Inaugurato a Belvedere Marittimo il terzo pannello del progetto sull’identità dei popoli

The World Gate: i muri che uniscono i continenti

L’inaugurazione del terzo pannello del progetto artistico The World Gate, in Piazza Amellino, a Belvedere Marittimo, con Salvatore La Porta (presidente IsCaPI), Pavel Malyzhenkov (direttore scientifico di SPU), Francesca Impieri (vice sindaco di Belvedere Marittimo), Carlo Parisi (direttore di Giornalisti Italia e segretario generale della Figec), docenti e studenti della Summer Peace University 2026

BELVEDERE MARITTIMO (Cosenza) – Inaugurato a Belvedere Marittimo il terzo pannello monumentale del progetto internazionale promosso dall’IsCaPI, l’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali presieduto da Salvatore La Porta.
L’opera di Angelo Aligia e Julieta Castellan arricchisce un percorso di diplomazia culturale che dall’America all’Africa, fino all’Europa, affida all’arte il compito di raccontare l’identità dei popoli. La cerimonia si è svolta durante la giornata conclusiva della Summer Peace University 2026.
Tre figure antropomorfe emergono dalla terracotta, verticali, ieratiche, quasi sospese fuori dal tempo. Prive di braccia e gambe, con i volti ridotti a pochi tratti essenziali, evocano simulacri di civiltà remote, presenze nelle quali la memoria di epoche lontane sembra interrogare il presente. Apparentemente indistinguibili, si susseguono in una composizione rigorosa: la ripetizione delle forme suggerisce tanto il senso di un’appartenenza comune quanto il rischio dello smarrimento delle singole identità.

L’opera di Angelo Aligia e Julieta Castellan a Belvedere Marittimo che costituire il pannello “Europa” del progetto “The Word Gate”

È in questa tensione tra unità e omologazione che prende forma una riflessione profonda sull’Europa, un continente la cui storia è stata plasmata dall’incontro, talvolta conflittuale, di popoli, culture e tradizioni differenti. Un’identità complessa, nella quale l’aspirazione a riconoscersi in una vicenda condivisa convive con la necessità di preservare la pluralità che ne costituisce la ricchezza.
È questa la visione racchiusa in “Identità”, l’opera del maestro Angelo Aligia e della sua discepola Julieta Castellan, inaugurata in Piazza Amellino, nel centro storico di Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza. Il nuovo pannello monumentale, dedicato all’Europa, rappresenta la terza tappa di The World Gate – Muri che Uniscono, il progetto internazionale di cooperazione culturale promosso e coordinato dall’IsCaPI) che, attraverso l’arte ceramica, sta componendo una narrazione collettiva delle identità dei cinque continenti. La sua particolarità risiede innanzitutto in un’intuizione che sovverte uno dei simboli più ricorrenti della storia umana.

Le operazioni di montaggio dell’opera degli artisti Angelo Aligia e Julieta Castellan

Il muro, espressione materiale del confine, della difesa e talvolta dell’esclusione, perde la propria funzione divisiva per diventare superficie di incontro, luogo della memoria e testimonianza di appartenenze differenti. Non cancella le distanze geografiche né pretende di annullare le specificità culturali. Le accoglie, riconoscendo proprio nella loro coesistenza il fondamento di una diversa idea di relazione tra i popoli.

Il terzo pannello coperto dal telo prima dell’inaugurazione

Il pannello europeo introduce in questa narrazione un linguaggio plastico di particolare intensità. Le tre figure modellate da Aligia e Castellan si impongono attraverso una monumentalità sobria, lontana dalla ricerca di una rappresentazione celebrativa. La verticalità delle forme, la misura dei dettagli e l’essenzialità dei volti evocano una condizione umana che attraversa le epoche, suggerendo una continuità tra passato e presente. La terracotta, con la sua consistenza materica e le tracce della lavorazione, diventa essa stessa parte del racconto: custodisce il gesto degli artisti e richiama un sapere antico, nel quale il rapporto tra l’uomo e la terra si traduce in espressione culturale.
La nuova opera si affianca alle altre due che, dal 2023, hanno progressivamente trasformato la parete di Piazza Amellino in una narrazione visiva di respiro internazionale. Il primo capitolo è stato scritto dagli artisti argentini Samantha Dunel, Nicolás Gonzalo Pérez e Florencia Pumar, provenienti da Luis Beltrán, nella provincia patagonica di Río Negro, con Abya Yala – Tierra Madura, dedicato all’America.

L’attesa in Piazza Amellino per l’inaugurazione del terzo pannello artistico del progetto “The Word Gate”

Un’opera nella quale la ricchezza delle culture originarie, la memoria storica e la forza delle identità latinoamericane si intrecciano in una rappresentazione che restituisce profondità e dignità al patrimonio culturale del continente.
Nel 2024 si è aggiunto Roots and Horizons, il pannello africano realizzato dal professor Akmal Abdelrahman, della Galala University egiziana. Attraverso richiami alla simbologia delle civiltà antiche, dall’Occhio di Horus al Nilo, fino alla centralità della figura femminile, l’opera esprime il legame tra radici e trasformazioni, interpretando la continuità culturale come una risorsa capace di accompagnare il cambiamento.
Con l’Europa, tre continenti si ritrovano oggi sulla medesima parete, senza rinunciare alla propria autonomia espressiva. Le differenze di stile, di sensibilità e di interpretazione non interrompono l’unità dell’insieme, ma ne costituiscono il carattere distintivo. Il progetto non propone un’immagine omogenea del mondo: ne riconosce la pluralità, lasciando che ogni cultura possa raccontarsi attraverso il linguaggio dei propri artisti.

