Con Giuseppe Catania e Giuseppe Fassino sono 42 i colleghi italiani morti di Covid

In una settimana ci hanno lasciato 14 giornalisti

ROMA – Sono, purtroppo, 14 i giornalisti morti nella prima settimana di questo 2021. Oltre a Peppino Turani e Mario Paolo Guidetti, di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi, altri 12 colleghi ci hanno lasciato nei giorni scorsi. Giuseppe Catania e Giuseppe Fassino sono morti di Covid e fanno salire a 42 il numero dei giornalisti italiani uccisi dal virus dall’inizio della pandemia. Morti, invece, per altre cause Domenico Agasso, Arrigo Antonellini, Edoardo Carlevaro, Attilio Cecchini, Tiziana Piscopello, Francesco Maria Provenzano, Davide Rabaioli, Luigi Testaferrata, Nino Vascon e Antonio Zinanni.

Domenico Agasso, 99 anni

DOMENICO AGASSO – La notte di San Silvestro è morto a Carmagnola, a 99 anni, il giornalista Domenico Agasso senior.
Nato a San Bernardo di Carmagnola (Torino) il 13 febbraio 1921, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Piemonte dal 1 ottobre 1952. Agasso aveva mosso i primi passi nel quotidiano torinese Il Popolo Nuovo per approdare ad Epoca nel 1960. Una parentesi a Famiglia Cristiana, come caporedattore (dal 1968 al 1971), quindi la nomina a direttore di Epoca e del settimanale torinese Il Nostro Tempo.
Maestro per generazioni di giornalisti, ha pubblicato per Mondadori nel 1978 una “Storia d’Italia” in otto volumi ed è autore di libri su Papa Roncalli (“Mi chiamerò Giovanni”), sul fondatore dei paolini (“Giacomo Alberione, editore per Dio”) e su Papa Montini (“Paolo VI. Le chiavi pesanti”). Quest’ultimo lavoro, accompagnato dalle splendide foto di Pepi Merisio, era frutto dell’esperienza di vaticanista sul campo: Agasso senior aveva, infatti, accompagnato Paolo VI nei suoi primi viaggi apostolici, destinati a segnare la storia del pontificato, a partire dal primo in Terra Santa nel gennaio 1964. Quindi era stato sui voli papali diretti in India (dicembre 1964), a New York (ottobre 1965) e a Fatima (1967).

Arrigo Antonellini, 71 anni

ARRIGO ANTONELLINI – Il giorno di Capodanno a Lugo (Ravenna) è morto Arrigo Antonellini, 71 anni, fondatore e direttore per 14 anni della testata PavaglioneLugo.net.
Nato a Lugo il 6 settembre del 1949, era giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dell’Emilia Romagna dal 11 maggio 1992. Ha lavorato dal 1977 al 2009 nel settore studi e programmazione territoriale della Provincia di Ravenna, che ha diretto dal 1989 fino alla pensione.
Impegnato nel sociale, è stato tra i più attivi esponenti delle Acli nella provincia di Ravenna. È deceduto dopo una breve malattia. Lascia la moglie Marta ed i figli Annalisa ed Alessandro.

Edoardo Carlevaro, 85 anni

EDOARDO CARLEVARO – A Rapallo (Genova) il 7 gennaio è morto Edoardo Carlevaro, 85 anni, uno dei pionieri del giornalismo televisivo. Negli anni Sessanta, cinepresa in spalla, confezionava servizi per la Rai svolgendo il ruolo sia di giornalista che di operatore e montatore.
Trasferitosi oltralpe, era stato assunto alla Radiotelevisione Svizzera nel 1973, lavorando ai servizi giornalistici della Rsi prima a Zurigo e poi a Lugano. Per tanti anni è stato il volto del Tg delle 20, quindi capo edizione ed inviato all’estero. Nel 1988 si era trasferito con tutta la redazione della Rsi a Comano lavorando ancora al Tg fino al momento della pensione, nel 2001. Da pensionato aveva deciso di tornare nella sua terra d’origine stabilendosi a Rapallo nella frazione San Michele di Pagana.
Lascia quattro figli tra cui i colleghi giornalisti Alessandro (Ansa Genova) e Cristina (Reuters Milano).

