In prima linea per il pluralismo e la libertà di stampa, è stato tra i dirigenti di Mediacoop

Addio Giancarlo Aresta, con “il manifesto” nel cuore

Giancarlo Aresta

ROMA – Lutto al quotidiano comunista “il manifesto”. È morto, a Roma, Giancarlo Aresta. Nato a Terlizzi, in provincia di Bari, il 7 maggio del 1945, giornalista, docente universitario e direttore della casa editrice De Donato, è stato un autorevole dirigente del Pci a Bari fino alla svolta post 1989.
Da sempre vicino al quotidiano “Il manifesto”, è stato parte importante della vita del giornale, per lunghi anni con ruoli di responsabilità nella cooperativa editrice.
In prima linea per il pluralismo e la libertà di stampa, è stato tra i dirigenti di Mediacoop, l’organizzazione nata per rappresentare le testate in cooperativa.
Nella sinistra della cultura ha ricoperto ruoli di responsabilità anche nella cooperativa editrice del quotidiano comunista “il manifesto”. Fu esponente del Pci nelle giornate roventi dell’omicidio a Bari di Benedetto Petrone nel novembre e dicembre del 1977.
Dopo la svolta della Bolognina non aderì mai al percorso del Pds, Ds e Pd. Fu consigliere d’amministrazione dell’Istituto autonomo case popolari di Bari dal 1982 al 1987.
Giancarlo Aresta lascia la moglie Alba Sasso, collaboratrice del “manifesto”, già parlamentare nel 2001 con l’Ulivo, poi assessore regionale al Diritto allo studio nel 2010 in Puglia, le figlie Francesca con Paolo e Marinella con Luca, i nipoti Iacopo, Eva e Lorenzo.
“Bari perde un altro protagonista della vita politica amministrativa del suo recente passato: Giancarlo Aresta. Già docente universitario e direttore della casa editrice De Donato, fine intellettuale, giornalista e opinionista, sempre in prima linea per il pluralismo e la libertà di stampa”. Lo afferma il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in una nota di cordoglio per la scomparsa
dell’intellettuale pugliese.
“Giancarlo oltre al suo impegno, autorevole e appassionato, in consiglio comunale, negli anni Ottanta – afferma Decaro – sarà ricordato per le sue analisi profonde sulle dinamiche sociali e le trasformazioni della rappresentanza politica. La sua smisurata passione politica, la sua capacità di analisi, la sua coerenza e l’impegno militante lo portarono ad essere dirigente del Partito Comunista, di cui è stato segretario nella nostra città negli anni difficili della contrapposizione ideologica”.
“Consigliere comunale, attento e sensibile alle evoluzioni della società barese, fu uno dei protagonisti delle prime esperienze di governo cittadino affidate alle formazioni laiche e di sinistra. Alla moglie Alba Sasso, alle figlie Marinella e Francesca e a quanti l’hanno conosciuto e amato – conclude Decaro – a nome mio personale e della comunità barese, giungano le espressioni del nostro profondo cordoglio e affetto”. (giornalistitalia.it)

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