Dal Corecom del Lazio per il reportage di Left in Kenya “Come si vince il torneo della vita”

Premio Fratelli tutti 2021 a Valerio Giacoia

Valerio Giacoia in Kenya

ROMA – Con un lungo reportage dal Kenya intitolato “Come si vince il torneo della vita”, pubblicato a maggio scorso dal settimanale Left, diretto da Simona Maggiorelli, al giornalista Valerio Giacoia è andato il primo premio nella sezione “Carta stampata” del Premio “Fratelli tutti 2021”.
Il premio, promosso dal Corecom de Lazio, il comitato regionale per le comunicazioni, è ispirato ai contenuti della terza Lettera Enciclica di Papa Francesco, scritta nel suo ottavo anno di pontificato e pubblicata nell’ottobre del 2020, nella quale Bergoglio indica fraternità e amicizia sociale come uniche vie per costruire un mondo migliore, più giusto e pacifico e contro le guerre e la globalizzazione dell’indifferenza.
Nel reportage Giacoia ha raccontato dell’esperienza vissuta con i bambini di uno sperduto villaggio di Watamu, tra i più poveri al mondo e a pochi chilometri dalla più conosciuta Malindi, ai quali oltre agli aiuti alimentari e logistici aveva portato in dono – grazie anche alla Fit – set di racchette e palline per giocare a tennis, sport mai conosciuto in quella realtà, “per regalare a quei bambini – ha detto – anche un po’ di gioia, cibo per l’anima”.
In Kenya Giacoia si era già recato nel 2007 per seguire il caso di due nostri connazionali messi in carcere da innocenti a Nairobi, la capitale, ignorati dalla stampa italiana e dalla nostra diplomazia. Grazie alla collaborazione tra Quotidiano della Calabria e Corriere della Sera, le uniche due testate che si interessarono alla vicenda e che organizzarono all’epoca una martellante campagna di sensibilizzazione, i coniugi Angelo Ricci ed Estella Furuli, lei argentina di origini calabresi, furono liberati dopo due anni di grandi sofferenze e scagionati dall’accusa di aver preso parte a un gigantesco traffico di droga.
Valerio Giacoia è stato anche ideatore e promotore della campagna internazionale per salvare la vita, nel marzo del 2001, alla giovane nigeriana Safiya Husseini, condannata alla lapidazione da un tribunale islamico oltranzista per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio, convincendo la Federazione Italiana Gioco Calcio a dedicare una giornata a questa donna e lanciare perciò dagli stadi italiani un grido di dolore nel tentativo, poi riuscito, di fermare la mano degli assassini confidando nella passione dei nigeriani per il calcio italiano: tutti i giocatori di serie A e B e le terne arbitrali scesero in campo con la maglia e la scritta “Chi scaglia la prima pietra?”, e quel “grido” dall’Italia fu ascoltato.
Oggi apprezzato commentatore al Quotidiano del Sud, Valerio Giacoia, cosentino, 58 anni, collabora anche al Venerdì di Repubblica e a Left. Ha lavorato per lunghi anni tra Roma e Milano (tra gli altri Ansa e Mondadori). Spessissimo in giro per il mondo per raccontare delle vicende di popolazioni dimenticate e oppresse. Quindi Medio Oriente, in Siria, in occasione dello scoppio della Primavera Araba, e anche di recente ad Aleppo; America Latina, tra le favelas di Buenos Aires, e poi tanta Africa, tra Nigeria, Camerun, Etiopia e a gennaio scorso dunque in Kenya per documentare delle spaventose condizioni di vita di tante persone.

Valerio Giacoia in Camerum

La cerimonia di premiazione di “Fratelli Tutti 2021” si terrà giovedì 3 febbraio prossimo presso la Sala “Mechelli” del Consiglio Regionale del Lazio, a Roma, al termine di un convegno dal titolo “La comunicazione sociale al tempo del Covid-19”. A ottobre scorso a Valerio Giacoia era stato assegnato, a Cosenza, il Premio “Antonio Alimena”, alla sua nona edizione, organizzato dal Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia.
Nella motivazione, il presidente Angela Gatto scrive che il riconoscimento è stato conferito «per un’informazione basata sull’etica della parola e per l’attenzione giornalistica verso l’educazione alla bellezza, per l’impegno umanitario e il volontariato internazionale, per le lotte a sostegno dei diritti civili e contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per l’attenzione verso la dignità della persona e la promozione di iniziative di solidarietà in contesti di sottosviluppo economico e sociale». (giornalistitalia.it)

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