Neri Paoloni

ROMA – Lutto nel giornalismo romano e negli istituti di categoria dei giornalisti. È morto a Roma, all’età di 85 anni, Neri Paoloni, per una vita stimato giornalista parlamentare e, soprattutto, signore del giornalismo inteso come strenua e rigorosa difesa della professione. Si è spento oggi, alle ore 14,30, nel reparto di terapia intensiva del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma dove, dal 15 luglio scorso, era ricoverato dopo essere stato travolto da un’auto.
Nato a Roma il 4 aprile 1934, laureato in giurisprudenza all’Università “La Sapienza” di Roma, era giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 1 marzo 1962. Assunto all’Ansa come cronista parlamentare, ha collaborato con il Corriere della Sera diretto da Alfio Russo e Giovanni Spadolini. Dodici anni dopo, nel 1974, l’assunzione all’Aga, l’Agenzia Giornali Associati, come caposervizio e commentatore politico.
Numerosi colleghi di lui hanno il ricordo delle grandi battaglie sindacali che lo hanno visto protagonista nel sindacato e nell’Inpgi, l’Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani nel quale, per tanti anni, è stato consigliere generale e consigliere d’amministrazione.

Neri Paoloni

Pensionato dal 1997, alla fine del 1998 si era trasferito a Londra dove, per conto della Fnsi, aveva costituito l’Associazione dei Giornalisti Italiani di Gran Bretagna, divenendone presidente. Un periodo, quello britannico, nel quale aveva continuato a scrivere da corrispondente dell’Aga e di Radio In Blù.
Oltre alla passione per la professione, il padre Goliardo – che è stato presidente dell’Associazione Stampa Romana – e il nonno Francesco (tra i fondatori della Federazione Nazionale della Stampa) erano riusciti a trasmettergli anche quella per il sindacato, tanto che, con grande entusiasmo, sia prima che dopo la parentesi inglese, si era impegnato nel Consiglio Direttivo di Stampa Romana e nella Fnsi. Era anche un grande appassionato di cinema e con i colleghi sempre straordinariamente allegro e dalla battuta pronta, ma sempre fatta con grande stile.
Rientrato in Italia nel 2006, aveva ripreso l’attività di commentatore politico per l’Aga e l’impegno sindacale, con un ruolo attivo nell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati.
Recentemente aveva versato alla Fondazione Murialdi l’archivio del nonno Francesco Paoloni (1875-1956) composto da carte, documentazione e corrispondenze relative all’attività di Paoloni nel Partito socialista, nella direzione di giornali, fra i quali “Il Popolo d’Italia” e “Il Mattino”, nell’attività sindacale che lo ha visto, tra l’altro, segretario del Sindacato Fascista dei Giornalisti.
Viveva a Roma in compagnia del suo inseparabile cane Poldo, rientrato con a lui da Londra tredici anni fa, che ha animato le sue giornate e gli è stato fedele fino all’ultimo giorno della sua vita. Lascia il figlio Francesco. Da domani mattina, mercoledì 31 luglio, la camera ardente al “Gemelli”.(giornalistitalia.it)

4 risposte a “Addio Neri Paoloni, giornalista gentiluomo”

  1. Jean-Luc Giorda dice:

    Ciao Neri, maestro di stile e ironia nella professione e nella vita.

  2. Francesco Damato dice:

    Grandissimo signore, davvero, e professionista di qualità.

  3. Claudio Sonzogno dice:

    Informato, acuto e imparziale analista politico, è stato un’importante conoscenza e un tenace collaboratore.

  4. Simonetta dice:

    Una bellissima persona, nostro affezionato cliente da sempre…il tavolo RISERVATO A POLDO rimarrà per sempre…

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