Per l’omicidio della giornalista svedese resta in carcere l’inventore Peter Madsen

Ritrovata la testa decapitata di Kim Wall

Kim Wall e il suo presunto assassino Peter Madsen

Kim Wall e il suo presunto assassino Peter Madsen

COPENAGHEN (Danimarca) – Orrore nell’orrore: è stata ritrovata la testa decapitata di Kim Wall, la giornalista svedese di 30 anni scomparsa il 10 agosto dopo essersi imbarcata sul sottomarino dell’inventore danese Peter Madsen, il Nautilus, a cui stava dedicando un servizio. Lo ha reso noto la polizia di Copenaghen, precisando che la macabra scoperta – insieme alla testa sono state rinvenute anche le gambe della donna – è avvenuta venerdì e che i resti erano chiusi in un sacco, mentre in in un altro involucro c’erano gli abiti.
«La notte scorsa il nostro dentista legale ha confermato che si tratta di Kim Wall», ha dichiarato l’ispettore Jens Moller Jensen, aggiungendo che il cranio non presenta fratture.
Per l’omicidio della freelance svedese, New York Times, Vice e Guardian, uccisa con 14 pugnalate all’addome e alle parti intime, come confermato dall’autopsia, è stato arrestato l’eccentrico inventore, l’ingegnere aerospaziale Peter Madsen, 46 anni, in carcere con l’accusa di omicidio. Anche se lui continua a negare di averla assassinata, pur avendo cambiato più volte versione, interrogato dalla polizia.
Ad avvalorare la tesi dell’accusa, però, ci sarebbero anche dei video, scovati nell’hard disk di un computer di Madsen, che mostrano donne violentate e strangolate. Video che gli inquirenti ritengono “autentici”.
Al momento, in assenza di conclusioni certe, il procuratore danese Jakob-Buch ha disposto altri quattro mesi di carcere per Madsen. (giornalistitalia.it)

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