Giancarlo Tartaglia e quel diario sugli “stravaganti usi politici degli abitanti locali”

La Terza Repubblica vista da un marziano

Giancarlo Tartaglia e il suo ultimo libro

ROMA – In tempi di Coronavirus siamo pieni di incertezze. Non sappiamo quando finirà quest’emergenza. «Ma non sappiamo neppure quando finirà questa legislatura. Una legislatura nata abbastanza strana. Una legislatura che si è presentata alla storia come una nuova era. Una terza Repubblica».
Parole – e riflessioni – di Giancarlo Tartaglia che, con l’arguzia sorniona a cui ci ha abituati, incalza: «Una legislatura che avrebbe fatto l’Italia “più bella e superba che pria”, che avrebbe eliminato la miseria. Una legislatura che avrebbe aperto le porte alla democrazia diretta e che avrebbe eliminato, appunto, quelle inutili sovrastrutture che sono il Parlamento, che sono le assemblee e che sono i giornali, l’informazione. Una legislatura che non sappiamo come andrà a finire».
Fermi tutti. Perché «sappiamo, però, che tutto quello che è successo – ci spiega lo storico direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – è stato documentato da un marziano, capitato per caso a Roma e che ha annotato in un suo diario tutto ciò che stava accadendo fino al momento in cui ha deciso di lasciare la città eterna perché arrivava il Coronavirus».
Ebbene, «questi appunti di un diario della Terza Repubblica noi li abbiamo trovati – annuncia a noi mortali Tartaglia – e oggi li pubblichiamo senza nessun commento. In effetti, il marziano non ha lasciato analisi della situazione, ha soltanto registrato le dichiarazioni, spesso contraddittorie, degli interpreti. E oggi queste dichiarazioni noi le pubblichiamo per chi volesse, domani, documentarsi a futura memoria su ciò che è avvenuto nella Terza Repubblica».
Il volumetto, da leggersi tutto d’un fiato, non poteva, dunque, intitolarsi se non “La Terza Repubblica vista da un marziano”. La firma in copertina è, appunto, quella di Giancarlo Tartaglia, che, una volta scoperti i diari vergati dall’extraterrestre, si è concesso il lusso di pubblicarli per i tipi di All Around Edizioni (il libro – 160 pagg, 15 euro – può essere comodamente acquistato on line sul sito della casa editrice o su Amazon).
Che la lettura sia in grado di suscitare interesse e una viva curiosità lo garantisce l’incipit del libello scritto dal marziano Tartaglia: «La Terza Repubblica ha superato di gran lunga la fantasia dell’autore di Hellzapoppin e nessun terrestre riesce a raccapezzarcisi, figuriamoci un marziano. È capitato, infatti, che un marziano, condannato al confino per reati politici, sia stato inviato per alcuni anni nella colonia penale più infernale dell’universo, situata agli estremi confini della galassia: nella città di Roma! E qui, per non morire di noia, si è messo a osservare gli stravaganti usi politici degli abitanti locali.
Non riuscendo a comprenderli ha deciso di appuntarli in un diario, … finché ha potuto, fino a quando la mente gli ha retto e gli ha consentito di andare oltre la logica e la fantasia.
Alla fine ha ceduto. Poveretto. Non tornerà più su Marte. Ci ha lasciato questi suoi appunti di diario. Attenzione, però, dobbiamo avvertire il lettore che volesse avventurarsi nell’impresa di leggerli che lo farà a suo rischio e pericolo.
Siamo certi, infatti, che se Niccolò Machiavelli li avesse letti si sarebbe rifiutato di scrivere Il Principe e si sarebbe suicidato».
La voglia di girare pagina e inseguire gli appunti extraterrestri è assicurata. Quella di rimanere saldi a terra, un po’ meno. (giornalistitalia.it)

GIANCARLO TARTAGLIA, già direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e oggi Segretario generale della Fondazione sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi”, è stato collaboratore di Nord e Sud, La Voce Repubblicana, Roma, La Gazzetta del Mezzogiorno, Nuova Antologia.
Ha pubblicato studi e ricerche sul mondo laico e democratico italiano. In particolare, “I Congressi del partito d’Azione 1944/1946/1947” (Ed. Archivio Trimestrale 1984), “Un secolo di giornalismo italiano. Storia della Federazione nazionale della stampa italiana I (1877-1943)”, Mondadori 2008.
E ancora: “La Voce Repubblicana. Un giornale per la libertà e la democrazia” (Ed. Voce Repubblicana 2012), “Francesco Perri dall’antifascismo alla Repubblica” (Gangemi Editore 2013), “Il giornale è il mio amore” (All Around 2018).
Ha, inoltre, curato il volume di Michele Cifarelli, “Libertà vò cercando… Diari 1934-1938” (Rubbettino 2004) e i primi due volumi “Scritti 1925-1953” (Mondadori 1988) e “Scritti 1953-1958” (Presidenza del Consiglio dei Ministri 2003) dell’opera omnia di Ugo La Malfa; “Agli italiani”, alcune pagine di Giuseppe Mazzini (All Around 2017) e la raccolta di scritti di Paolo Murialdi “L’informazione tra riforma e controriforma” (All Around 2019).

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