Trovato in una pozza di sangue nel suo ufficio. La famiglia pensa ad una vendetta

Assassinato a pugnalate il giornalista Kishore Dave

Kishore Dave

Kishore Dave

AHMEDABAD (India) – Assassinato a pugnalate mentre era intento a scrivere un articolo per il suo giornale. Si tratta del giornalista indiano Kishore Dave, 53 anni, colpito mortalmente, nella tarda serata di lunedì, da uno sconosciuto che, con un coltello affilatissimo, gli ha inferto sei coltellate al petto e all’addome. A ritrovarlo senza vita, in una pozza di sangue, è stato un assistente.
Dave era il responsabile della redazione di Junagad del quotidiano “Jai Hind” ed  era solo quando è stato aggredito e ucciso. A rendere più difficile il lavoro di polizia e inquirenti, il fatto che nella zona non ci siano telecamere di sicurezza.
“Sembra che dietro l’omicidio vi siano attriti di natura personale”, ha dichiarato un alto funzionario di polizia, chiedendo di restare anonimo.
Nessun sospetto, dunque, almeno per ufficialmente, ma i parenti di Kishore Dave ritengono come probabile assassino il figlio di un politico locale, Ratilal Suraj del BJP. Il figlio, un medico di nome Bhavesh Suraj, avrebbe ritenuto il giornalista responsabile per l’uscita su alcuni giornali locali di articoli riguardanti un caso di violenza sessuale in cui lui era coinvolto. Il quotidiano per cui Kishore Dave lavorava non ha pubblicato alcun articolo sul caso, ma il giornalista era stato arrestato nell’ottobre dello scorso anno con l’accusa di aver diffamato il medico attraverso messaggi WhatsApp, scomparsi dopo che il cronista ha ottenuto la libertà su cauzione.

Philippe Leruth

Philippe Leruth

Il presidente dell’Ifj, Philippe Leruth, nel condannare fermamente l’assassinio di Kishore Dave, garantisce il pieno sostegno della Federazione internazionale dei giornalisti ai colleghi indiani, sollecitando che venga rapidamente fatta piena luce sul caso.
“Non è irrilevante – sottolinea Leruth – che l’omicidio di Dave sia avvenuto dopo una sua inchiesta su una presunta cattiva condotta da parte dei politici in India. Chiediamo, pertanto, al governo indiano di prendere in considerazione la legge speciale per la protezione dei giornalisti”. (giornalistitalia.it)

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