AMMAN (Giordania) — Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) condanna il fermo del giornalista russo-israeliano Andrey Khrzhanovskiy, noto professionalmente come Andrey X, e del giornalista statunitense Jasper Nathaniel da parte delle forze israeliane vicino a Umm Al-Khair, nella Cisgiordania occupata.
Gli arresti sono avvenuti in seguito a una violenta aggressione, perpetrata da coloni israeliani, ai danni dei due reporter e di una terza giornalista freelance, Adele Shoko.
Diversi video e fotografie mostrano coloni israeliani mentre aggrediscono Khrzhanovskiy.
Shoko ha riferito che i coloni hanno picchiato Khrzhanovskiy, facendogli perdere i sensi più volte, per poi sottrargli il telefono. Gli aggressori hanno, inoltre, spruzzato spray al peperoncino contro Nathaniel e hanno preso gli occhiali di Shoko. Quest’ultima ha reso noto che i coloni hanno impedito a un’ambulanza di portare via Khrzhanovskiy. Sapir ha confermato che i due giornalisti sono stati aggrediti e che Khrzhanovskiy, colpito alla testa, ha necessitato di cure mediche. Shoko sostiene che, nonostante le ferite riportate, sia stato negato loro l’accesso a trattamenti sanitari.
Filmati e testimonianze oculari confermano che Khrzhanovskiy e Nathaniel sono stati presi in custodia dalla polizia israeliana subito dopo il loro arrivo sul posto.
«Le autorità israeliane – afferma Sara Qudah, direttore regionale del Cpj – non possono pretendere di tutelare la sicurezza pubblica se, da un lato, trattengono giornalisti aggrediti durante lo svolgimento del proprio lavoro e, dall’altro, non chiamano a rispondere i responsabili di tali violenze. Mantenere i giornalisti in stato di fermo senza chiarire le basi legali del provvedimento — proprio mentre potrebbero avere ancora bisogno di cure mediche — aggrava il danno e trasmette un messaggio pericoloso: chi documenta le violenze dei coloni rischia di diventare, a sua volta, un bersaglio delle autorità».
La scorsa settimana, mentre si trovava a Benyamin, in Cisgiordania occupata, per effettuare delle riprese, Khrzhanovskiy è stato brevemente trattenuto e successivamente rilasciato in seguito a un’indagine. L’uomo ha dichiarato di dover rispondere di accuse prive di fondamento, tra cui quella di “sostegno a un’organizzazione terroristica”.
Questi episodi si inseriscono in una serie di eventi analoghi che hanno colpito giornalisti locali e stranieri nell’area; tra questi figurano aggressioni da parte delle Forze di difesa israeliane ai danni di reporter che seguivano un’incursione militare a Hebron, nonché l’espulsione di un giornalista portoghese. Nel settembre di quest’anno, il Committee to Protect Journalists ha documentato un’intensificazione degli attacchi da parte dei coloni contro i giornalisti in Cisgiordania.
Solo nel 2026, il Cpj ha censito almeno 16 episodi che hanno coinvolto non meno di 35 giornalisti, locali e internazionali, i quali hanno subito aggressioni fisiche, molestie, ostacoli al proprio lavoro o intimidazioni; l’ultimo caso in ordine di tempo ha riguardato la fotoreporter statunitense Heidi Levine.
Il Cpj ha contattato il portavoce della polizia israeliana per chiedere chiarimenti in merito alle basi legali, alle condizioni e al luogo in cui si trovano i due giornalisti, ma non ha ricevuto alcuna risposta. (giornalistitalia.it)









CONVENZIONI







