Storico leader di Stampa Democratica e coordinatore degli enti aveva 83 anni

Addio al giornalista Giovanni Negri

Giovanni Negri

MILANO – Addio a Giovanni Negri, storico leader della componente “Stampa Democratica” e per anni protagonista, non sempre compreso e condiviso, dei destini della categoria dei giornalisti per la quale è stato, tra l’altro, coordinatore degli enti.

Giovanni Negri

A lungo presidente dell’Associazione Lombarda Giornalisti, dopo Walter Tobagi, Giorgio Santerini, Maurizio Andriolo e Mariagrazia Molinari, è stato consigliere generale dell’Inpgi, delegato della Casagit e anche attualmente consigliere nazionale Fnsi.
Nato a Camparada, in provincia di Milano, il 3 aprile 1943, era giornalista professionista iscritto all’Ordine della Lombardia dal 2 giugno 1983. Contrariamente a tanti colleghi che lo rinnegano, Giovanni andava orgoglioso del suo passato, ricordando sempre che era entrato nel mondo del giornalismo come correttore di bozze alla Rizzoli. Con il contratto da poligrafico, si era subito impegnato nel sindacato che, nel 1972, lo aveva eletto nella segreteria unitaria di Cgil-Cisl-Uil. Sin dal 1964, comunque, aveva cominciato a collaborare con i periodici Sorrisi e Canzoni, Oggi e L’Europeo, ma anche con il quotidiano socialista l’Avanti!

Lorenzo Del Boca, Giuseppe Gallizzi e Giovanni Negri al Circolo della Stampa di Milano

Nel 1979 la svolta con l’opportunità di lasciare il lavoro di correttore di bozze, quindi, il sindacato dei poligrafici, per dedicarsi completamente alla professione giornalistica. Assunto in Rcs, ha lavorato alla Domenica del Corriere, per i notiziari di Radio Monte Carlo confezionati da Rcs e per il magazine del Corriere della Sera “Io Donna”, il giornale nel quale ha concluso la carriera da caposervizio.
L’esperienza sindacale maturata nei poligrafici, lo aveva visto subito protagonista nel Comitato di redazione di Rcs Periodici. Un’attività che, nel 2001, l’aveva visto mettersi in luce nell’allora sindacato unico dei giornalisti diventando vicepresidente dell’Associazione Lombarda che, dal 2004 al 2015, ha guidato per tre mandati consecutivi.
Nel 2014, in occasione dell’ultimo rinnovo del contratto Fieg-Fnsi, nel ribadire il suo «leale e convinto sostegno» allo storico segretario generale della Fnsi dell’epoca, Franco Siddi, aveva evidenziato che «
da sei anni una crisi senza precedenti ci ha impegnati in battaglie durissime “per perdere il meno possibile”. Dimenticare questo scenario e, dunque, le condizioni del confronto con gli editori – scriveva il 23 giugno 2014 sul nostro Giornalisti Italia – è da irresponsabili.
 Nel merito della vertenza: il protocollo sul lavoro autonomo, che avremmo voluto più ricco, è un passo (senza aggettivi) in avanti perché per la prima volta si riconoscono obblighi economici e sociali per questi colleghi.

Giovanni Negri

Occorre lavorare sul welfare distinguendo bene tra stabilizzazione e nuove assunzioni. Sulla ex fissa non spendo parole: chi ha idee migliori rispetto al sicuro fallimento del fondo lo dica.
 Non sottovaluto critiche spesso strumentali, minacce, ultimatum. So solo – sottolineava Negri – che è giunto il momento di assumersi forti responsabilità. Sono convinto che un compromesso accettabile sia possibile. So anche che il contratto, anzi, i punti in discussione, sono da sancire ora. Io – concludeva Negri – sono pronto a fare la mia parte e ad affrontare, con la serenità di chi ha fatto tutto il possibile, il giudizio della categoria».
I funerali saranno celebrati a Milano lunedì 13 aprile, alle ore 14.45, nella Basilica di Santa Maria Incoronata, in corso Garibaldi 116.
Alla famiglia e ai colleghi il cordoglio del Direttore e della Redazione di Giornalisti Italia. (giornalistitalia.it)

Franco Siddi

Franco Siddi: “Umile, dialogante
e determinato, abile negoziatore”

Umile, dialogante e determinato, abile negoziatore, Giovanni Negri è approdato al giornalismo nella Rcs e al sindacato della professione partendo dall’area poligrafica e seguendo la lezione di Walter Tobagi e l’esperienza di Giorgio Santerini, secondo le propria autonome determinazioni innestate nelle realtà vissute e in divenire.
Un uomo e un dirigente di valore. Ai familiari un abbraccio.

Franco Siddi

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Un commento

  1. Giovanni Rossi

    “Sono Rossi”, “ed io sono il Negri”. Era questa la gag che caratterizzava i nostri contatti telefonici. Per diversi anni siamo stati avversari, per un periodo più breve alleati, nelle relazioni tra le componenti di allora (diverse da quelle odierne) all’interno della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Sempre i rapporti sono stati corretti e umanamente cordiali. Del resto basta leggere il testo che Giovanni Negri scrisse in un momento particolarmente difficile per la categoria – e qui riportato – per rendersi conto di chi fosse. Non solo la Fnsi, ma l’intera categoria perdono un collega ed un dirigente che ha segnato la storia del movimento organizzato dei giornalisti. Le più sentite condoglianze ai familiari ed all’Associazione Lombarda.

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