Nuovo appello del segretario generale della Fnsi davanti all’ambasciata turca

Turchia, Lorusso: “Fermiamo la deriva liberticida”

Raffaele Lorusso stamane alla manifestazione davanti all’ambasciata turca

Raffaele Lorusso stamane alla manifestazione davanti all’ambasciata turca

ROMA – «La situazione in Turchia sta precipitando. La repressione avviata dal presidente Erdogan all’indomani del tentato colpo di Stato sta assumendo sempre di più i contorni di una deriva liberticida. Gli arresti di intellettuali, giornalisti, avvocati, magistrati, insegnanti si stanno moltiplicando».
È l’appello che il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso, componente del Comitato esecutivo Ifj, la federazione internazionale dei giornalisti, ha rinnovato durante la manifestazione, promossa stamane dalla Fnsi insieme ad altre associazioni, sotto la sede dell’ambasciata turca a Roma.
«Esprimo la mia più forte critica per l’arresto dello scrittore Ahmet Altan, una delle più importanti firme del giornalismo turco, e di suo fratello Mehmet Altan, a sua volta accademico ed economista di fama». Sono, invece, le parole del premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, lette nel corso dell’iniziativa organizzata dal sindacato dei giornalisti italiani per ribadire il netto “No” al bavaglio turco.
«Siamo qui per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica italiana – ha detto al megafono Raffaele Lorusso – su quanto sta accadendo in Turchia all’indomani del golpe dello scorso luglio».
La situazione in Turchia sta precipitando. La repressione avviata dal presidente Erdogan sta assumendo sempre di più i contorni di una deriva liberticida e gli arresti di intellettuali, giornalisti, avvocati, magistrati, insegnanti continuano a moltiplicarsi.
«Per questo – ha spiegato Lorusso – siamo qui oggi: la Federazione nazionale della stampa italiana è al fianco dei giornalisti turchi incarcerati e fa suo l’appello del premio Nobel Pamuk e quello degli intellettuali “contro la caccia alla streghe”, entrambi pubblicati da Repubblica, per chiedere alle istituzioni italiane ed europee di intervenire per fermare la soppressione delle libertà in Turchia».
A leggere l’appello degli intellettuali, al quale si sono uniti i rappresentanti dei giornalisti italiani e delle associazioni della società civile scesi in piazza, è stato il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury.
«Facciamo appello – recita la lettera aperta – ai democratici di tutto il mondo e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Turchia e della regione sulla quale esercita un ruolo di primo piano, perché protestino contro la vendetta che il governo sta portando avanti contro i suoi più brillanti pensatori e scrittori qualora non condividano il suo punto di vista».
Mentre, per ribadire l’impegno del quotidiano, che negli scorsi giorni ha rilanciato gli appelli di Pamuk e degli intellettuali, era in piazza anche il vicedirettore di Repubblica, Gianluca Di Feo.

 

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