Il libro di Stefano Polli e Cesare Protettì nel laboratorio-libreria del mitico Carlo Riccardi

“Pezzi di storia” dei cronisti di agenzia

Da sinistra: Pino Nano, Mario Nanni, Stefano Polli, Giovanna Chirri, Pio Mastrobuoni, Remigio Benni e Cesare Protettì

ROMA – Fresco di stampa “Pezzi di storia. Dall’armistizio al coronavirus. 48 avvenimenti. 42 testimoni. Fatti e personaggi nel racconto dei giornalisti d’agenzia”, saggio a cura di Stefano Polli e Cesare Protettì (Istimedia Edizioni, pagine 192, euro 16), è stato presentato l’altra sera a Roma, a Spazio 5 in via Crescenzio, nel laboratorio-libreria di quel mito della fotografia italiana che si chiama Carlo Riccardi e che ha appena compiuto i suoi primi 95 anni di vita. Il lancio ufficiale del volume era stato, invece, qualche settimana prima alla Fondazione per il Giornalismo Paolo Murialdi di via Valenziani.
«Nella vita dei giornalisti d’agenzia di stampa – si legge in quarta di copertina – capita spesso di venire in contatto con personaggi ed eventi che hanno segnato la storia». Sono nella maggior parte dei casi eventi e avvenimenti emozionanti, drammatici, entusiasmanti, epocali, violenti, felici o semplicemente divertenti o curiosi, che trentaquattro giornalisti diversi, di diverse agenzie (Ap, Ansa, Agi, Adnkronos, Askanews, Nova, Dire) hanno accettato di raccontare in questo libro che è anche per questo un “loro pezzo di storia”.
Come dire? Un dietro le quinte, di giornalisti «liberi – una volta tanto – dal vincolo di osservare il severo stile d’agenzia».
Lo spiegano bene, nel corso della serata di lancio del libro a Spazio 5, i due curatori, Stefano Polli e Cesare Protettì: «In questo libro raccontiamo attraverso le testimonianze dirette di giornalisti delle agenzie d’informazione personaggi e momenti del ’900 e del primi due decenni degli anni 2000. Alcuni di questi momenti. sono diventati storia».

Stefano Polli

Non solo questo, ma a volte queste testimonianze sono state anche spunto ideale per film o fiction di grande impatto mediatico (Tres mulheres, ispirato alle vicende narrate dal corrispondente dell’AP a Lisbona, Dennis Redmont ai tempi della dittatura di Salazar); altre volte per jingle irriverenti (come la “President externation dance” con protagonista Francesco Cossiga nel cartoon di Ro Marcenaro su musica di Franco Godi), qualche altra volta ancora sono state fonte di sofferenza personale, anche perché intrecciate con vicende familiari.
Emblematici i racconti di Giorgio Raccah sulle purghe staliniste in Cecoslovacchia e quello del giornalista curdo di Askanews, Adib Fateh All sull’invasione turca nei territori abitati dal suo popolo, mentre era ancora fresco il sangue versato dai curdi (e dalle soldatesse curde) per battere l’Isis.
Una galoppata nel tempo, sulla cresta delle notizie, che termina con la pandemia della Sars Covid-19 raccontata da una instancabile inviata sul campo, in Lombardia e con la storica approvazione del Recovery Fund a Bruxelles. Ma anche un amarcord collettivo di giornalisti che hanno vissuto momenti importanti: «Nessuno ci toglierà i balli che abbiamo ballato», diceva, citando un famoso proverbio argentino, Julio Velasco, il tecnico-filosofo che portò la Nazionale italiana di pallavolo sul tetto del mondo dal 1989 al 1996.

Cesare Protettì

È davvero commovente, invece, il modo come Mario Nanni, grande cronista parlamentare dell’Ansa ricorda il loro vecchio direttore Sergio Lepri, che Stefano Polli e Cesare Protettì definiscono “La gemma del Ebro”.
“Pezzi di Storia” ospita, infatti, la testimonianza diretta di questo grande maestro di giornalismo che è stato Sergio Lepri e che – superato il 24 settembre il traguardo dei 102 anni di vita – ha voluto regalare al gruppo una testimonianza inedita sul 1943 che è un vero e proprio scoop.
Dopo Mario Nanni, Giovanna Chirri, indimenticabile vaticanista dell’Ansa, la giornalista che per prima ha dato al mondo la notizia delle dimissioni del Papa. Dalla Sala Stampa vaticana – ha ricordato lei stessa – ha ascoltato in latino le parole di Josef Ratzinger mentre seguiva il Concistoro dedicato ai martiri di Otranto, e ha assistito al momento in cui, davanti ai cardinali, Benedetto XVI ha dato l’annuncio della decisione di lasciare il Pontificato dal 28 febbraio del 2017. Intuito quello che stava per accadere, senza precedenti nell’era moderna, Giovanna Chirri ha dettato il flash d’agenzia delle 11.46 di quel giorno, e che in pochi secondi ha fatto il giro del mondo, rilanciato, prima della conferma ufficiale del Vaticano, e poi a seguire dall’agenzia Reuters, dalla Cnn, da Al Arabiya, France Presse e dai britannici Telegraph e Bbc e Sky News.

