Kirill Vyshinsky

Kirill Vyshinsky

MOSCA (Russia) – Il procuratore generale dell’Ucraina, Yuri Lutsenko, ha dichiarato sospettati di alto tradimento i dipendenti dell’agenzia di stampa russa “Ria Novosti Ucraina”.
“Gli inquirenti possiedono prove che dimostrano che questa agenzia ha ricevuto denaro per intraprendere una guerra di disinformazione contro l’Ucraina, che ha coinvolto cittadini ucraini che hanno anche ottenuto la cittadinanza russa”, ha scritto su Facebook Lutsenko, come riporta la Tass.
Il procuratore ha avvertito che ci sono gli estremi per considerare queste azioni come “alto tradimento”. Le dichiarazioni della procura generale arrivano dopo le perquisizioni svolte dai servizi di sicurezza (Sbu) nella sede di “Ria Novosti Ucraina” a Kiev e che hanno portato al fermo del capo di “Ria Novosti Ucraina”, Kirill Vyshinsky (con doppio passaporto russo e ucraino), sospettato di attività sovversive di sostegno alle autoproclamate repubbliche del Donbass e all’annessione della Crimea alla Russia.
Secondo le autorità ucraine, queste attività venivano finanziate con denaro trasferito dalla Russia alla Serbia e che Vyshinsky distribuiva poi a Kiev, tra strutture e persone coinvolte nell’operazione sovversiva. Stando allo Sbu, i testimoni nel caso possono arrivare fino a 20 e potrebbero esserci altri arresti.
Il comunicato diffuso dai servizi di sicurezza annuncia che è stata sgominata una “rete di strutture giornalistiche che Mosca usava per condurre la sua guerra ibrida” contro Kiev.
Le perquisizioni e il fermo di ieri contro il personale di una testata russa è stato definito “un oltraggio” dal portavoce del Cremlino, che ha chiesto “una condanna da parte delle organizzazioni internazionali”. Mosca ha promesso di rispondere “in modo speculare”, dopo aver raccolto maggiori informazioni.
“Le autorità ucraine devono immediatamente rilasciare il giornalista di Ria Novosti, Kirill Vyshinsky, e smetterla di perseguire i media”, ha affermato il direttore generale del gruppo Rossiya Segodnya, a cui fa capo Ria Novosti, Dmitry Kiselev.
Nel marzo del 2015 era stato sospeso l’accredito in Ucraina per decine media russi e bloccata la trasmissione dei principali canali televisivi russi. (agi)

Comments are closed.