A chi spetta veramente. È cambiato il modulo Inpgi che va presentato dal 1° aprile

Bonus di 600 euro: attenzione alle novità

ROMA – A chi spetta veramente il bonus una tantum di 600 euro elargito dallo Stato attraverso il “Fondo per il reddito di ultima istanza” istituito dal Governo col decreto “Cura Italia”? La domanda ci viene posta da numerosi lettori disorientati dalla miriade di comunicazioni, spesso poco chiare o contrastanti, che vengono diffuse dai soggetti più disparati.
Intanto, ribadiamo che si tratta di un provvedimento che assicura, per il mese di marzo, un sostegno al reddito pari a 600 euro a lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle casse di previdenza privata (ingegneri, architetti, commercialisti, avvocati, giornalisti) danneggiati dal Coronavirus. Dunque, per quanto riguarda i giornalisti, è destinato agli iscritti alla Gestione Separata dell’Inpgi (Inpgi 2).
Ma cosa si intende per iscritti “esclusivamente” alla Gestione Separata? O meglio, può richiederlo un iscritto alla Gestione Separata (Inpgi 2) se è contemporaneamente iscritto anche alla Gestione Principale (Inpgi 1)?
La risposta è sì, ma a determinate condizioni. Innanzitutto, il giornalista iscritto alle due gestioni non può presentare domanda se percepisce reddito derivante da rapporto di lavoro dipendente, se è pensionato, se è in cassa integrazione o riceve l’assegno di disoccupazione. Se, invece, è iscritto all’Inpgi 1, ma non percepisce reddito, può accedere al bonus a condizione che abbia una posizione attiva anche alla Gestione Separata (Inpgi 2).
Il bonus sarà riconosciuto ai lavoratori che abbiano percepito, nel 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro e ai lavoratori che, sempre nel 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sempre a causa del virus Covid-19.
Ma cosa si intende per reddito complessivo? Nel decreto legge è specificato che il reddito complessivo è calcolato secondo il principio di cassa ovvero come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese nell’esercizio dell’attività. Il calcolo va, inoltre, inteso al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione.
Quando e come presentare la domanda? Come se non bastasse il Ministero dell’Interno a cambiare continuamente l’autodichiarazione, anche l’Inpgi ha cambiato il modulo relativo alla richiesta del bonus una tantum di 600 euro elargito dal Governo. Ciò per via della necessità di canalizzare le richieste del Bonus Covid-19 in un contenitore diverso da tutte le altre prestazioni.
Il nuovo modello di domanda, allegato il calce, va inoltrato al nuovo indirizzo e-mail bonuscovid19@inpgi.it a partire dalle 00,01 di mercoledì 1° aprile 2020 e fino al 30 aprile 2020. Ma non c’è da prendersela comoda perché le risorse sono limitate e, pertanto, le domande saranno protocollate dall’Inpgi in ordine cronologico e accolte dopo la verifica della sussistenza dei requisiti per l’ammissione al beneficio.
Tutte le domande presentate prima delle ore 00,01 di mercoledì 1° aprile 2020 non hanno, pertanto, alcun valore giuridico e non verranno prese in considerazione. Chi l’avesse già inoltrata è, dunque, pregato di trasmetterla nuovamente a partire dal 1° aprile. E attenzione: alla domanda (pena esclusione) dovrà essere allegata copia del proprio documento.
Una volta esaurita la disponibilità economica fissata dal decreto, le domande pervenute potranno essere ricevute solo con riserva di accoglimento qualora il fondo venisse in futuro rifinanziato. A distanza di una settimana gli enti di previdenza privatizzati dovranno, infatti, monitorare settimanalmente il flusso delle domande per consentire al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia, di valutare la possibilità di rifinanziare il fondo.
Ma chi chiede il Bonus Covid-19 può chiedere anche l’indennità una tantum di 500 euro a sostegno del reddito dei giornalisti iscritti alla Gestione Separata? La risposta è sì. Le due misure sono cumulabili.
Attenzione, però: in questo caso, la platea dei destinatari è ristretta ai circa 2800 giornalisti che – in possesso dei requisiti richiesti – non hanno aderito al programma di assistenza sanitaria integrativa assicurato dalla Casagit, con rimborso della quota di iscrizione di 500 euro annui a carico della Gestione separata dell’Inpgi. Il bonus è, infatti, finanziato con i circa 1,4 milioni di euro annui, ovvero 4 milioni di euro complessivi, residuali dallo stanziamento di 9 milioni per le annualità 2019, 2020, 2021 previsto dalla convenzione Inpgi-Casagit.
Inoltre, dovendo certificare il reddito percepito nel periodo marzo-aprile-maggio 2020, in questo caso i giornalisti non potranno presentare le domande prima del 1° giugno 2020. (giornalistitalia.it)

IL NUOVO MODULO DA INVIARE DAL 1° AL 30 APRILE 
Il nuovo modulo Inpgi per chiedere i 600 euro del “Cura Italia”

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