Sul tavolo della Commissione regionale le nuove sfide della professione giornalistica

Calabria: più tutele per il lavoro autonomo

REGGIO CALABRIA – Definizione dei parametri dell’equo compenso per i lavoratori autonomi, mancata applicazione dell’accordo sul lavoro autonomo previsto dal contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi e maggiori tutele per i giornalisti free lance. A partire dalla salvaguardia della Gestione Separata dell’Inpgi che, oltre ad essere strutturalmente in avanzo, è cresciuta notevolmente nell’arco di oltre vent’anni e, con oltre 47mila iscritti, merita una governance autonoma e differenziata dalla Gestione principale.

Raffaella Salamina

Questi i temi sul tavolo della Commissione Regionale Lavoro Autonomo della Calabria, presieduta da Raffaella Salamina, recentemente eletta dal Sindacato Giornalisti della Calabria alla presenza del segretario Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi.
Ad affiancare Raffaella Salamina (che farà parte della Commissione Nazionale Lavoro Autonomo) e Francesco Cangemi (in Assemblea Nazionale Lavoro Autonomo), saranno Valeria Bonacci, Manuela Foti, Paola Abenavoli, Francesca Caiazzo e Giusy Ciprioti.
Soddisfazione viene espressa per la proroga, al 29 febbraio, del progetto di welfare congiunto Inpgi-Casagit W-IN, la nuova tutela di assistenza sanitaria per i giornalisti liberi professionisti che consente di accedere alla copertura delle spese sanitarie effettuate a partire dal 1° gennaio 2020.

Francesco Cangemi

Il costo dell’iscrizione è interamente a carico dell’Inpgi per i tre anni previsti dalla convenzione Inpgi-Casagit (fino al 30 giugno 2022), senza alcun impegno per eventuali periodi successivi. Requisiti essenziali: essere giornalisti, liberi professionisti e freelance, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inpgi; essere in regola con i versamenti dei contributi previdenziali della gestione separata; aver percepito, nel triennio 2015-2017, un reddito medio compreso tra 2.100 euro e 30.000 euro lordi annui.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla lungimiranza dell’allora presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, che ha sottoscritto l’accordo con il presidente della Casagit, Daniele Cerrato, stanziando tre milioni di euro annui della Gestione Separata, per un periodo sperimentale di tre anni, per un totale complessivo, quindi, di 9 milioni di euro, destinati al finanziamento di un programma di assistenza sanitaria integrativa dal costo unitario di 500 euro l’anno per ciascun aderente. Provvedimento reso recentemente esecutivo dopo l’approvazione della delibera da parte dei ministeri vigilanti. (giornalistitalia.it)

 

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