Rcs

MILANO – Rcs lavora al rinnovo della governance. Il Cda del gruppo, iniziato a metà di ieri pomeriggio, si è prorogato fino a tarda sera e mancano ancora comunicazioni ufficiali sull’esito della riunione. L’attesa è, comunque, che dall’incontro esca una proposta per rivedere lo statuto con nuove regole di elezione del governo societario per renderlo più rappresentativo di tutti i soci.
Rcs si trova, del resto, in una nuova fase dopo lo scioglimento del patto a novembre. E soprattutto, non c’è più la maggioranza “bulgara” com’era quella del patto, in grado di esprimere, come da governance attuale, la quasi totalità del Cda lasciando uno strapuntino alle minoranze.
Sul tavolo del consiglio c’era, innanzitutto, la convocazione dell’assemblea dei soci, già in agenda per l’8 maggio. Oltre alle norme di governance, tra i temi ancora aperti in Rcs c’era, poi, quello dell’integrazione del consiglio dopo le dimissioni di Carlo Pesenti.
L’attesa è che il board proponga, comunque, una conferma dell’attuale numero di nove consiglieri. I tentativi, però, di mediare tra le varie anime dei soci perchè venisse da loro una proposta sulla governance, inclusa una proposta sul sostituto di Pesenti, non avrebbero avuto successo. E l’ipotesi più probabile è così che sia lo stesso board a portare all’assemblea un’ipotesi anche sull’integrazione del Cda, anche se il nome del candidato potrebbe non emergere già a valle del Cda di oggi.
Tra i punti all’esame del consiglio c’era, poi, l’attesa che venisse ratificata la sospensione del piano di incentivazione del top management fino al ripristino della profittabilità.
Contro il progetto, emerso in settimana, si erano sollevati con forza i rappresentanti sindacali del gruppo proclamando uno sciopero poi rientrato con l’affermazione dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane e la squadra di management della società di voler proporre al Cda la sospensione del piano.
L’assemblea dell’8 maggio dovrà esprimersi anche sulla conferma di Attilio Guarneri in consiglio. L’amministratore era stato cooptato in sostituzione dello scomparso Giuseppe Rotelli, ed era entrato nel board come secondo indicato nella lista di minoranza presentata a suo tempo dallo stesso imprenditore della sanità.
Oggi, però, gli eredi Rotelli pesano per il 3,3% del capitale Rcs e si vedrà in assemblea se riusciranno a mantenere un rappresentante. Il primo socio di Rcs è Fiat (20,5%). Al secondo posto figura Mediobanca. Dal 14% che aveva nell’epoca del patto, però, la banca a inizio marzo ha già ridotto la sua quota sotto il 10% e con ogni probabilità in queste settimane è scesa ancora.
Segue, quindi, con il 9% Diego Della Valle. L’imprenditore marchigiano in passato aveva condotto un’accesa polemica contro il patto, dal quale era uscito più di un anno prima che venisse sciolto.
 Sulla gestione Rcs Della Valle ha, poi, continuato ad essere molto attivo anche negli ultimi mesi, criticando alcune scelte industriali e minacciando anche iniziative legali al consiglio, lanciando spesso strali anche contro Fiat e il suo presidente John Elkann. Sicuramente dando spazio a tutti i soci una governance diversa darebbe, innanzitutto, più rappresentanza a Della Valle. Si tratterà poi di vedere la reazione del diretto interessato. (Ansa).

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