Siddi a Campobasso replica a Renzi: “L’informazione locale garanzia di democrazia”

Contratto giornalisti, siamo alla resa dei conti

Il presidente ed il segretario generale della Fnsi, Giovanni Rossi e Franco Siddi

Presidente e segretario Fnsi, Giovanni Rossi e Franco Siddi

CAMPOBASSO – “Bisogna garantire la sopravvivenza del contratto nazionale di lavoro giornalistico, rigenerandolo magari con piccoli, ma significativi, avanzamenti in tema di garanzie per il lavoro autonomo e percorsi innovativi che favoriscano la nuova occupazione”. Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, non cade nella trappola delle polemiche strumentali, mosse da chi dovrebbe preoccuparsi di assicurare ben altre garanzie alla professione giornalistica, ricordando che la prossima settimana sarà decisiva per verificare se esistano le condizioni per mettere un punto fermo al rinnovo del contratto.
A Campobasso, con il presidente Giovanni Rossi, per partecipare all’incontro in difesa dell’informazione locale e delle sedi regionali della Rai, promosso dall’Associazione della Stampa del Molise, Siddi ha sottolineato che “per raggiungere l’obiettivo è necessario uno sforzo corale che unisca, all’impegno dei giornalisti, quello serio e onesto degli imprenditori. In caso contrario ogni sforzo è inutile”.
Quanto al servizio pubblico, il segretario generale della Fnsi ha ribadito il “No della Fnsi alla Rai nel mirino da destra e da manca a colpi di spot, battute e slogan”. Il sindacato dei giornalisti sta, infatti, “dalla parte di chi la Rai la vuole rivoluzionare davvero, partendo dall’eliminazione dell’invadenza dei partiti”. 
Una chiara replica al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al quale Siddi evidenzia che “si può semplificare tutto, ma non ridurre tutto a uno slogan”.
Delle dichiarazioni del premier, il segretario della Federazione della Stampa tiene, invece, in evidenza “l’osservazione che sia necessario aprire una discussione severa e profonda per rivoluzionare la Rai, renderla servizio pubblico in tutto il territorio. Insomma, siamo d’accordo sul fatto che si è giunti al bivio, ma il cambiamento si può fare nelle grandi e nelle piccole cose. Basta, però, con l’intestardirsi a considerare tutto negativo a prescindere, concentrandosi sul lavoro e le sedi della Rai. Il lavoro non è un furto, è la risorsa per assicurare un servizio pubblico decente e dignitoso su tutto il territorio nazionale. Questo vale, di conseguenza, per le strutture dell’informazione regionale”.
“Non si può pensare che in una regione, solo perchè piccola, non ci debba essere il servizio pubblico. Non si può pensare che il servizio pubblico si debba articolare in maniera diversa e sottodimensionata rispetto alle strutture private dell’informazione, portatrici di interessi privati e non di interesse pubblico primario”. 
“Piuttosto – mette in guardia Franco Siddi – è indispensanbile parlare anche di conflitto di interesse per scongiurare che l’informazione locale sia monopolio di baronetti locali, magari con interessi politici portati nei partiti. Quanto ai dipendenti, se siano effettivamente troppi o pochi, bisogna certo parlarne, ma solo dopo aver sciolto i nodi più grandi. Non è di ragionieri tagliatori che la Rai ha bisogno, ma di programmatori di innovazione”.
Sui tagli alle sedi regionali Rai, il segretario generale della Fnsi ha, inoltre, detto che “le iniziative di giornalisti, sindacati e Parlamento hanno dimostrato che si è fatto troppo chiasso, ovvero che la vicenda sia stata affrontata con molta superficialità  e confusione”. “Credo – ha aggiunto Siddi – che della fondamentale presenza dell’informazione regionale, se ne sia convinto anche il Governo ammettendo di aver lanciato una parola d’ordine un po’ sbagliata, un eccesso di indirizzo che ha fatto pensare si dovesse tagliare”.
Insomma, “bisogna essere chiari, lo slogan non basta per programmare le riforme. Le sedi regionali Rai sono condizione del servizio pubblico. Il problema non sono, infatti, i metri quadri occupati che, ribadisco, se eccessivi si possono ridurre risparmiando, ma le presenze strutturali di organizzazione produttiva per fare informazione e garantire la presenza del servizio pubblico”.
“Sono convito – ha concluso Siddi – che bisogna riformare la Rai, così come tanti altri servizi pubblici, ciò però non deve avvenire a discapito della qualità. Su questi temi la Fnsi continuerà a tenere alta l’attenzione a tutela e sostegno dell’informazione regionale, sia pubblica che privata, bene sempre più prezioso per la democrazia e il pluralismo”.
Infine, un appello: “Servono garanzie reali: occupazione corretta e informazione nel rispetto dei canoni del giornalismo etico. Sosterremo con convinzione e forza l’iniziativa dell’Associazione della Stampa Molisana”, che ha chiesto con forza una legge regionale sull’editoria. “L’iniziativa dell’Assostampa – ha ricordato Siddi – è fondamentale: le regioni come questa hanno bisogno di un intervento anche pubblico di garanzia. Il mercato da solo non risolve i problemi perché è piccolo”.
Il presidente dell’Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro, dal canto suo, ha ricordato che la Giunta Esecutiva della Fnsi e ben 16 Associazioni Regionali di Stampa su 19 hanno dato “un mandato forte al segretario generale, Franco Siddi, per andare a vedere fino in fondo le intenzioni della controparte”, sottolineando che i temi al centro del rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, “per espressa dichiarazione del Governo, puntano all’inclusione anche attraverso sconti fiscali e contributivi molto rilevanti, in particolare per quanto riguarda la nuova occupazione a tempo indeterminato. Un’occasione che un sindacato non può farsi sfuggire tanto più di fronte ad una crisi che nel nostro settore non ha precedenti sul fronte dell’occupazione, con forti tensioni sul welfare della categoria”. 
Un rinnovo che punta a “portare a casa posti di lavoro includendo nel perimetro contrattuale fasce importanti di precari e giornalisti che lavorano in regime di lavoro autonomo variamente declinato”. https://www.giornalistitalia.it/contratto-giornalisti-mandato-forte-franco-siddi/

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