Assostampa Toscana sul caso delle sorelline morte nel campeggio di Marina di Massa

Il diritto di cronaca non si esercita via WhatsApp

Sandro Bennucci (presidente Ast) e Stefano Fabbri (consigliere nazionale Fnsi)

MASSA – Alcuni colleghi impegnati nel servizio di cronaca relativo alla drammatica vicenda delle sorelline morte nel campeggio di Marina di Massa, hanno segnalato all’Associazione Stampa Toscana criticità nell’ottenere informazioni relative agli accertamenti e alle indagini sul caso. Invece di briefing quotidiani con la stampa, le notizie arriverebbero solo attraverso sporadici messaggi WhatsApp.
L’Associazione Stampa Toscana ha scritto al Procuratore capo della Repubblica di Massa, dottor Piero Capizzoto, richiamando anche il decreto legislativo del 20 febbraio 2006, che disciplina i rapporti della magistratura con gli organi d’informazione, chiedendo di facilitare il lavoro dei colleghi in nome del diritto di cronaca, magari attraverso briefing o incontri quotidiani tesi a focalizzare meglio le informazioni da diffondere.
Assostampa Toscana, presieduta da Sandro Bennucci, dopo aver ricordato i suoi ottimi rapporti con la magistratura (concretizzati dal protocollo, primo in Italia, firmato con la Corte d’Appello, la Procura Generale, la Procura della Repubblica e il Tribunale di Firenze per l’accesso di giornalisti, fotoreporter e telecineoperatori a Palazzo di Giustizia), ha ribadito la necessità di avere un’informazione puntuale, soprattutto nell’interesse dei cittadini. (giornalistitalia.it)

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