Contro la cessione ad un acquirente ad oggi sconosciuto. Pronti 3 giorni di sciopero

Viversani e belli, giornaliste in agitazione

MILANO – Le giornaliste del settimanale “Viversani e belli” entrano in stato di agitazione «a seguito della comunicazione, da parte dell’editore, che sono alle battute finali le trattative per la cessione del 100% delle quote della testata a un acquirente che al momento non è stato reso noto».
A renderlo noto, è l’assemblea delle redattrici che spiega: «La decisione di cedere una testata storica della Casa Editrice Universo arriva dopo mesi di tentativi falliti, da parte dell’Associazione lombarda giornalisti, di aprire un tavolo di trattative a fianco della fiduciaria di redazione, alla quale era stata comunicata la necessità di pesantissimi tagli a fronte di stipendi già ai minimi sindacali».
Tutto questo «nonostante un “passivo” minimo della testata, – incalzano le giornaliste – di un utile milionario della Casa Editrice Universo e della disponibilità massima ad andare incontro all’editore, dimostrata già mesi or sono accettando una brand extension di Viversani con un notevole carico di lavoro a fronte di nessun riconoscimento economico».
«La fiduciaria e l’Alg non hanno potuto proporre nemmeno l’alternativa degli ammortizzatori sociali ai tagli prospettati, perché non sono state mai ricevute dai rappresentanti dell’editore, se non per comunicare la fase finale della cessione».
Per tutte queste ragioni, le giornaliste proclamano lo stato di agitazione e affidano alla fiduciaria un pacchetto di 3 giorni di sciopero.

IL SINDACATO GIORNALISTI: «TENUTI LONTANO CON L’ARROGANZA»

L’Associazione lombarda dei giornalisti e la Federazione nazionale della Stampa italiana sono a fianco delle giornaliste di ViverSani e Belli (Casa Editrice Universo), da ieri in stato di agitazione.
«Alle colleghe è stata annunciata la cessione della loro testata – sottolinea il sindacato dei giornalisti – dopo che si erano rifiutate di accogliere una proposta unilaterale dell’azienda di accettare un drastico e definitivo part-time senza alcuna prospettiva di rilancio della rivista».
Assostampa Lombarda e Fnsi «si riservano di adottare tutte le iniziative a loro disposizione per la tutela delle colleghe nei confronti di un Gruppo editoriale il cui atteggiamento arrogante ha tenuto il sindacato lontano da ogni possibile trattativa». (giornalistitalia.it)

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