Giuseppe Catania, 91 anni

GIUSEPPE CATANIA – All’ospedale “Spirito Santo” di Pescara, dov’era ricoverato per aver contratto il Covid 19, l’8 gennaio è morto Giuseppe Catania. Aveva 91 anni ed era ospite della Rsa “San Francesco” di Vasto Marina (Chieti), la casa di riposo che ha registrato 57 contagi e 6 decessi tra personale sanitario e pazienti.
Nato a Santo Stefano di Camastra (Messina) il 1 gennaio 1930, si era trasferito con la famiglia a Vasto nel 1943. È stato consigliere dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo e dal 1957 al 2017 presidente dell’Associazione Vastese della Stampa.
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna ricorda che «Peppino, galantuomo e persona corretta, è stato il punto di riferimento per il rispetto delle regole. Uomo che ha dato un contributo fondamentale e prezioso alla crescita e alla modernizzazione della nostra città e del nostro territorio, attraverso il diritto d’informazione».

Attilio Cecchini, 95 anni

ATTILIO CECCHINI – Il 5 gennaio all’Hospice dell’ex Onpi dell’Aquila è morto Attilio Cecchini,  95 anni, storica penna de “La Voce d’Italia” di Caracas e corrispondente di Paese Sera dal Venezuela negli anni Cinquanta. In Sudamerica, infatti, visse per alcuni anni e si distinse per i suoi articoli contro i soprusi del regime venezuelano.
Nato a L’Aquila il 20 marzo 1925, era il principe del foro aquilano. “Toga di platino”, ha esercitato la professione fino a qualche mese fa. Come avvocato ha, infatti, legato il suo nome ad alcuni dei più noti processi celebrati in Abruzzo nell’ultimo trentennio.
«La sua morte – ricorda la deputata Stefania Pezzopane – ci priva di una mente aperta come poche, una figura di grande autorevolezza, una persona unica, per la sua storia straordinaria ed avventurosa, per il suo carisma, per la sua umanità e professionalità. I suoi 95 anni sprizzavano energia, le sue  storie erano appassionanti, grazie ad una giovinezza vissuta tra Italia e Venezuela, nel giornalismo d’inchiesta, a raccontare la difficile vita degli italiani in America Latina e seguendo per Paese Sera i paesi dell’America Latina».

Giuseppe Fassino, 72 anni

GIUSEPPE FASSINO – All’ospedale di Carmagnola (Torino), il 5 gennaio, il Covid ha fatto un’altra vittima: è Giuseppe Fassino, 72 anni. Poco prima di Natale si era rotto un femore a causa di una caduta. Trasportato a Chieri (Torino), era stato poi trasferito a Carmagnola dove è morto dopo alcune settimane di ricovero a causa delle complicanze dell’infezione da Covid.
Nato a Moncucco Torinese (Asti) il 22 luglio 1948, laureato in Scienze Agrarie all’Università di Torino,  era giornalista pubblicista iscritto all’Ordine del Piemonte dal 19 aprile 1978. Ha lavorato alla Federazione provinciale della Coldiretti Torino di cui è stato anche coordinatore provinciale e regionale. Dal 1978 al 1990 ha fatto parte del Comitato paritetico per i problemi sociali dei lavoratori agricoli della Cee a Bruxelles.
Ha svolto un’intensa attività giornalistica, a partire dalla metà degli anni Sessanta, collaborando con la Gazzetta del Popolo, La Stampa, Piemonte Vivo, Il Coltivatore Piemontese e L’Informatore Agrario.
Attivamente impegnato a sostegno del settore enogastronomico, è stato il promotore della Bottega del Vino di Moncucco Torinese e, in virtù del suo impegno anche in politica, consigliere comunale di Moncucco Torinese, consigliere provinciale di Asti ed assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca. Giuseppe Fassino lascia la moglie Teresa Cafasso e i figli Daniela, Gianpaolo e Luisa.

Tiziana Piscopello, 58 anni

TIZIANA PISCOPELLO – A Perugia, all’età di 58 anni, per una grave malattia, il 7 gennaio è morta Tiziana Piscopello. Nata a Viterbo il 2 febbraio 1962, laureata in Lettere antiche con indirizzo Archeologia alla Sapienza di Roma, era giornalista professionista iscritta all’Ordine dell’Umbria dal 3 febbraio 2003.
Aveva mosso i primi passi nella professione collaborando al settimanale “Sottovoce” di Viterbo. Quindi aveva lavorato al Corriere di Viterbo, al Corriere dell’Umbria e al Corriere di Firenze. Nel 2005 era passata al Resto del Carlino, lavorando nelle redazioni di Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì. Poi, ancora, a Bologna nell’edizione cittadina del free press Leggo.

