sua poesia trasforma in «presenza», la chiave di lettura di un libro che è un grido di dolore e di rabbia, un inno all’amore e alla speranza, uno spietato e disperato monito a riprendere in mano la propria vita e «fare». Perché “La facitrice” è colei che fa per sottrarsi, il più possibile, alla fuga del tempo che, inesorabile, uccide la speranza e la vita. (giornalistitalia.it)

Carlo Parisi

CHI È ILDA TRIPODI

Nata a Reggio Calabria dove ha scelto di vivere come figlia, moglie, madre, insegnante, poeta e giornalista, Ermenegilda Tripodi è laureata in Lettere all’Università degli Studi di Messina e dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione.

Ilda Tripodi

Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine della Calabria dal 1 luglio 2006, conduce il programma culturale Touché, in onda sull’emittente Reggio TV.
È componente di giuria del Premio Inedito Rhegium Julii, del Premio Giovani Rhegium Julii e del Concorso artistico-letterario e multimediale per l’assegnazione di una Borsa di Studio intitolata alla memoria del magistrato calabrese Antonino Scopelliti, concorso patrocinato dal Ministero dell’Istruzione.
Il suo esordio in poesia è avvenuto nel 2007 con la silloge “L’anima gioca” pubblicata, con la prefazione di Walter Mauro, dalla casa editrice Città del Sole di Franco Arcidiaco. La sua ultima fatica letteraria, la raccolta di liriche “La facitrice”, vanta invece la prefazione di Dante Maffia e la postfazione di Corrado Calabrò.
Insieme ad alte professionalità, ha in attivo una collaborazione con l’economista Francesco Magris per la realizzazione di una monografia sulla scuola italiana per i caratteri di Nuova Antologia- Fondazione Spadolini, Le Monnier. (giornalistitalia.it)

ILDA TRIPODI AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Domenica 22 maggio, alle ore 14, nel padiglione Oval stand V 162 – W 161 del Centro Congressi del Lingotto Fiere, Ilda Tripodi presenta “La facitrice” al XXXIV Salone Internazionale del Libro di Torino.
L’evento è curato dal Circolo Culturale Rhegium Julii, presieduto da Pino Bova, che nell’occasione presenta anche il suo libro di poesie “Ossigeno” (Rubbettino Editore, 712 pagine, 24 euro). (giornalistitalia.it)

 

Un commento

  1. Ilda merita i complimenti e le belle parole del direttore Carlo Parisi. Nel panorama culturale calabrese spicca e s’impone.

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