Giornalisti: “Digiuno e sciopero”. Editore: “Sì al dialogo, ma urge il risanamento”

Periodici San Paolo, così si rischia il collasso

Periodici San PaoloMILANO – “Una giornata di digiuno e di sciopero dei giornalisti di Famiglia Cristiana, voce storica e prestigiosa della società e della Chiesa italiane, per salvare la testata e lanciare un drammatico grido d’aiuto”. È la decisione, presa all’unanimità, per la giornata di giovedì 14 dicembre, dall’assemblea dei giornalisti della Periodici San Paolo, che pubblica le testate Famiglia Cristiana, Credere, Jesus e Il Giornalino.
Esprimendo la loro “preoccupazione per il futuro delle testate e dei posti di lavoro”, i giornalisti affermano che “con questo digiuno vogliamo denunciare con sgomento che l’azienda non ha alcuna idea seria e credibile di futuro, rappresentata dall’assenza di un piano industriale degno di questo nome, se non quella di tagliare lo stipendio dei giornalisti e impiegati imponendo solo tagli, sacrifici e umiliazioni. L’azienda non può chiedere ai giornalisti la collaborazione per lanciare nuovi prodotti editoriali senza metterli nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro, sia pure in emergenza e con ulteriori inevitabili sacrifici che sappiamo già di dover fare”.
Con questo digiuno la redazione intende “dire no alla logica del ricatto da parte dell’azienda che vuole continuare ad agire, in maniera indiscriminata, sul taglio degli stipendi dei giornalisti e degli impiegati chiedendo un impegno di lavoro quasi triplicato. Di questo passo, fra qualche mese, anche percepire lo stipendio diventerà agli occhi dei vertici aziendali un odioso privilegio da estirpare in nome della crisi”.
Nel “respingere con forza il pregiudizio aziendale che ci considera dei privilegiati e degli irresponsabili dopo quattro anni di ammortizzatori sociali (solidarietà e cassa integrazione)”, l’Assemblea dei giornalisti sostiene di aver “visto vicedirettori costretti a dimettersi o collocati in cassa integrazione a zero ore. Abbiamo visto un’intera redazione costretta a subire una pesantissima decurtazione dello stipendio per evitare il licenziamento di sette colleghi alla vigilia del Natale 2015. Abbiamo visto quello che è accaduto agli impiegati non giornalisti: cassa integrazione fino al 50, 70 e anche 100 per cento, con casi di persone che sono state messe letteralmente alla porta”.
“Con questo digiuno – concludono i giornalisti – vogliamo gridare tutta la nostra indignazione perché, a causa dell’atteggiamento di questa dirigenza, è venuto meno lo spirito di collaborazione tra credenti laici e consacrati sancito dal Concilio Vaticano II e che fino a qualche anno fa, pur nella diversità di vedute, è stato vissuto con successo all’interno della Periodici San Paolo”.
La Periodici San Paolo, nel replicare, esprime “costernazione, stupore e rammarico” per la pubblicazione del comunicato dei propri giornalisti con il quale proclamano una giornata di digiuno e di sciopero per il giorno 14 dicembre 2017.
“Costernazione – sottolinea la Periodici San Paolo – per i toni aggressivi e per i contenuti che ci lasciano allibiti: tanti insulti, attacchi personali, vere e proprie falsità, ricorso artificioso a luoghi comuni che nulla hanno a che vedere con la problematica, nessuna apertura o proposta, tanta gratuita e immotivata indignazione. Stupore perché, a fronte di due incontri già fissati per mercoledì 13 dicembre (con il Comitato di redazione) e per martedì 19 dicembre a Roma presso il tavolo nazionale (con Cdr, Fieg e Fnsi), non riusciamo a capire come si possa affermare che l’azienda non sia disponibile al dialogo e al confronto”.
“Va detto – precisa San Paolo Periodici – che dal mese di settembre in poi quasi ogni settimana i responsabili aziendali si sono seduti attorno a un tavolo con il Cdr per trovare insieme una strada percorribile che permettesse di far fronte alla grave situazione economica e ponesse le basi per una ripresa così da assicurare un futuro di lavoro per tutti. Abbiamo anche incontrato l’Assemblea dei giornalisti in modo da condividere con tutti la difficile situazione aziendale”.
San Paolo Periodici esprime anche “rammarico perché si sta dimenticando lo sforzo fatto in questi anni difficili da parte del Gruppo Editoriale San Paolo per preservare, per quanto possibile l’occupazione. Ogni nostra azione è sempre stata improntata al pieno rispetto dei diritti dei singoli, nella piena osservanza delle norme di legge, di contratto e aziendali. Ne è prova tangibile il percorso di confronto con tutte le risorse aziendali iniziato da molti mesi e per quanto ci riguarda mai interrotto fino ad oggi”.
“Indipendentemente, comunque, dalla ingiustificata presa di posizione dell’Assemblea dei giornalisti”, l’azienda ribadisce, ancora una volta, “la volontà di portare a compimento l’azione di risanamento. Lo potrà fare esclusivamente con il contributo e la collaborazione di tutti”. (giornalistitalia.it)

 

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