Giovanna Chirri

Nel corso della serata, dopo aver ricordato anche un altro grande scoop dell’Europa moderna, quello di Riccardo Ehrman sulla caduta del muro di Berlino, i curatori del saggio hanno sottolineato come ogni giornalista d’agenzia, se non altro per la vita che vissuto, può raccontare numerosi aneddoti curiosi e divertenti capitatigli nella sua attività: «Tutto nasce, quasi sempre, dalla curiosità del giornalista e dal fatto di aver potuto essere, per bravura o per fortuna, nel luogo del fatto o vicino alla fonte primaria. La persona giusta, nel momento giusto, nel posto giusto».
Assolutamente avvolgente e inedito il racconto che Pio Matrobuoni dedica al presidente Giulio Andreotti, di cui per lungo tempo era stato portavoce a Palazzo Chigi. Gustosissimo il racconto che poi fa sulla Regina Elisabetta che incontra nel corso di una visita ufficiale e che gli parla della sua insana passione per i cavalli e le scuderie.

Pio Mastrobuoni

In questo libro c’è davvero di tutto. Ci sono i “papi visti da vicino”, raccontati straordinariamente bene da Giovanna Chirri (Ansa) e da Jacopo Scaramuzzi (Askanews), ci sono statisti e leaders internazionali come Fidel Castro, Gheddafi, Obama, Mitterand, la regina Elisabetta, politici italiani come Pertini, Spadolini, Cossiga, Andreotti, Craxi e di riflesso Berlinguer, grandi esploratori come Ambrogio Fogar, sportivi indimenticabili come Diego Armando Maradona o i velisti di Azzurra, attentatori come Ali Agca, ma anche tantissime figure minori ma altrettanto importanti «perché ci permettono di raccontare al lettore aspetti e momenti che non sempre sono finiti sui giornali ma che è importante conoscere per decifrare pagine di storia vicine e lontane».
“Pezzi di Storia” è dunque un libro dedicato ad un pubblico vasto, curioso di leggere aneddoti e storie legati a personaggi entrati, per diverse e a volte opposte ragioni nell’immaginario collettivo o nella storia dell’umanità. Un racconto ideale anche per i ragazzi di oggi, digiuni di storia e di geopolitica del Novecento, un’antologia di testi di quei giornalisti d’agenzia costretti sempre a convivere con la tempestività, la velocità e l’immediatezza della loro missione, «e poco avvezzi a lucidare la firma e a fare da narratori».

Mario Nanni

«In questo libro – ripetono Stefano Polli e Cesare Protettì – tutti i colleghi che ci hanno regalato i loro racconti hanno potuto invece farlo, condividendoli a volte con giudizi, riflessioni e note di colore che il giornalismo d’agenzia di solito non consente, dimostrando anche quanta qualità e professionalità esistano in questo particolare mestiere giornalistico poco celebrato e poco conosciuto».
“In questo libro raccontiamo anche quello che c’è prima della notizia, la fatica e le difficolta che un giornalista d’agenzia deve spesso affrontare prima di poter essere in grado di fare il suo lavoro. Alcuni degli episodi raccontati sono divertenti, altri drammatici, altri curiosi. Tutti hanno un filo conduttore: la prontezza e la determinazione di chi spesso è da solo sulla prima linea della notizia. Le testimonianze dei colleghi sono precedute da un corsivo nel quale, in breve, cerchiamo di raccordare i fatti con lo senario italiano e mondiale di quegli anni. Per questo lavoro di “cucitura” fatto da Cesare e Luca Protettì, è stata di grande utilità la trilogia di Sergio Lepri “Mezzo secolo della nostra vita” (edizioni Gutenberg 2000, 1994).

Enrica Battifoglia

Gli autori di questo saggio sono 34 giornalisti diversi, ci sembra corretto ricordarli qui in ordine alfabetico uno per uno: Corrado Accaputo, Adid Fateh Ali, Nino Alimenti, Alvise Armellini, Alessandra Baldini, Marianna Balfour, Marco Bardazzi, Enrica Battifoglia, Remigio Benni, Francesco Bigazzi, Hamza Massimiliano Boccolini, Francesca Brunati, Giovanna Chirri, Fabio Colivicchi, Lorenzo Consoli, Luigi Di Mitri, Riccardo Ehrman, Carlo Gambalonga, Carlo Giacobbe, Tullio Giannotti, Giovanni Giovannini, Giampiero Gramaglia, Nicola Graziani, Sergio Lepri, Pio Matrobuoni, Ettore Mencacci, Mario Nanni, Patrizio Nissirio, Nico Perrone, Stefano Polli, Cesare Protettì, Stella Prudente, Enzo Quaratino, Giorgio Raccah, Carlo Rebecchi, Dennis Redomont, Martino Rigacci, Lorenzo Robustelli, Iacopo Scaramuzzi, Piero Spinucci e Angela Virdò.
Stefano Polli invece, uno dei coordinatori di questo libro, dal 2014 vicedirettore dell’agenzia Ansa, è stato inviato di guerra, ha seguito i maggiori eventi internazionali e l’attività dei presidenti della Repubblica italiana, dei presidenti del Consiglio e dei ministri degli esteri.

Carlo Riccardi

Cesare Protettì, il secondo coordinatore del saggio, vanta vent’anni all’Ansa (Scientifico, Politico-Parlamentare, Cronache Italiane, Diplomatico, Servizio Centrale), altri dieci ad ApBiscom da caporedattore centrale, e fino al 2016 è stato direttore del Master di Giornalismo della Lumsa. Anche lui autore o coautore di una decina di libri diversi. Siamo insomma al top della nomenclatura del giornalismo nelle agenzie di stampa.
Il libro si legge tutto d’un fiato, in una notte, e a chi per mestiere fa il giornalista può essere utilissimo per capire che il mondo è molto più vasto e più complesso di certe piccole redazioni dove per anni i giornalisti d’agenzia sono stati considerati dei veri gregari. “Pezzi di storia” ne racconta invece, finalmente, la loro vera storia. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

 

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