Banca EtruriaAREZZO – Nel corso dell’udienza preliminare di stamani per il processo del crac di Banca Etruria, il Tribunale di Arezzo ha «confinato i giornalisti al di fuori del perimetro del Tribunale. Non solo a distanza dal luogo dell’udienza, ma anche separati e lontani dal luogo nel quale i risparmiatori truffati possono manifestare». Lo denunciano l’Ordine e il Sindacato dei giornalisti della Toscana, che protestano per il trattamento riservato ai colleghi.
L’Ordine dei giornalisti della Toscana coglie l’occasione per rilevare, «ancora una volta, quanto le disposizioni del codice di procedura penale siano anacronistiche e penalizzanti per i cittadini, visto che i giornalisti sono tenuti a distanza dai fatti che devono raccontare. Impedire all’informazione di svolgere il proprio dovere in modo compiuto è il peggior modo per garantire oggettività e trasparenza».
Per questo, l’Odg della Toscana invita il presidente del Tribunale di Arezzo «a considerare l’opportunità di una diversa collocazione per i giornalisti che svolgono un servizio per la collettività e che devono dar conto all’opinione pubblica di una vicenda così rilevante, ma anche complessa».
L’Assostampa, invece, rilancia direttamente al ministro della Giustizia Andrea Orlando «che giusto poche settimane fa, incontrando i vertici della Fnsi, aveva manifestato la piena disponibilità nei confronti degli organi di informazione».
Il sindacato dei giornalisti della Toscana si appella, dunque, al Guardasigilli «per un intervento opportuno e assai auspicabile». (giornalistitalia.it)

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