Francesco Maria Provenzano, 73 anni

FRANCESCO MARIA PROVENZANO – Nella serata di lunedì 4 gennaio è morto a Cerveteri (Roma), per un tumore fulminante, Francesco Maria Provenzano. Aveva 73 anni. Nato a Casole Bruzio (Cosenza) l’11 luglio 1947, laureato in Architettura, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 18 giugno 1987.
È stato capo ufficio stampa del Ministero dei lavori pubblici, giornalista parlamentare al Senato per varie testate e addetto stampa del Comune di Cerveteri. Ha pubblicato: “Dall’Interno della Lega” (Presse Libri Italia degli Editori Riuniti, 2010), “Federalismo, Devolution, Secessione. La storia continua… ritorno al futuro” (Pellegrini, 2011), “Game Over. Il default della politica” (Pellegrini, 2012), “Francesco, il Papa della Povertà e del Cambiamento” (Pellegrini, 2013).

Davide Rabaioli, 44 anni

DAVIDE RABAIOLI – A Capodanno a Baveno, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, a soli 44 anni, è morto Davide Rabaioli. Diplomato in informatica al Cobianchi di Intra, aveva frequentato a Torino il corso universitario di Scienze politiche con indirizzo Comunicazione. Collaboratore dell’Eco Risveglio, di Vco Azzurra TV e Vco Sat, emittente per la quale aveva condotto il Tg. Da alcuni anni combatteva contro una malattia degenerativa che lo aveva costretto al ricovero all’Hospice dell’ospedale San Rocco. Lascia la madre Agnese e il papà Graziano.

Luigi Testaferrata, 88 anni

LUIGI TESTAFERRATA – Il 6 gennaio ad Empoli (Firenze) è morto Luigi Testaferrata. Aveva 88 anni ed è stato collaboratore dei quotidiani “La Voce Repubblicana”, “Il Giorno”, “Il Giornale”, “La Voce”, “Avvenire” e “Corriere Fiorentino” e dei periodici “La Nuova Rivista Europea”, “Bell’Italia”, “AD”, “Toscana qui”, “Erba d’Arno”, “Oggi e domani” e “I Quaderni del Vittoriale”.
Insegnante per 21 e preside per altri 20, è stato anche scrittore e saggista. Tra i suoi tanti libri: “D’Annunzio paradisiaco” (La Nuova Italia, 1972), “L’Altissimo e le rose” (Città Armoniosa, 1980), “Placide pene d’amore” (Città Armoniosa, 1983), “Tenera come colomba” (Vallecchi, 1987), “Perché ho ammazzato Leopardi?” (Rusconi, 1990), “I cenci e la vittoria” (Edizioni dell’Erba, 1996), “La pietà ditemi dov’è” (Edizioni dell’Erba, 1999), “La morte e l’allegria” (Titivillus, 2005), “Vivere nel vivere. Prose scelte di d’Annunzio (Ibiskos Ulivieri, 2005). Lascia la moglie Grazia Antichi ed i figli Elena e Michele.

Nino Luigi Vascon, 92 anni

NINO LUIGI VASCON – All’ospedale di Feltre (Belluno), all’età di 92 anni, il 7 gennaio è morto Nino Luigi Vascon, per tanti anni direttore della sede Rai di Venezia. Nato a Venezia il 22 novembre 1928, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Trentino Alto Adige dal 1 luglio 1956. A 17 anni è stato partigiano nelle montagne dell’Agordino.
Assunto in Rai come radiocronista negli anni Cinquanta, ha lavorato nella redazione di Venezia e dal 1968 in quella di Milano, per fare ritorno a Venezia come direttore di sede. È stata una delle voci di “Tutto il calcio minuto per minuto” e del programma “Viaggio in Italia” di Guido Piovene. È stato tra i primi ad arrivare sui luoghi della tragedia del Vajont nel 1963.
In pensione dal 1992, viveva a Fiera di Primiero. Ha scritto due libri di satira politica: “Golpitalia” e “Ricordo perfettamente”. Domani, domenica 10 gennaio, in suo suffragio verrà recitato il Rosario nella chiesa parrocchiale di Transacqua dove, lunedì alle ore 14.30, saranno celebrati i funerali.

Antonio Zinanni, 67 anni

ANTONIO ZINANNI – A Pistoia, infine, il 2 gennaio è morto Antonio Zinanni, 67 anni, collaboratore sportivo del quotidiano “La Nazione”, di “Pistoia Sport” e di varie testate ed emittenti radiotelevisive. Dipendente del Comune di Pistoia, da quando era andato in pensione, nel 2017, si era interamente «dedicato – ha scritto nella su rubrica – alle sue passioni preferite: cani, film, musica e naturalmente Pistoia Sport e la Pistoiese. Il più vecchio del gruppo in mezzo a tanti giovani bravi e motivati: come si dice in gergo, esperienza al servizio della squadra».
Il 17 dicembre scorso era stato colpito da un ictus. Lascia la moglie Priscilla e i figli Elisa e Stefano. (giornalistitalia.it)

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