In “Back to Iraq” sperimentate le nuovissime tecniche di ripresa cinematografica

Rai1, a Petrolio il primo reportage di guerra in 4k

IraqROMA – Da più di 13 anni al centro della storia, l’Iraq è il difficile teatro in cui Petrolio, il settimanale di approfondimento di Rai1, ha scelto di sperimentare per la prima volta in zona di guerra, le nuovissime tecniche di ripresa cinematografica 4K Hdr applicate al reportage.
Da questa esperienza realizzata in due riprese da Claudio Rubino, della redazione di Petrolio, e Maria Gianniti, inviata speciale del Giornale Radio Rai, è nato il reportage “Back to Iraq” che restituisce una straordinaria qualità dell’immagine e che Petrolio, il programma di informazione condotto da Duilio Giammaria, presenta su Rai1 giovedì 13 aprile. Il reportage è stato presentato nella sede Rai di Viale Mazzini alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, della presidente della Rai Monica Maggioni e del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.
“La Rai ha grande sensibilità per il miglioramento della qualità tecnica del prodotto” dichiara Luigi Rocchi, direttore Qualità e Pianificazione Rai. “Questa è in assoluto la prima applicazione della nuovissima tecnologia Hdr e 4K al mondo delle news che rende fedelmente la drammaticità delle immagini in teatro di guerra. Questo ci ha permesso di realizzare per il programma Petrolio di Rai1 un prodotto adatto al mercato mondiale e soprattutto future-proof”.
“Coordinare le migliori risorse professionali e tecnologiche della Rai è stato un grande privilegio – afferma Duilio Giammaria, conduttore di Petrolio – ha persino ampliato l’interesse giornalistico e l’emozione di ritornare in Iraq. È la dimostrazione di tutte le potenzialità che la nostra azienda riesce a esprimere anche nel campo dell’innovazione”.
Back to Iraq – dopo aver raggiunto la prima linea della battaglia per la riconquista di Mosul e aver documentato la distruzione da parte dell’Isis del sito assiro di Ninive, uno dei più importanti al mondo in cui è richiesta la presenza qualificata di archeologi italiani, tra i più esperti al mondo di questa area – ha, inoltre, seguito il ministro della Difesa Roberta Pinotti in un viaggio tra i luoghi della presenza italiana in Iraq.
Il contingente italiano ha oggi raggiunto i 1500 uomini dislocati tra Kuwait, Baghdad, Erbil e Mosul, dove la società di costruzioni Trevi sta completando i lavori di consolidamento della diga sul fiume Tigri che dopo essere stata riconquistata all’Isis rischiava di cedere con la concreta eventualità di drammatiche conseguenze. (giornalistitalia.it)

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