Il Maestro Angelo Aligia

L’installazione, destinata a comprendere cinque pannelli ceramici di circa 1,20 metri per 2 metri ciascuno, per uno sviluppo complessivo di sei metri, rappresenta tuttavia soltanto la manifestazione più visibile di un processo ben più articolato.

Julieta Castellan

The World Gate è concepito come un’opera in movimento, capace di attraversare i territori e di rigenerarsi attraverso un sistema internazionale di residenze, scambi e collaborazioni artistiche. I pannelli vengono realizzati, riprodotti e reinterpretati nei Paesi coinvolti, affinché ogni comunità possa accogliere il contributo di culture differenti e, a propria volta, partecipare alla costruzione di questo patrimonio condiviso.
Il percorso ha già stabilito connessioni tra Belvedere Marittimo, la Galala University in Egitto e la città argentina di Luis Beltrán, dove le opere hanno trovato nuove collocazioni, coinvolgendo amministrazioni, istituzioni accademiche e artisti locali. Una rete destinata ad ampliarsi attraverso la partecipazione delle realtà asiatiche e oceaniane, fino al completamento delle cinque rappresentazioni continentali.
Osservando i tre continenti riuniti sulla parete del cuore della cittadina tirrenica, si riconosce la portata di un progetto che non affida la propria ambizione soltanto alla dimensione monumentale, bensì alla continuità delle relazioni che la sua realizzazione rende possibili.

Salvatore La Porta e Francesca Impieri con l’interprete che spiega a studenti e docenti di tutto il mondo il significato del progetto “The Word Gate”

È particolarmente significativo che questa interpretazione dell’Europa abbia preso forma proprio in un territorio nel quale la tradizione ceramica custodisce un profondo valore identitario. A Belvedere Marittimo, l’antica sapienza artigianale incontra una progettualità di respiro internazionale, dimostrando come le radici di una comunità possano alimentare nuovi linguaggi artistici e costruire relazioni oltre i confini geografici.
La presenza di Angelo Aligia, già protagonista delle precedenti fasi del progetto, conferma il contributo delle competenze artistiche locali a un’opera che ha scelto la Calabria come luogo d’origine e punto di riferimento. Con The World Gate, il patrimonio storico diventa così una risorsa viva, capace non soltanto di custodire la memoria, ma di generare nuove espressioni culturali e aprire il territorio al mondo. Un progetto che arricchisce il centro storico e proietta Belvedere Marittimo in una rete internazionale di arte, creatività e cooperazione.

Docenti e studenti di SPU26 in Piazza Amellino per l’inaugurazione del pannello “Europa” del progetto “The Word Gate”

In questo meccanismo di circolazione e reinterpretazione risiede uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. L’opera d’arte non viene semplicemente trasferita da un luogo all’altro, ma entra in relazione con nuovi contesti, acquisendo ulteriori significati e generando occasioni di collaborazione.

Salvatore La Porta e Francesca Impieri scoprono il terzo pannello del progetto “The Word Gate”

La diplomazia culturale assume così una dimensione concreta, nella quale la reciprocità non è soltanto un principio dichiarato, ma un metodo di lavoro fondato sulla condivisione delle competenze, delle esperienze e delle responsabilità creative.
L’inaugurazione del pannello ha assunto un significato ancora più profondo per la coincidenza con la cerimonia conclusiva della Summer Peace University 2026, la terza edizione del programma internazionale di alta formazione promosso dall’IsCaPI insieme al Comune di Belvedere Marittimo e a una rete di università e istituzioni culturali, con il patrocinio della Figec e del nostro quotidiano Giornalisti Italia.
Alla presenza dei trenta studenti provenienti da diversi Paesi, dei docenti e dei partecipanti al programma, l’opera ha offerto una rappresentazione tangibile dei principi che hanno attraversato le giornate di studio e convivenza dedicate all’educazione, alla sostenibilità, alla cooperazione e alla cultura della pace.
The World Gate e la SPU esprimono, attraverso strumenti differenti, una medesima concezione delle relazioni internazionali: la convinzione che una conoscenza autentica delle altre culture richieda esperienze condivise, disponibilità al confronto e capacità di riconoscere la complessità delle identità umane.

Salvatore La Porta raccoglie il meritato applauso per l’inaugurazione del pannello realizzato dagli artisti Angelo Aligia e Julieta Castellan

L’immagine degli studenti internazionali riuniti davanti ai tre pannelli restituisce, in questo senso, una particolare forza simbolica. Le culture rappresentate sulla parete si ritrovano nelle esperienze delle persone che la osservano, stabilendo un rapporto tra la dimensione artistica e quella umana. È un richiamo ai principi della diversità delle espressioni culturali e del dialogo interculturale promossi dall’Unesco, ai quali si ispira la filosofia del progetto.
E così, mentre l’opera prosegue il suo cammino verso gli altri continenti, da un piccolo centro della Calabria prende consistenza un messaggio che riguarda il modo stesso di concepire la convivenza tra i popoli: le differenze non sono necessariamente distanze da colmare, ma patrimoni da conoscere, rispettare e mettere in relazione. È forse questo il significato più profondo di The World Gate – Muri che Uniscono, aver trasformato un elemento tradizionalmente destinato a delimitare lo spazio in una testimonianza della possibilità di condividerlo. Perché un muro può continuare a segnare un confine, oppure diventare il luogo in cui le storie del mondo imparano a riconoscersi. (giornalistitalia.it)

Fabrizia Arcuri

Docenti e studenti di SPU26 in Piazza Amellino per l’inaugurazione del pannello “Europa” del progetto “The Word Gate” promosso dall’Istituto Calabrese di Politiche Internazionali

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