Aser e Odg Emilia–Romagna preoccupati per l’iniziativa delle due Camere Penali

A Modena e Reggio si “osserva” l’informazione

Giovanni Rossi, presidente Odg Emilia Romagna

Giovanni Rossi, presidente Odg Emilia Romagna

BOLOGNA – «Dopo che la Camera Penale di Modena, il 17 gennaio scorso, ha dato notizia di avere costituito un “Osservatorio sull’informazione giudiziaria” formato da quattro avvocati, anche la Camera Penale di Reggio Emilia sta per varare il proprio “Osservatorio locale sull’informazione giudiziaria”, “e ciò – spiegano – non già per intimidire chicchessia, ma per monitorare i meccanismi della comunicazione anche su base locale e per misurarli alla luce dei principi costituzionali”».
È quanto fanno notare, in maniera congiunta e con unanime allarme, Federazione nazionale della stampa italiana, Associazione della stampa dell’Emilia–Romagna, Ordine nazionale dei giornalisti e dell’Emilia Romagna, che incalzano: «Questa ulteriore iniziativa delle Camere Penali i cui avvocati sono coinvolti nel processo Aemilia non fa che accrescere la preoccupazione degli organismi di categoria rispetto a quelli che appaiono solo come tentativi di limitazione della libertà di stampa: la voglia di insegnare in casa d’altri è un male dei nostri tempi dal quale non pare immune chi si occupa del processo Aemilia».
«Nelle oltre 140 udienze del processo – incalzano gli organismi di categoria – i giornalisti sono stati presenti e, non senza difficoltà, hanno raccontato il processo. Attraverso il loro lavoro, i cronisti hanno acceso i riflettori su dinamiche che hanno contribuito a far emergere in tutta la sua violenza l’enorme problema rappresentato dalla penetrazione della ’ndrangheta sul territorio».
«Riteniamo che iniziative come queste, – concludono Fnsi, Aser, Odg nazionale e regionale – che fanno il paio con la richiesta di svolgere il procedimento a porte chiuse, siano atteggiamenti che puntano a limitare il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona». (giornalistitalia.it)

 

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