Tre consiglieri gettano la spugna e altri 4 incalzano il presidente: “Ha fallito. Si dimetta”

Rivolta nell’Odg Veneto: chiesta la testa di Gargano

Giuliano Gargano, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto

VENEZIA – «Le dimissioni dal Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti del Veneto di tre consiglieri, Giacomo Costa del Corriere, Sara Barovier della Rai, e Francesca Mazzola dell’Arena, presentate nell’arco di due settimane, accertano definitivamente il completo fallimento della gestione dell’Ordine a direzione Giuliano Gargano».
Lo affermano i consiglieri regionali Claudio Baccarin, Lino De Marchi, Giorgio Gasco e Nicoletta Masetto evidenziando che «con la loro uscita i tre consiglieri non solo abbandonano anche le importanti deleghe, le uniche assegnate (tesoreria, segreteria, gestione informatica e prevenzione della corruzione), interrompendo a metà mandato il contributo su questi vitali settori, ma denunciano, ne siamo convinti, una pesante situazione che, pur avendo contribuito a sostenere con la loro sempre fedele adesione alle proposte del presidente, forse non erano più in grado di sopportare».
Baccarin, De Marchi, Gasco e Masetto ricordano che le dimissioni dei tre colleghi, Costa, Barovier e Mazzola, «arrivano al termine di un anno e mezzo dall’inizio della consiliatura nel corso della quale l’Ordine ha perso credibilità, autorevolezza e capacità di incidere sul futuro della nostra professione. Limitandosi a gestire pratiche e adempimenti puramente burocratici. E assumendo decisioni, quasi sempre a maggioranza, quanto meno dubbie».
Claudio Baccarin, Lino De Marchi, Giorgio Gasco e Nicoletta Masetto pensano, dunque, «che sia giunto il momento di farla finita e che il maggiore responsabile dello sfacelo abbia l’onestà e il coraggio di aggiungere a quelle dei tre consiglieri, anche le sue dimissioni, favorendo nuove elezioni. Sono molte ed evidenti le ragioni che hanno portato a questa situazione: alcune, riferite a impegni mai mantenuti; altre riferite a scelte prese a maggioranza, quanto meno opinabili».
«L’esempio più eloquente di questa incapacità a governare l’Ordine – spiegano i quattro consiglieri – è la fallimentare gestione di uno dei settori che per anni è stato il fiore all’occhiello delle attività del Consiglio del Veneto: la formazione. Non siamo stati capaci di pensare al suo rinnovamento, al suo adattamento alle sempre nuove esigenze di una professione in continua evoluzione, e rinunciato per pigrizia a proporre e organizzare i corsi necessari a ottenere i “classici” crediti, accontentandoci, invece, di validare iniziative e proposte provenienti da benemeriti soggetti esterni, primo tra tutti il sindacato. E non poteva che essere così, privi come siamo ancora del delegato di settore, preposto a questa delicata incombenza. Questa colpevole disattenzione è anche alla base del “non utilizzo” di una somma piuttosto consistente (circa 70mila euro) riservataci dall’Ordine nazionale a patto che avessimo programmato iniziative attinenti alla formazione».

Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti del Veneto all’epoca dell’insediamento

«Tra le decisioni discutibili, assunte con il nostro voto contrario», ricordano Baccarin, De Marchi, Gasco e Masetto «quella relativa alla nuova sede, nulla di più di un dignitoso ufficio a Mestre, privo però delle caratteristiche di rappresentanza e di luogo deputato a possibili incontri e eventi, sulla falsariga della ormai tanto rimpianta sede di Calle Pezzana; e l’affidamento di consulenze, di non scarsa portata economica, senza tener conto delle disposizioni previste per gli enti pubblici dalla normativa nazionale su corruzione e trasparenza che obbligherebbero alla rotazione degli incarichi».

La vecchia sede dell’Odg Veneto nel prestigioso edificio di Calle Pezzana San Polo 2162 a Venezia

«Nel programma con cui ci siamo presentati alle elezioni del 2021 – incalzano i quatto consiglieri dell’Odg Veneto – c’era anche l’impegno a favorire un rapporto più costante e aperto del Consiglio con gli iscritti; impegno che avrebbe dovuto avere come perno l’ammodernamento del nostro sito ormai obsoleto, burocratico e di scarsa leggibilità. Un sito che avrebbe dovuto, a nostro avviso, contenere anche tutti gli atti e le delibere del Consiglio, con le posizioni espresse dai consiglieri. Battaglia finora persa, con le scuse più disparate, tra le quali la presunta necessità di salvaguardare la segretezza delle nostre riunioni».
«È difficile immaginare – sottolineano Baccarin, De Marchi, Gasco e Masetto  – che la situazione possa mutare di qui alla fine della consiliatura. In costanza di un Consiglio abituato a decidere a colpi di maggioranza, produttore di atti dal percorso decisionale non sempre chiaro e comunque poco partecipato: come avvenuto ultimamente con le numerose delibere di spesa per il trasloco e per l’acquisto di nuovi mobili, tuttora non trasmesse al Consiglio; o come la decisione di cedere gratuitamente alla Guardia di Finanza parte dell’arredo dell’ormai ex sede di Calle Pezzana».

La nuova sede dell’Odg Veneto nella palazzina di Piazza XVII Ottobre 54 a Mestre

«Serietà e coerenza – incalzano i quattro consiglieri – imporrebbero, perciò, di chiudere qui la partita con le dimissioni di chi ha generato questa situazione, il presidente Giuliano Gargano che ha dimostrato, con pervicacia di procedere con una gestione personalistica, di uomo solo al comando, a colpi di maggioranza senza confronto con chi ha prospettato idee e sentieri alternativi con il solo spirito di servizio a favore degli iscritti».

Il presidente del Cnog, Carlo Bartoli, chiamato in causa per “sanare una situazione di fatto insostenibile, destinata a screditare la categoria”

«Sappiamo che la legge elettorale – evidenziano i quattro consiglieri – non consente automaticamente nuove elezioni. Neppure in presenza di dimissioni multiple, cui è d’obbligo rimediare con la surroga dei non eletti. Però, è evidente anche ai vertici nazionali dell’Ordine, che in Veneto non è possibile procedere con semplice surroga. È necessario, invece, procedere con nuove elezioni. Possibili con le dimissioni del presidente dell’Ordine del Veneto. Pertanto, chiediamo al direttivo nazionale e al presidente Carlo Bartoli di prendere cognizione di quanto sta accadendo e di provvedere, per quanto di loro competenza, a sanare una situazione di fatto insostenibile, destinata a screditare la categoria». (giornalistitalia.it)

 

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