Aleksandra Bogdani

TRIESTE – L’Iniziativa Centro Europea (Ince) e la South East Europe Media Organisation (Seemo), in collaborazione con la fondazione tedesca Konrad-Adenauer-Stiftung (Kas), hanno annunciato i vincitori del “Premio Seemo Cei” 2015 per alti meriti nel giornalismo investigativo.
I riconoscimenti sono andati ad Aleksandra Bogdani (Albania) nella sezione “Giornalisti professionisti” e Nadia Burdey (Ucraina) nella sezione “Giovani giornalisti professionisti”.
Bogdani, redattrice del Balkan Investigative Report Network (Birn), è stata premiata per inchieste sul traffico di esseri umani, criminalità organizzata e abusi sui minori, corruzione e la sicurezza nazionale. Con oltre un decennio di esperienza di lavoro come giornalista, redattore e vice caporedattore in diversi media in Albania, compresi i quotidiani Mapo, Shekulli e Top News TV, Bogdani ha impressionato la giuria per “il coraggio mostrato come donna che produce una serie di indagini sulla rete di reclutatori che inviano centinaia di musulmani albanesi a combattere nella guerra civile siriana come jihadisti per lo Stato dell’Islam dell’Iraq e Levante, e l’avanguardia di al-Nusra.
Burdey è stata premiata come giovane giornalista promettente “che rispetta elevati standard professionali in un contesto difficile in cui queste norme non sono diffuse”. Collabora al programma settimanale “I nostri soldi” della Zik Tv, che si occupa della corruzione negli appalti statali e dell’abuso di potere, rivelando conflitti di interesse tra affari e politica. 
In particolare, la recente indagine su proprietà illegalmente acquisite e non dichiarate del Viceministro degli Affari Interni ucraino ha portato alle dimissioni del funzionario.
Le vincitrici saranno premiate (con 4.000 e 1.000 euro rispettivamente) dall’Ince in occasione della South East Europe Media Forum (Seemf) che si terrà a Bucarest il 5 e 6 novembre prossimi.
Una menzione speciale è stata assegnata alla giornalisti montenegrini Mirko Boskovic (Rtcg), e Vlado Otasevic e Ana Komatina (CIJ Montenegro) per “aver contribuito al progresso del giornalismo investigativo nel loro paese”.
Al concorso sono state 25 le candidature da otto Paesi del Sud-Est Europa. (Ansa)

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