Violenza di genere e tumore al seno: a Milano mostra fotografica sulle donne che lottano

Women for Women: 21 scatti di forza e rinascita

La mostra fotografica “Women for Women Against Violence” sarà visitabile a Milano fino al 30 agosto nello Spazio Cisterne della Fabbrica del Vapore

MILANO – “Women for Women Against Violence”, la mostra fotografica ideata e curata dalla giornalista Donatella Gimigliano, approda a Milano, nello Spazio Cisterne della Fabbrica del Vapore, e resterà aperta fino al 30 agosto.

Donatella Gimigliano

Progetto di forte impatto sociale, è nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – da sei anni anche programma televisivo in onda sulle reti Rai – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno. “Women for Women against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita.

Donatella Ginmigliano con testimonial e manager del Consorzio Umanitas

Accanto a loro, testimonial, premiati con il Camomilla Award, riconoscimento della kermesse, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio.

Donatella Gimigliano, Nicolò Maja, nonno Giulio e nonna Ines

Gli scatti sono di Tiziana Luxardo. Il progetto, frutto di un complesso lavoro dell’Associazione Consorzio Umanitas, dall’ideazione al coinvolgimento di oltre 40 protagonisti delle storie, alla definizione delle coppie, fino al sostenimento di tutti i costi produttivi, prende origine dal vissuto personale della giornalista Donatella Gimigliano, presidente della non profit, da anni impegnata contro la violenza sulle donne che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà. «Dieci anni fa – spiega Gimigliano – avevo una storia segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità, e l’intimità.

Filomena Lamberti

E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, anche se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato questo progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza».
Alla presentazione, moderata dal vicedirettore di IO Donna, Mario Cinelli, sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, la delegata del sindaco Giuseppe Sala per le Pari Opportunità di Genere Elena Lattuada, il presidente della Lilt di Milano Marco Alloisio, la prof. Valeria Bucchetti, ordinaria di Design della comunicazione e Culture di genere del Politecnico di Milano, la delegata del Presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, Chiara Cormanni.

Attilio Fontana , Tommaso Sacchi e Marco Alloisio

Intervenute, inoltre, le testimonial della mostra: la giornalista, conduttrice tv e membro comitato femminile Lilt Benedetta Rinaldi, Fanny Cristina Campion, paziente oncologica metastatica, Filomena Lamberti, prima donna sfregiata con acido solforico in Italia.

Alessio Boni e Antonietta Tuccillo

Ed ancora: Nicolò Maja, orfano del femminicidio della Strage di Samarate, con i nonni Ines e Giulio Pivetta, Pinky (Parvinder Aoulakh), data alle fiamme davanti a due figli minori, Antonietta Tuccillo (in cura per un tumore ovarico, stilista del crochet), Maria Antonietta Rositani (sopravvissuta a un femminicidio a Reggio Calabria).
Women for Women against Violence, nel capoluogo lombardo, si presenta come un luogo di incontro tra linguaggi espressivi diversi, dove fotografia, design e arte dialogano tra loro per offrire al pubblico un’esperienza culturale capace di ampliare la riflessione sui temi della violenza di genere, della malattia oncologica e della rinascita.
Accanto ai ventuno ritratti fotografici trovano spazio due significativi percorsi espositivi. Il primo è “We Say Stop.

“We Say Stop”: 90 manifesti per contrastare la violenza contro le donne

Novanta manifesti per contrastare la violenza contro le donne”, progetto del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che raccoglie novanta manifesti ideati dagli studenti nell’ambito della ricerca universitaria, dimostrando come il design della comunicazione possa diventare uno strumento di prevenzione, sensibilizzazione e cambiamento culturale.

“Trame di speranza, intrecci di vita”: le creazioni in crochet di Antonietta Tuccillo

Il secondo è “Trame di speranza, intrecci di vita”, dedicato alle creazioni in crochet di Antonietta Tuccillo, che ha trasformato un’antica tecnica artigianale in un percorso di rinascita personale e creativa, capace di andare oltre la malattia.

IIaria Capponi, Ludmilla Voronkina Bozzetti, Donatella Gimigliano e Nina Zilli

Le sue opere raccontano come la fragilità possa trasformarsi in forza, restituendo valore al tempo, alla manualità e alla capacità di ricominciare. Per la prima volta fotografia, design della comunicazione e arte tessile convivono all’interno di un unico progetto espositivo, dando vita a una contaminazione culturale che dimostra come linguaggi apparentemente lontani possano unirsi per promuovere una nuova cultura del rispetto, della prevenzione e della rinascita.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Fabbrica di Vapore – Comune di Milano, gode, tra gli altri dell’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, del Senato della Repubblica, della Polizia di Stato, della Camera di Commercio di Milano, Lodi e Brianza, della Lilt (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), del Politecnico di Milano e della Fondazione Italia Giappone, con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.

Benedetta Rinaldi

Nella stessa giornata grande evento inaugurale presentato dalla testimonial Ilaria Capponi con Ludmilla Voronkina Bozzetti per la regia di Antonio Centomani, regista storico della kermesse.

Angela Loy Williams

Durante la serata è stato consegnato il “Women for Women against Violence – Milano Camomilla Award” (limited edition), premio realizzato dal Maestro Michele Affidato che s’ispira alle virtù terapeutiche del fiore della pianta, simbolo di solidarietà, a Simona Ventura, Nina Zilli, Massimo Ciampa (segretario generale Mediafriends – Mediaset, in rappresentanza di Fedele Confalonieri), e agli agenti delle Volanti della Questura di Milano, il vice ispettore Leonardo Borghetto, l’assistente Danilo Migiani, l’agente Gabriella Santonastaso, protagonisti del salvataggio di una donna vittima di violenza di 24 anni che ha chiesto aiuto con il signal for help, che sono stati premiati dal questore vicario Michele Pontoriero, e a Mary Franzese, Owner di Neuroguard.
Un momento speciale della serata è stato il defilè di tutti i protagonisti della mostra presenti con i capi a crochet della Tuccillo accompagnati dalla straordinaria voce del il soprano internazionale spititual Angela Loy Williams.

Premio agli agenti delle Volanti della Polizia di Stato di Milano

Presente anche Alessio Boni, uno dei testimonial dell’esposizione. Special Guest dell’evento Antonio Maggio con “La faccia e il cuore”, brano dedicato alla storia di Jessica Notaro scritto con Ermal Meta, Joia B, che con “Un tempo per volare” racconta la sua esperienza con il tumore al seno.

Nina Zilli

Main Partner: Crédit Agricole Italia. Executive Partner: Enel. Top Charity Partner: Paul Mitchell, Perillo Spa. Executive donors: Polello, Axelcomm, Jeely. (d.b./giornalistitalia.it)

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