Il quotidiano perde il 10,4% delle copie, pubblicità a -5,4%. Risultato netto di 0,5 milioni

Gruppo 24 Ore: cala la diffusione, migliorano i conti

La sede del Sole 24 Ore a Milano

MILANO – Il Gruppo 24 Ore chiude i primi nove mesi del 2019 con un risultato netto positivo per 0,5 milioni di euro e presenta un patrimonio netto pari a 37,7 milioni di euro, con un incremento di 1,9 milioni di euro rispetto al patrimonio netto del bilancio consolidato al 31 dicembre 2018 che ammontava a 35,8 milioni di euro. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Edoardo Garrone, ha, infatti, approvato il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2019 che evidenzia: Ebitda positivo per 10,6 milioni di euro (0,2 milioni al 30 settembre 2018), Ebit negativo per 2,7 milioni di euro (-7,0 milioni al 30 settembre 2018), Risultato netto positivo per 0,5 milioni di euro (-9,0 milioni al 30 settembre 2018) 
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Edoardo Garrone

Al netto degli oneri e proventi non ricorrenti e dell’impatto degli IFRS 16: 
Ebitda positivo per 0,6 milioni di euro (2,4 milioni al 30 settembre 2018), Ebit negativo per 5,4 milioni di euro (-4,5 milioni al 30 settembre 2018), Risultato netto negativo per 5,7 milioni di euro (-5,5 milioni nei primi nove mesi del 2018), 
Miglioramento di 0,8 milioni della posizione finanziaria netta che risulta negativa per 34,1 milioni di euro rispetto al valore negativo di 34,9 milioni di euro al 1° gennaio 2019 (che include gli effetti della prima applicazione dell’IFRS 16) e 
Patrimonio netto consolidato pari a 37,7 milioni di euro (38,4 milioni al 1° gennaio 2019 che include gli effetti della prima applicazione dell’IFRS 16).
I ricavi diffusionali del quotidiano (carta + digitale) ammontano a 38,3 milioni di euro, in diminuzione di 1,3 milioni di euro (-3,4%) rispetto ai primi nove mesi del 2018. I ricavi diffusionali del quotidiano cartaceo ammontano a 23,8 milioni di euro, in calo di 1,5 milioni di euro (-5,9%) rispetto allo stesso periodo del 2018. I ricavi diffusionali del quotidiano digitale ammontano a 14,4 milioni di euro, in leggero incremento rispetto al pari periodo del 2018 (+0,2 milioni di euro; 1,1%).
I ricavi pubblicitari, pari a 54,0 milioni di euro, sono in diminuzione di 3,0 milioni di euro (-5,4%) rispetto al 30 settembre 2018. I ricavi pubblicitari sui mezzi del Gruppo ammontano a 52,2 milioni di euro (-4,7% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio) e quelli sui mezzi di editori terzi ammontano a 1,7 milioni di euro (-20,5%). Su tale risultato influisce il perdurare della crisi del mezzo stampa, che rappresenta il 47% della raccolta complessiva della concessionaria, oltre alla cessazione di alcune concessioni terze e alla riduzione degli annunci di pubblicità finanziaria.
I ricavi delle banche dati, pari a 25,0 milioni di euro, sono in diminuzione del 4,0% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. Per linea di prodotto, i ricavi delle banche dati di “Fisco e Lavoro” sono pari a 17,4 milioni di euro, in calo del 5,2%; i ricavi della linea prodotto “Diritto” sono pari a 4,9 milioni, in calo (-1,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2018 mentre i ricavi di “Edilizia e PA” sono pari a 2,8 milioni di euro, in calo dell’1,2% rispetto al pari periodo 2018.
I ricavi dell’Area Cultura, pari a 9,7 milioni di euro, risultano in diminuzione di 1,1 milioni di euro (-10,6%), rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.
La diffusione (carta + digitale) del quotidiano Il Sole 24 Ore da gennaio a settembre 2019 è complessivamente pari a 150.056 copie medie giorno (-10,4% rispetto all’omologo periodo dell’anno 2018). In particolare, la diffusione media giorno cartacea dichiarata ad ADS per il periodo gennaio – settembre 2019 è pari a 70.600 copie (-12,6% rispetto al periodo gennaio – settembre 2018). La diffusione digitale dichiarata ad ADS è pari a 79.456 copie medie giorno (-8,3% rispetto al periodo gennaio – settembre 2018). Il dato fa riferimento a quanto dichiarato dall’Editore ad ADS, considerando che il nuovo Regolamento aggiuntivo per l’esecuzione degli accertamenti ADS delle edizioni digitali, valido dalla dichiarazione di maggio 2017, prevede la possibilità di dichiarazione delle copie multiple e promozionali digitali in presenza di adoption.
«I primi nove mesi del 2019 – afferma il Gruppo 24 Ore – confermano la persistenza di condizioni di debolezza del mercato e di generale incertezza nell’economia italiana che influenzano, in particolare, l’andamento della raccolta pubblicitaria».
In tale contesto, il rinnovo dei vertici aziendali della Società ed il complessivo ridisegno organizzativo completato nel corso del periodo di riferimento, hanno tuttavia portato nuovi spunti ed opportunità che si sono già riflessi nel Piano Industriale 2019-2022. Il Gruppo ha individuato una serie di azioni commerciali e di sviluppo di nuovi prodotti e segmenti di mercato ritenuti idonei a contrastare il trend di mercato e a riaffermare il ruolo di leadership editoriale nel mondo economico-finanziario principalmente rivolto agli stakeholder business, attraverso iniziative finalizzate ad ampliare l’offerta di contenuti con una particolare spinta sui servizi digital e B2B e ad allargare la base clienti a nuovi segmenti di clientela attualmente non raggiunti dai prodotti del Gruppo.
L’obiettivo del 2019 consiste in un «recupero della redditività anche attraverso iniziative volte a perseguire il contenimento dei costi e una maggiore efficienza operativa, pur garantendo adeguati investimenti commerciali a supporto dei ricavi e in tecnologie abilitanti nuovi modelli operativi e di business, e mantenendo un adeguato equilibrio finanziario». (giornalistitalia.it)

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