Da oggi a domenica contro la riduzione dei compensi sugli articoli pagati appena 7 euro

Il Messaggero: collaboratori in sciopero

La sede del quotidiano Il Messaggero in via del Tritone a Roma (Foto Giornalisti Italia)

ROMA – «Non abbiamo altra scelta. Per la dignità del lavoro, per il diritto dei giornalisti di informare, e per il diritto dei lettori di essere informati da giornalisti liberi e indipendenti, siamo costretti a proclamare un pacchetto di 3 giorni di sciopero contro i tagli dei compensi e per lanciare un segnale forte all’editore che sta ignorando ogni richiesta di dialogo». L’Assemblea dei Collaboratori del quotidiano Il Messaggero, d’intesa con la Fnsi, ha così proclamato tre giornate di sciopero, da oggi a domenica, invitando tutte le colleghe e i colleghi ad aderire alla protesta.
I collaboratori denunciano che dopo l’apertura di formale stato di agitazione, il 23 giugno scorso, «l’azienda non si è degnata nemmeno di sedersi a discutere». «Dopo aver dimostrato in tutti i modi, e in anni di lavoro, l’apporto fondamentale dei giornalisti non-dipendenti e il senso di appartenenza alla testata» e «dopo la reiterata non applicazione del Contratto nazionale di lavoro nella parte che regola il nostro lavoro», i collaboratori del Messaggero hanno incrociato le braccia rinnovando l’appello e la formale richiesta di ritirare la proposta unilaterale di taglio dei compensi a partire dal 14 luglio. La parola d’ordine è: «non accettare decurtazioni a pezzi già oggi pagati la miseria anche di 7 euro».
Scusa con i lettori per l’astensione dal lavoro, i collaboratori sottolineano che «questa è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme per la qualità dell’informazione e la dignità del lavoro. Siamo giornalisti sottopagati e senza diritti, come tanti, e abbiamo deciso di lanciare un segnale forte e indispensabile».

L’ingresso del Messaggero (Foto Giornalisti Italia)

«L’Azienda – evidenzia l’Assemblea dei collaboratori – sa bene l’apporto fondamentale dei collaboratori che ogni giorno, in ogni condizione, informano milioni di cittadini sui loro territori in Lazio, Umbria, Abruzzo e non solo».
«Al nostro Direttore, a cui va l’augurio di buon lavoro per il recente incarico, segnaliamo – proseguono i collaboratori – che i doveri di solidarietà professionale e colleganza alla base dei corretti rapporti, appunto, tra colleghi, impallidiscono di fronte alla mail che abbiamo ricevuto e in cui ci consiglia di accettare le riduzioni unilaterali, chiudendo gli occhi sulla non applicazione del contratto».
«Solo tenendo i taccuini chiusi e i pc spenti – concludono i collaboratori del Messaggero – speriamo che l’azienda apra il confronto, che chiederemo incessantemente anche tramite la mediazione delle istituzioni, chiamate in causa da un comportamento inaccettabile dell’editore». (giornalistitalia.it)

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