Ciancio rompe ancora il silenzio, ma il Cdr ricorda che “la redazione è estranea e vittima”

Gazzetta del Mezzogiorno, prime vittime i giornalisti

La sede della Gazzetta del Mezzogiorno a Bari

BARI – Ennesimo botta e risposta tra il Comitato di redazione e l’editore della Gazzetta del Mezzogiorno. Per la seconda volta, Mario Ciancio Sanfilippo rompe, infatti, il silenzio sulla “Gazzetta” e, traendo spunto dall’editoriale del direttore Giuseppe De Tomaso, lancia strali contro «la scomposta e, per molti versi, farneticante teoria di commenti». L’editore ribadisce di aver già messo «la stragrande maggioranza del capitale sociale di Edisud, gratuitamente a disposizione di chiunque voglia, con intenti ed impegni seri, rilevare il giornale, laddove il “peso delle svalutazioni”, indicate nel bilancio 2018, appartiene alle decisioni di amministratori estranei alla mia persona, alla mia famiglia e alle mie società».
Il Cdr, però, ricorda a Ciancio che «la prima volta, il 6 maggio scorso, ha confermato il suo disimpegno come editore del giornale; sulla prima pagina di ieri, oltre a ribadire il disimpegno, ha aggiunto di non avere responsabilità sull’ultimo bilancio della Edisud Spa, il consuntivo 2018. Operazioni e responsabilità rispetto alle quali la redazione è estranea e vittima, avendone subìto tutte le possibili conseguenze».
«A stabilire se le cose sono nei termini enunciati dall’editore, saranno – ricorda il Cdr – le autorità giudiziarie chiamate a prendere decisioni sullo stato dei conti della stessa Edisud e della controllata Mediterranea Spa. In entrambe le società hanno un peso decisivo i manager indicati nei consigli di amministrazione proprio dalla famiglia Ciancio Sanfilippo: sono gli stessi che negli anni antecendenti il sequestro del 24 settembre 2018 (poi annullato il 24 marzo 2020 dal Tribunale di Catania) a carico dell’azionista siciliano, hanno messo in atto sistematiche azioni di taglio delle retribuzioni di giornalisti e poligrafici come unica forma di attività gestionale. Sono stati, inoltre, protagonisti di iniziative inutili quando non dannose per le sorti della testata».
«Sono gli stessi manager – rammenta il Cder – che, sempre negli anni di piena responsabilità della famiglia Ciancio Sanfilippo, non hanno versato le dovute quote di contributi previdenziali. Senza contare il mancato pagamento delle collaborazioni alla rete dei corrispondenti di Puglia e Basilicata».
«Fa piacere, anche se sorprende, intuire che adesso – incalza il Cdr – l’azionista prenda le distanze da quel management, la cui massima espressione è Franco Capparelli tuttora presidente della società Mediterranea e a lungo consigliere di amministrazione e direttore generale della Edisud sia sotto il controllo di Ciancio Sanfilippo sia durante i primi sei mesi di gestione commissariale affidata dal Tribunale di Catania ai professionisti siciliani Angelo Bonomo e Luciano Modica. Ma in tutta questa vicenda, ben oltre le righe scritte da Mario Ciancio Sanfilippo, resta una sola realtà: le vittime sono La Gazzetta Del Mezzogiorno, i giornalisti, i lavoratori tutti e i Lettori che chiedono solo di poter continuare ad essere informati dal giornale di Puglia e Basilicata».
«Chiarito questo, – conclude il Cdr – siamo già proiettati verso il futuro: le attestazioni di stima e le sia pur informali manifestazioni di concreto interesse arrivate da più parti, sono per noi il segno che il passato è già nel campo dell’accertamento delle responsabilità. Siamo proiettati a fare la nostra parte per scrivere le pagine future: ben presto sarà pronta la nostra cooperativa per cogliere ogni occasione di sviluppo e gestione. Comunque continueremo a lavorare e a portare ogni giorno la “Gazzetta” in edicola». (giornalistitalia.it)

Ciancio: “Ho sempre garantito autonomia ed indipendenza”

Ho letto con grande attenzione ed interesse il fondo del Direttore del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, Giuseppe De Tomaso, sul tema della crisi del giornale e dell’istanza proposta dalla Procura della Repubblica di Bari per far dichiarare il fallimento della società editrice Edisud spa ed ho deciso di interrompere il silenzio che mi ero imposto per non alimentare ulteriormente la scomposta e, per molti versi, farneticante teoria di commenti, ispirata dai “nuovi strumenti della comunicazione che stanno alla democrazia come una pornodiva sta alla verginità”, come li definisce il Direttore, al quale mi lega una lunga consuetudine di grande stima.

Mario Ciancio Sanfilippo

Il commento di De Tomaso ne fornisce una efficacissima sintesi allorquando afferma “una democrazia-democrazia si fonda su una stampa di qualità, che fa la differenza, non su un’orgia di like e di selfie, di insulti e di insinuazioni, in cui si rincorrono odio e autocelebrazione, bufale e maldicenze”. Ed io, nella mia lunga storia di editore, ho sempre garantito autonomia ed indipendenza a tutti i giornalisti che hanno lavorato per i miei giornali, mai facendo mancare ogni concreto sostegno per consentire loro di esprimersi in piena libertà.
Ma il fondo di De Tomaso mi consente di fare mio il titolo dell’altro articolo a corredo delle altre informazioni sulla vicenda: «Gazzetta, rischio di manovre speculative. Sull’ultimo bilancio della Edisud il peso delle svalutazioni» poiché ho già messo tutte le mie partecipazioni, che costituiscono la stragrande maggioranza del capitale sociale di Edisud, gratuitamente a disposizione di chiunque voglia, con intenti ed impegni seri, rilevare il giornale, laddove il “peso delle svalutazioni”, indicate nel bilancio 2018, appartiene alle decisioni di amministratori estranei alla mia persona, alla mia famiglia e alle mie società.

Mario Ciancio Sanfilippo

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