Antonio e Bartek sul megaschermo nella Sala Stampa a Bruxelles (askanews)

BRUXELLES (Belgio) – La Sala Stampa della Commissione europea ha ricordato, oggi a Bruxelles, le due ultime vittime dell’attentato al mercato di Natale di Strasburgo morte nei giorni scorsi in ospedale: il giornalista italiano Antonio Megalizzi e il suo amico e collega polacco Barto Pedro Orent-Niedzielski, chiamato da tutti Bartek. Lavoravano entrambi per la radio EuroPhonica, che segue tutte le sessioni plenarie del Parlamento europeo, e per altre radio locali.
Su richiesta del portavoce capo della Commissione, Margaritis Schinas, la Sala Stampa ha osservato un minuto di silenzio, mentre sullo schermo gigante alle spalle del podio apparivano le foto di Antonio e Bartek. Poi un giornalista ha letto un messaggio inviato dalla redazione EuroPhonica per ricordare i due colleghi uccisi: «Antonio e Bartek, anche se completamente diversi – si legge nel messaggio –, erano persone molto simili. Bartek poteva sposare qualsiasi causa con una passione che instillava nelle persone l’interesse, o almeno la curiosità, su ciò che stava accadendo nel mondo. Antonio aveva un talento naturale: spiegare in modo semplice e chiaro una delle cose più difficili al mondo, l’Unione europea. Aveva un approccio “democraticamente pop”. E lo ha usato anche smantellando con pazienza e meticolosità tutte le notizie false e i miti negativi sulle istituzioni europee».
«Loro due – prosegue il messaggio – erano lì, in ogni sessione plenaria di Strasburgo, a fare il loro lavoro, esattamente come tutti voi. E avrebbero voluto farlo per tutta la vita. Perché, come Antonio ci diceva sempre, questo “è il lavoro più bello del mondo”».
«Antonio e Bartek – ricordano ancora i loro colleghi di EuroPhonica – avevano l’abilità, la passione di parlare per ore di qualsiasi tema europeo, di come comunicarlo e comprenderlo a fondo. Bartek denunciava le ingiustizie del mondo e Antonio pensava a come risolvere concretamente i problemi. Partendo da due diverse visioni – conclude il messaggio –, sono arrivati alla stessa conclusione: capire, raccontare, amare l’Unione europea. E avrebbero voluto farlo, anche oggi, qui, con tutti voi». (askanews)

Comments are closed.